Leggi il settimanale

Attacchi ad Israele e a basi Usa: ecco come potrebbe reagire Teheran

Tra gli obiettivi prioritari degli attacchi di rappresaglia del regime iraniano ci sarebbero obiettivi israeliani e americani

Attacchi ad Israele e a basi Usa: ecco come potrebbe reagire Teheran

L'entità dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran non è ancora chiara. Nei giorni scorsi si sono susseguite indiscrezioni su come i due Paesi alleati avrebbero potuto lanciare un primo blitz contro Teheran con l’intento di piegare il regime degli ayatollah e costringerlo ad accettare un’intesa diplomatica sul dossier nucleare e missilistico. In base a questa ricostruzione, una seconda operazione, massiccia e risolutiva, verrebbe lanciata solo in caso di un fallimento totale dei negoziati.

Nel decidere come reagire, il regime iraniano dovrà valutare proprio la finalità dei blitz di queste ore. I commenti degli ultimi minuti di Israel Katz, il ministro della Difesa di Tel Aviv, il quale ha parlato di attacchi volti a “rimuovere la minaccia” allo Stato ebraico, sono poco rassicuranti per la Repubblica Islamica. Funzionari americani consultati dal New York Times riferiscono che i raid in corso saranno “molto più estesi” di quelli del giugno scorso contro gli impianti nucleari. Le fonti del quotidiano Usa affermano che gli obiettivi dei blitz “per ora” sono legati all’apparato militare del regime islamico. Colonne di fumo sono state segnalate però nel quartiere a Teheran dove risiede la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e dove si trovano anche il palazzo presidenziale e il consiglio per la Sicurezza nazionale.

La reazione di Teheran ai raid di Washington e Tel Aviv è stata ampiamente messa in conto dai due alleati già nelle scorse settimane. Secondo un’analisi del centro studi Alma Research and Education Center riportata dal Jerusalem Post alla vigilia degli attacchi, i target prioritari dell’Iran saranno Israele e le basi americane in Medio Oriente (i raid contro Teheran sarebbero partiti da queste ultime e da almeno una delle due portaerei Usa che incrociano nelle acque della regione). Il think tank ritiene che l’Iran potrebbe colpire siti militari israeliani, infrastrutture critiche israeliane, aeroporti e città, sulla scorta di quanto avvenuto durante la guerra dei 12 giorni.

Anche i gruppi terroristici filo iraniani - i cosiddetti proxy - potrebbero essere mobilitati dal regime. Un ruolo chiave potrebbero giocarlo Hezbollah, l’organizzazione con base in Libano, e gli Houthi in Yemen. L’Iran e i suoi alleati potrebbero dunque tentare di organizzare attacchi terroristici e sabotaggi all’interno di Israele come rappresaglia. Il centro Alma precisa che il contributo di tali azioni potrebbe essere “minimo” ma potrebbe minare il senso di sicurezza della popolazione israeliana dimostrando la capacità di infiltrazione nella società dello Stato ebraico. Non si escludono poi attacchi di Teheran contro obiettivi israeliani ed ebraici in tutto il mondo.

Oltre ad Israele tra i target “ad alta priorità” della Repubblica Islamica ci sarebbero le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e la presenza navale statunitense nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. Secondo l’analisi pubblicata dal think tank, Teheran potrebbe utilizzare una combinazione di missili antinave, droni e tattiche navali per combattere Washington in mare.

Oltre alle azioni cinetiche, l’Iran potrebbe scatenare attacchi informatici - forse appoggiati da Russia e Cina - volti a infliggere danni economici e a intaccare la resistenza della popolazione dei Paesi nemici. Nel mirino di tali azioni ci sarebbero reti elettriche, istituzioni finanziarie e sistemi civili. Sul tavolo del regime ci sarebbero anche campagne di disinformazione finalizzate ad “accrescere il senso di insicurezza, esacerbare le divisioni interne, dipingere gli Stati Uniti come instabili e minare la legittimità delle loro azioni offensive”.

Impossibile non sottolineare ancora una volta come il livello di risposta di Teheran dipenderà da quanto il regime percepirà di essere in pericolo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica