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Viminale, vertice anti-terrorismo. Quel silenzio assordante a sinistra

Oggi riunione di emergenza. Il centrodestra condanna compatto

Viminale, vertice anti-terrorismo. Quel silenzio assordante a sinistra
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La situazione viene definita complessa, per l'intreccio e la connessione tra diversi quadranti di crisi. E per l'ultimo grave episodio di ieri. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha convocato per stamattina al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, a cui partecipano i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence. L'attenzione è massima non solo per il conflitto in Medioriente, ma anche sul fronte della minaccia interna. Quanto accaduto al parco degli Acquedotti nella Capitale viene considerato un salto di qualità e viene preso molto seriamente. Ed è inquadrato in un rischio già fotografato dalla nostra intelligence. La morte dei due esponenti del movimento a sostegno di Alfredo Cospito, uccisi dall'esplosione di un ordigno a cui stavano lavorando, segna un livello di rischio ulteriore. Gli inquirenti non escludono che quella fosse una bomba da usare in un possibile attentato nelle prossime settimane, forse per sabotare le ferrovie come già fatto per protesta contro le Olimpiadi. Lo stesso ministro Piantedosi in un'intervista a Il Giornale aveva espresso perplessità per la sottovalutazione di certi episodi da parte di una certa parte politica: «Pensare che qualcuno aveva espresso dei dubbi quando ho segnalato, anche in Parlamento, un vero e proprio salto di qualità nelle azioni antagoniste».

Secondo la relazione dell'intelligence - scritta prima dell'attacco di Usa e Israele - l'attivismo anarco-insurrezionalista è «la minaccia più concreta» sul fronte dell'eversione interna. «L'eterogeneo movimento ha cavalcato l'onda mobilitativa contro il conflitto a Gaza per favorire la convergenza tra tematiche e istanze diverse - evidenziano gli apparati - e per ricompattare il fronte del dissenso». Altre micce potrebbero accendersi nelle manifestazioni delle prossime settimane. Particolarmente attenzionato il maxi corteo del 28 marzo a Roma: «Together. Contro i re e le loro guerre» e «pro Askatasuna». C'è anche preoccupazione per le parole usate dal portavoce delle forze armate iraniane. Come riferisce Al Jazeera, Abolfazl Shekarchi ha scritto su X che «d'ora in avanti, parchi, aree ricreative e destinazioni turistiche in tutto il mondo non saranno più sicure per i nemici dell'Iran». È il rischio più temuto dagli analisti, quello dell'esportazione del conflitto fuori dal Medioriente attraverso gli attentati e le cosiddette cellule dormienti.

A denunciare il «clima di tensione» e «l'estrema gravità» di quanto accaduto è il centrodestra. Dall'esecutivo si fa sentire il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara. «È un fatto di estrema gravità, che sta a dimostrare la pericolosità degli ambienti anarchici». Gli fa eco il vicepremier Antonio Tajani. «Vedremo come proseguiranno le indagini, però certamente il fatto che due anarchici maneggiassero una bomba alla vigilia del voto referendario ci preoccupa molto».

Per la Lega la notizia dell'esplosione «è sconvolgente ed è l'ennesima conferma della pericolosità di certi ambienti». Fa rumore il silenzio assoluto della sinistra, da cui Debora Serracchiani, Walter Verini, Silvio Lai e Andrea Orlando si recarono persino in carcere a Sassari il 12 gennaio del 2023.

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