"Israele pagherà". L'ultima minaccia di Erdogan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha telefonato ad Abu Mazen promettendogli che Israele "pagherà per le atrocità commesse nella Striscia di Gaza"

"Israele pagherà". L'ultima minaccia di Erdogan
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Israele pagherà. È questa la promessa che Recep Tayyip Erdogan ha ripetuto ad Mahmoud Abbas, meglio conosciuto come Abu Mazen, nel corso di una recente telefonata. Ripetuto, perché appena 24 ore prima il presidente turco aveva detto le stesse identiche parole a Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, in una chiamata di cordoglio effettuata in seguito alla morte dei tre figli e di tre nipoti di quest'ultimo in un attacco condotto dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Cresce, dunque, la tensione tra Israele e la Turchia nei giorni in cui il mondo trattiene il fiato per un probabile attacco dell’Iran contro bersagli israeliani.

Le parole di Erdogan

Erdogan ha avuto un confronto telefonico con il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen. In base a quanto reso noto dal ministro della Comunicazione di Ankara, Fahrettin Altun, il leader turco ha garantito il pieno sostegno del proprio Paese alla causa palestinese. "Israele pagherà per le atrocità commesse nella Striscia di Gaza negli ultimi 6 mesi", avrebbe dichiarato lo stesso Erdogan, aggiungendo che la Turchia vuole che si lavori per raggiungere un cessate il fuoco con tutti i mezzi possibili, a partire dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Il presidente della Turchia, sempre tramite il ministero della Comunicazione, ha quindi condannato l'attacco che ha ferito gravemente un cameraman del canale in arabo della Tv turca Trt. "La comunità internazionale non può rimanere in silenzio dinanzi questi attacchi e continuare a mantenere un atteggiamento che incoraggia la spregiudicatezza di Israele", ha aggiunto il capo di Stato.

Nelle scorse ore, infatti, Sami Shehadeh, reporter dell'emittente Trt, ha subito l'amputazione del piede dopo essere stato ferito in un attacco israeliano nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. L’uomo faceva parte di un gruppo di giornalisti, tra cui il corrispondente di Trt, Arabi Sami Berhum, che è stato colpito mentre raccontava gli attacchi israeliani. Il direttore generale dell’emittente, Zahid Sobaci, ha denunciato l'attacco che ha ferito i giornalisti, affermando che Israele è andato oltre ogni "limite morale, legale o umanitario".

L’altra telefonata del presidente turco

Sarebbe questo, dunque, l’episodio che avrebbe fatto infuriare il presidente turco. Che, in precedenza, aveva comunque espresso vicinanza alla causa palestinese chiamando direttamente il leader politico del movimento Hamas. Nella tarda sera del 10 aprile Erdogan aveva infatti telefonato ad Haniyeh per porgere le condoglianze.

La telefonata tra i due è stata oggetto di un video circolato sui social in cui si vedeva Haniyeh parlare al telefono con Erdogan in viva voce, mentre un interprete traduceva la telefonata dal turco all'arabo. "Il presidente Erdogan ha detto che Israele risponderà sicuramente in tribunale per i crimini contro l'umanità di Tel Aviv", aveva in seguito affermato la presidenza di Ankara in un comunicato.

Per la cronaca, le Forze di difesa d'Israele (Idf) hanno confermato di aver ucciso tre dei figli di Haniyeh. In un post su X, le Idf hanno affermato: "Gli aerei dell'Aeronautica militare hanno attaccato tre miliziani dell'organizzazione terroristica Hamas mentre stavano per compiere delle attività terroristiche nella zona centrale della Striscia di Gaza.

I tre terroristi uccisi sono: Amir Haniyeh, comandante di un'unità del braccio armato di Hamas; Muhammad Haniyeh, un militare dell'organizzazione terroristica; e Hazem Haniyeh, un altro militare dell'organizzazione terroristica". I tre figli del capo politico di Haniyeh, insieme a tre suoi nipoti, sono stati uccisi in un raid israeliano nel campo profughi di Shati, nel nord della Striscia di Gaza.

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