Nuovi segnali di escalation nel conflitto tra Israele, Iran e alleati regionali.
Nelle ultime ore l’Idf ha annunciato attacchi contro infrastrutture militari nel cuore di Teheran, mentre i media iraniani riferiscono di raid Usa-Israele su un porto vicino allo Stretto di Hormuz. Sullo sfondo si moltiplicano le minacce reciproche, dai Pasdaran contro obiettivi americani e israeliani fino all’ipotesi, evocata dal Washington Post, di operazioni di terra statunitensi in Iran.Aiea: "Reattore nucleare di Khodab in Iran danneggiato e non più operativo"
"Sulla base di un'analisi indipendente di immagini satellitari e della conoscenza dell'impianto, l'Aiea ha confermato che il reattore nucleare ad acqua pesante di Khondab, che l'Iran aveva segnalato come oggetto di un attacco il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo. L'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato". Lo annuncia l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite sul suo account X. L'esercito israeliano aveva descritto il complesso come un "sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari" quando ha attaccato la struttura venerdì, ricorda il Guardian. Lo stesso giorno, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avevano anche lanciato attacchi contro un impianto di lavorazione dell'uranio nella città di Yazd, nell'Iran centrale, descrivendo il sito come "un impianto unico in Iran utilizzato per la produzione di materie prime necessarie al processo di arricchimento dell'uranio"
L'Iran è da 30 giorni senza internet, isolate milioni di persone
Il blackout internet a livello nazionale in Iran ha raggiunto il 30° giorno consecutivo, lasciando milioni di persone isolate da informazioni e comunicazioni dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "Il blackout internet in Iran è entrato nel 30° giorno, mentre la misura di censura a livello nazionale continua per la quinta settimana, dopo 696 ore", ha dichiarato oggi il gruppo di monitoraggio internet NetBlocks a X. Mentre la rete intranet nazionale rimane operativa, supportando app di messaggistica locali, piattaforme bancarie e altri servizi, l'accesso a internet a livello globale è stato severamente limitato. Molti iraniani non hanno avuto altra scelta che affidarsi a piattaforme controllate dallo Stato e ad alternative costose per rimanere in contatto con i propri cari.
Riunione a Islamabad sull'Iran, 'sostegno alla mediazione del Pakistan'
Si sono concluse in serata a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere "possibili modalità per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra". L'incontro, convocato dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, si è concentrato sull'evoluzione della situazione regionale e su questioni di interesse comune, hanno fatto sapere fonti locali. All'incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il turco Hakan Fidan e l'egiziano Badr Abdelatty. In una dichiarazione videoregistrata, il ministro Dar ha affermato che tutte le parti hanno espresso fiducia nel ruolo di mediazione del Pakistan e che la Cina "sostiene pienamente" l'iniziativa di ospitare a Islamabad i potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto anche un bilaterale con il ministro degli Esteri saudita ed ha sottolineato l'impegno diplomatico di Islamabad, compresi gli sforzi per allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Ed ha inoltre evidenziato l'importanza dell'unità tra i paesi musulmani.
Media, mediatori vagliano proposte per riapertura Hormuz
Nei colloqui oggi a Islamabad, tra Pakistan con Turchia, Egitto e Arabia Saudita le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters sul sito. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell'incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall'Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran.
Teheran, soldati Usa sarebbero buon cibo per squali
Il portavoce dell'esercito iraniano, tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, ha affermato che qualsiasi invasione di terra da parte degli Stati Uniti avrebbe conseguenze catastrofiche e che le truppe americane diventerebbero "buon cibo per gli squali del Golfo Persico". Lo riportano i media di Teheran. Zolfaqari ha definito il presidente americano, Donald Trump uno "squilibrato" che ha condotto le forze statunitensi in un "pantano di morte".
Aspides invita a cautela in Mar Rosso, possibili attacchi Houthi
L'operazione militare dell'Ue, Aspides, ha avvertito del fatto che potrebbero riprendere gli attacchi degli Houthi, sostenuti dall'Iran, contro le navi mercantili che transitano nel raggio d'azione delle loro armi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. "Si consiglia a tutte le navi che navigano nelle aree sopra menzionate di procedere con cautela", ha avvertito la missione in una nota. "In questa fase", ha precisato, "valutiamo che le capacità militari degli Houthi rimangano intatte e consistenti".
Iran, colpiremo portaerei Lincoln se si avvicina al nostro raggio d'azione
L'Iran minaccia di colpire la portaerei USS Abraham Lincoln se si avvicina al suo raggio d'azione. Il comandante della marina iraniana ha avvertito gli Stati Uniti che la Lincoln sarà stata bersagliata da missili terra-mare se entra in quella che ha definito la gittata d'attacco dell'Iran. Lo riferisce Iran International. Il contrammiraglio Shahram Irani ha affermato che l'Iran stava monitorando attentamente i movimenti e ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz orientale e il Mar d'Oman, da lui descritto come la porta d'accesso allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, sono sotto il pieno controllo della marina iraniana.
Sui media Teheran foto aereo Usa distrutto in attacco a base saudita
Sui media iraniani stanno circolando delle immagini in cui, secondo quanto riportano gli stessi media, si vede l'aereo statunitense Awacs E-3 che è stato distrutto nell'attacco alla base saudita di Prince Sultan. Tra le testate che le pubblicano c'è anche l'agenzia Tasnim che riferisce della grande risonanza che stanno avendo queste foto sui media.
