La migliore lezione ai baby teppisti

I presidi chiedono persino che i ragazzi risarciscano le giornate di lavoro pagate agli insegnanti senza prestazione e che rispondano non solo dei danni patrimoniali ma anche reputazionali

La migliore lezione ai baby teppisti
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Insegnare significa educare, cioè tirare fuori ciò che sta dentro, nascosto. La decisione del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di costituirsi parte civile nei processi penali a carico dei responsabili dei danneggiamenti del licei romani Gullace e Virgilio e toscani (il Pacinotti e il Da Vinci di Pisa) dei giorni scorsi, senza dimenticare la devastazione del liceo Severi a Milano, ancora senza responsabili, è un messaggio educativo. Occupare e rovinare una scuola non è una libera manifestazione del pensiero ma un atto di violenza che prevarica anche il diritto allo studio della maggioranza silenziosa di studenti a cui tocca l'onore di ritrovarsi senza lezioni. «I teppisti, non più i cittadini, devono pagare per rimetterla in sesto», ribadisce il ministro su X.

I presidi chiedono persino che i ragazzi risarciscano le giornate di lavoro pagate agli insegnanti senza prestazione e che rispondano non solo dei danni patrimoniali ma anche reputazionali, perché così si compromette l'immagine della scuola e delle istituzioni.

Eccolo, il messaggio educativo. La scuola avrebbe bisogno di molte più risorse, gli insegnanti italiani sono bravissimi ma sottopagati, le strutture pagano anni di incuria e di pochissimi investimenti.

Non basta «la teoria delle finestre rotte» per giustificare la tendenza dei ragazzi a disprezzare gli istituti, lavorare a riparare le mura della scuola nella quale passano più tempo che a casa potrebbe anzi servire a rafforzarne il legame, a tirar fuori il senso della partecipazione alla costruzione del bene pubblico. Sarebbe una meritoria lezione di educazione civica, nella speranza che i soliti genitori buonisti e perdonisti non si mettano di traverso.

Commenti
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Avatar di carlo dinelli carlo dinelli
20 Dic 2024 - 18:48
@maxfan74 D'accordissimo
Mostra tutti i commenti (9)
Avatar di rimauro rimauro
20 Dic 2024 - 10:48
Bene così, però aspettiamo fatti concreti e resconti contabili credibili delle cifre pagate dai vandali e/o loro genitori.
Avatar di Colleoni Colleoni
20 Dic 2024 - 11:49
Sarebbe ora! E poi lo stesso trattamento a pseudo scioperanti e teppaglia varia.
Avatar di cherry68 cherry68
20 Dic 2024 - 11:52
Nel mio liceo (anni '81-'86) non ho mai visto un solo giorno di occupazione nè vandalismi. Diverse volte picchetti di alcuni studenti impedivano l'ingresso per un paio d'ore (io passavo dalla finestra di un'aula sul parcheggio), ma non ci sono mai state violenze.
Avatar di fritz1996 fritz1996
20 Dic 2024 - 11:55
Scusi, Manti, ma quando parla di presidi a chi si riferisce? Alla loro associazione? O a quelli degli istituti danneggiati? E, in questo caso, a tutti o solo a qualcuno di loro? Dire "i presidi" senza spiegare non significa nulla.
Avatar di cgf cgf
20 Dic 2024 - 12:48
@fritz1996 l'argomento sono gli istituti danneggiati, i presidi che richiedono il risarcimento danni è l'associazione dei presidi oppure debbono essere tutti perché uno/due non fanno testo? Sarebbe una notizia rilevante in quanto anche se fossero solo due, anche nella stessa città, sarebbero in ogni caso due procedimenti penali (e poi civili) diversi, questo è ciò che l'articolo dice e ben fa non mettere nome/cognome e istituto dei presidi, non trova?

A mio avviso ciò che significa nulla è altro.
Avatar di maxfan74 maxfan74
20 Dic 2024 - 12:55
Va redatto un curriculum scolastico dalla prima elementare in cui rimane a vita qualunque comportamento sbagliato. Le aziende devono visionarlo prima di assumere. Questi comportamenti vanno repressi con forza.
Avatar di carlo dinelli carlo dinelli
20 Dic 2024 - 18:48
@maxfan74 D'accordissimo
Avatar di Cili31 Cili31
20 Dic 2024 - 16:00
Io trovo sorprendente che fino ad oggi non fosse così
Avatar di luciano365 luciano365
20 Dic 2024 - 18:15
"I soliti genitori buonisti e perbenisti" si metteranno sicuramente di traverso perché saranno loro a dover aprire il borsello. Per probabile ignavia non hanno saputo fornire la loro parte di educazione ed ora verranno obbligati a fornire le "sostanze" educative alternative.
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