L'Oreshnik (in italiano nocciolo) è l'arma russa impiegata la scorsa notte in bombardamenti sull'Ucraina. Si tratta di un missile balistico ipersonico a testata multipla. Si classifica come missile a medio raggio, in quanto può coprire distanze dai 1.000 ai 5.500 chilometri. Grazie all'impiego di combustibile solido, lungo la traiettoria riesce a sviluppare una velocità di Mach 10 (2,5-3 chilometri al secondo). Può essere armato con testate sia nucleari che convenzionali. Queste ultime, secondo le informazioni disponibili, sono in grado di generare la temperatura di 4.000 gradi Celsius.
Secondo il presidente russo Vladimir Putin, se questi missili venissero utilizzati in massa contro un singolo bersaglio, anche con testate convenzionali, la potenza esplosiva sarebbe paragonabile a quella di un'arma nucleare. Velocità e direzione dell'Oreshnik, in quanto missile balistico e non di crociera, sono determinate durante la fase di spinta. L'omonimo sistema d'arma, che ne consente il lancio, è un complesso missilistico mobile, il che rende gli attacchi meno prevedibili.
Sebbene sia entrato ufficialmente in servizio alla fine del 2025, è già stato utilizzato per missioni di combattimento nel novembre 2024, in via sperimentale.
Putin ha annunciato l'avvio della produzione in serie nel novembre 2025. Un mese dopo il presidente russo ha annunciato il dislocamento di alcuni sistemi Oreshnik in Bielorussia, in attuazione di un'intesa stretta con il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko già nel dicembre 2024.