Ghalibaf, siamo pronti all'arrivo delle truppe statunitensi
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato in un messaggio riportato dai media di Teheran che le forze iraniane sono pronte all'arrivo delle truppe statunitensi. Ghalibaf ha quindi criticato il presidente Usa Donald Trump per aver espresso la volontà di negoziare con l'Iran, mentre "pianifica segretamente un attacco di terra". "Il nemico sta inviando ufficialmente un messaggio di negoziazione ma segretamente sta pianificando un attacco di terra", ha affermato Ghalibaf, non sa che "i nostri uomini aspettano l'arrivo via terra dei soldati americani per incendiarli e punire per sempre i loro alleati regionali".
"In questi giorni, si sentono diverse parole e dichiarazioni da parte dei funzionari nemici riguardo ai negoziati. L'America sta esprimendo i suoi desideri e dichiarando ciò che non ha ottenuto nella guerra in una lista di 15 punti, cercando di ottenerlo per via diplomatica", "finché gli americani cercheranno la resa dell'Iran, la risposta dei vostri figli a questi desideri americani è chiara: "Guai a voi, la nostra umiliazione", ha affermato Ghalibaf. Il presidente del Parlamento iraniano ha sostenuto che l'Iran è "in una grande guerra mondiale". "Dbbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino a raggiungere la vetta" ma "siamo certi che potremo punire l'America e farla pentire, in modo che non desideri più attaccare l'Iran e che i diritti dell'Iran vengano rispettati".
Idf, incursione in Libano dalla Siria, è la prima volta
L'esercito israeliano ha riferito che forze d'élite hanno condotto, per la prima volta, un'incursione transfrontaliera dalla Siria al Libano. I riservisti dell'Unità Alpinistica, operanti sotto l'810ª Brigata Regionale "Montagna", "hanno operato in un terreno montuoso complesso e hanno attraversato, arrampicandosi sulla neve, il Monte Hermon siriano fino alla zona del Monte Dov, nel Libano meridionale, per perlustrare l'area, raccogliere informazioni e individuare infrastrutture terroristiche nemiche", ha affermato l'Idf. L'esercito israeliano, ricorda il Times of Israel, è schierato in nove postazioni nel sud della Siria dalla caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024, principalmente all'interno di una zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite al confine tra i due Paesi. Due postazioni si trovano sul versante siriano del Monte Hermon.
Al Arabiya riferisce che sua sede a Teheran è stata colpita in un raid
L'emittente televisiva qatarina Al Arabiya riferisce che la sua sede a Teheran è stata danneggiata da un raid aereo.
Pasdaran minacciano di colpire università Usa e Israele nella regione
L'Iran minaccia di attaccare università israeliane e americane nella regione. E' stata l'agenzia iraniana Fars, legata ai Guardiani della Rivoluzione, a riportare la minaccia. Citando i Pasdaran iraniani, la Fars ha fatto sapere che se gli Stati Uniti vogliono 'salvarè i loro atenei nella regione da rappresaglie devono condannare i raid contro università iraniane entro le 12 di lunedì. Dipendenti, professori e studenti degli atenei americani nella regione, così come coloro che vivono vicino alle sedi universitarie, vengono esortati a rimanere ad almeno un chilometro di distanza dai campus. Per il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, "l'Università della Tecnologia di Isfahan e l'Università di Scienze e Tecnologia di Teheran sono solo due tra i molti atenei e centri di ricerca attaccati deliberatamente dagli aggressori durante i 30 giorni di guerra illegale contro l'Iran". Era il 28 febbraio scorso quando Usa e Israele annunciavano l'avvio di operazioni contro la Repubblica islamica. "Contrasare il 'programma nucearè e la 'minaccia imminentè dell'Iran non erano altro che pretesti subdoli, mere invenzioni per nascondere le loro intenzioni reali", ha sostenuto in un post pubblicato nelle scorse ore su X in cui ha affermato che il "vero obiettivo" è "danneggiare le basi scientifiche e il patrimonio culturale del nostro Paese".
media, 5 morti in attacco Usa e Israele a città vicino Stretto Hormuz
I media statali iraniani hanno riferito che gli Stati Uniti e Israele hanno preso di mira con attacchi missilistici una città portuale iraniana vicino allo stretto di Hormuz. Cinque persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite. "Il nemico americano-sionista ha compiuto un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro", ha riferito l'agenzia Irna, come riportano i media internazionali.
Media Iran, colpito porto vicino allo Stretto di Hormuz
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.
Idf, colpiti depositi e comandi mobili iraniani
L'esercito israeliano su X comunica che infrastrutture del regime iraniano nel cuore di Teheran sono state colpite da una vasta ondata di attacchi.Tra i siti colpiti- si legge nel post dell'Idf su X-decine di depositi e siti di produzione di armi, diversi centri di comando mobili sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all'interno del quartier generale, impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano.
Israele intercetta missile iraniano, scattate sirene nel Negev
Le sirene sono state attivate nel Negev e nella zona del Mar Morto in Israele. L'emittente Channel 12 riferisce che l'esercito israeliano ha intercettato un missile iraniano e che l'attacco ha fatto scattare le sirene nel Negev, come riporta Al Jazeera.
Wp: "Pentagono si prepara a settimane di operazioni a terra in Iran"
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un'invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. "E' il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso", ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.