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Barchini, raid ed elicotteri Apache: cos'è la "mini-guerra" di cui parla Trump

Nella giornata di lunedì, barchini e droni iraniani hanno attaccato il naviglio in transito per lo Stretto di Hormuz scortato dalla U.S. Navy. La “mini guerra” di Trump è cominciata

Il cacciatorpediniere USS Rafael Peralta blocca una petroliera (U.S. Centcom/X)
Il cacciatorpediniere USS Rafael Peralta blocca una petroliera (U.S. Centcom/X)

Nella giornata di domenica 3 maggio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver dato ordinato al personale statunitense di guidare in sicurezza navi ed equipaggi di Paesi non coinvolti nella guerra con l'Iran fuori dallo Stretto di Hormuz. Ordine reso effettivo nella giornata di lunedì.

Quasi immediatamente coi primi passaggi di navi mercantili scortate da cacciatorpediniere statunitensi, si è avuta la reazione militare iraniana: secondo fonti anonime della Difesa Usa, le unità navali sono state attaccate da droni, missili da crociera e unità sottili veloci dei pasdaran.

Non è chiaro il punto esatto dello Stretto in cui sono avvenuti gli attacchi, che la Difesa statunitense ha definito “di sbarramento”, ma molto probabilmente hanno avuto luogo nella parte meridionale di Hormuz, ovvero in prossimità delle coste omanite essendo quel braccio di mare l'unico percorribile in relativa sicurezza permettendo di evitare l'area minata e la parte più prossima alle coste iraniane.

Non è nemmeno chiaro il tipo di droni e missili da crociera utilizzati dall'Iran, ma sappiamo che le forze armate di Teheran possiedono ancora un arsenale piuttosto nutrito di entrambi questi armamenti. Le forze iraniane hanno, soprattutto, utilizzato relativamente pochi missili da crociera antinave durante la parte attiva del conflitto, provando a lanciarli – senza successo – all'indirizzo del gruppo portaerei della “Lincoln” che incrociava nel Mare Arabico durante l'operazione Epic Fury.

Barchini e missili (copiati dai cinesi) per bloccare lo Stretto

L'Iran, oltre ad avere nel suo arsenale missili antinave di fabbricazione cinese risalenti agli anni '80 e '90 – come i C-801 e C-802 – ha costruito localmente tre tipologie di questi vettori, basandosi proprio su quelli cinesi tramite retroingegneria: i “Noor”, i “Qader” e gli “Abu Mahdi”.

Tutti e tre questi vettori hanno gittate in grado di poter coprire l'area dello Stretto di Hormuz venendo lanciati da terra, ma l'Iran possiede nel suo arsenale una panoplia di unità sottili veloci, a volte armate pesantemente, per condurre attacchi “mordi e fuggi” al naviglio, pensati per mettere in atto l'attività di sea denial nel Golfo Persico e nell'area dello Stretto.

In particolare, sono stati osservati “barchini” armati anche di missili antinave o razzi non guidati, pensati per effettuare attacchi “di saturazione” che teoricamente sarebbero in grado di sorpassare le difese avversarie.

Gli attacchi di ieri, però, non avrebbero sortito alcun effetto venendo neutralizzati – secondo quanto riportato dalla Difesa Usa in via ufficiale – dalla reazione combinata dei cacciatorpediniere e di elicotteri delle forze statunitensi presenti nella regione. Elicotteri AH-64 “Apache” dell'esercito statunitense ed MH-60 “Seahawk” della marina Usa hanno distrutto sei piccole imbarcazioni iraniane che stavano attaccando navi commerciali nello Stretto e nelle aree circostanti, ha dichiarato stamane l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).

Molto probabilmente, sono entrati direttamente in azione anche i due cacciatorpediniere statunitensi, il “Truxtun” e il “Mason” coi propri missili del sistema Aegis per abbattere i droni e gli eventuali missili iraniani lanciati all'indirizzo delle unità navali.

Una “mini guerra” per evitare l’escalation

Risulta particolarmente interessante il linguaggio usato dall'ammiraglio: riferendosi agli attacchi iraniani, ha affermato che abbiano mirato a “navi commerciali” senza citare le navi da guerra Usa. Probabilmente si tratta di un'indicazione diplomatica per evitare l'acuirsi dell'escalation in un periodo in cui i colloqui tra i belligeranti sono ancora in corso, sebbene con scarsi risultati evidenti per quanto riguarda la definizione di un accordo di pace.

Trump ha fornito scarsi dettagli sulla sua nuova iniziativa, che ha chiamato “Progetto Libertà”, per permettere alle navi di transitare attraverso Hormuz. Il presidente Usa ha dichiarato al Congresso che la guerra era “terminata” e che la scadenza del cessate il fuoco era ormai irrilevante, un'affermazione contestata da alcuni parlamentari. Quanto accaduto lunedì ha rappresentato il primo tentativo di usare la forza militare per sbloccare la più importante rotta marittima per il trasporto di energia al mondo e ha dato il via a quella che è stata definita una “mini guerra”, fatta di azioni e reazioni che, per il momento, non portano alla degenerazione in un conflitto più grande e permettono quindi di proseguire le trattative diplomatiche da posizioni più malleabili. Nonostante questo, le principali compagnie di navigazione hanno dichiarato che probabilmente attenderanno una cessazione concordata delle ostilità prima di tentare di attraversare lo Stretto.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato che gli eventi di lunedì dimostrano che non esiste una soluzione militare alla crisi aggiungendo che i colloqui di pace stanno procedendo e avvertendo gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti di non farsi trascinare in una “palude da malintenzionati”. Il riferimento a Israele è evidente.

Nel contempo, il Pentagono si tiene aperte tutte le porte, anche quella di una possibile ripresa di un conflitto a grande scala, e non sospende lo spostamento di assetti militari verso il Medio Oriente: durante la scorsa notte è stato osservata la presenza massiccia di aerocisterne in volo in quella regione, divise a metà tra lo Stretto di Hormuz e il

corridoio aereo che passa dal Mediterraneo Orientale fino all'Arabia Saudita, evidenziando quindi sia le operazioni di difesa lungo lo Stretto ma soprattutto il trasferimento di cacciabombardieri Usa verso le basi avanzate.

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