"Putin pronto al cessate il fuoco in Ucraina": quelle voci sulle mosse dello Zar

Vladimir Putin sarebbe disposto a congelare il conflitto in Ucraina di fronte ad un cessate il fuoco negoziato che riconoscerebbe le attuali linee di confine venutesi a creare sul campo di battaglia

"Putin pronto al cessate il fuoco in Ucraina": quelle voci sulle mosse dello Zar
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Vladimir Putin è pronto a fermare la guerra in Ucraina. Il presidente russo sarebbe disposto a congelare il conflitto di fronte ad un cessate il fuoco negoziato che riconoscerebbe le attuali linee venutesi a creare nel campo di battaglia. In caso di mancata risposta da parte dell'Occidente, Mosca continuerà a combattere. Questo è il clamoroso scenario disegnato da Reuters, che in un lungo articolo ha citato fonti anonime vicine all'entourage di Putin. Da quanto emerso, il leader russo avrebbe espresso tutta la sua frustrazione a un piccolo gruppo di consiglieri per i tentativi occidentali di ostacolare i negoziati e per la decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy di escludere i colloqui.

Putin pronto a negoziare?

"Putin può combattere per tutto il tempo necessario ma è anche pronto per un cessate il fuoco per congelare la guerra", ha dichiarato una fonte russa di alto livello che ha lavorato con Putin e che è a conoscenza delle conversazioni di alto livello tenute all'interno del Cremlino. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, in risposta a una richiesta di commento in merito a questa vicenda, ha dichiarato che il capo del Cremlino ha più volte chiarito che la Russia è aperta al dialogo per raggiungere i suoi obiettivi, affermando che il Paese non vuole "una guerra eterna".
In ogni caso, sostengono alcuni esperti, la nomina dell'economista Andrei Belousov a ministro della Difesa coinciderebbe con la volontà di posizionare l'economia russa su un piano di guerra permanente per vincere un conflitto prolungato: uno scenario plausibile che potrebbe verificarsi qualora non avvenisero negoziati o colloqui di pace.

Le stesse fonti sentite da Reuters hanno affermato che Putin preferirebbe sfruttare l'attuale slancio di Mosca in campo militare per lasciarsi alle spalle la guerra. A detta del leader russo, i risultati ottenuti fin qui sarebbero sufficienti per "vendere" una vittoria all'intero Paese. Putin avrebbe inoltre capito che qualsiasi nuovo e drammatico passo avanti richiederebbe un'altra mobilitazione nazionale, che nessuno al Cremlino vedrebbe di buon occhio.

Strada in salita

La prospettiva di un cessate il fuoco, o addirittura di colloqui di pace, sembra tuttavia attualmente remota. Zelensky ha ripetutamente affermato che la pace alle condizioni di Putin non è da prendere in considerazione. Il presidente ucraino ha inoltre giurato di voler riconquistare il territorio perduto, compresa la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

Nel frattempo l'Ucraina si sta preparando per i colloqui che si terranno in Svizzera il mese prossimo, con l'obiettivo di unificare l'opinione internazionale su come porre fine alla guerra. L'incontro è stato convocato su iniziativa dello stesso Zelensky, secondo cui Putin non dovrebbe partecipare. Sul fronte opposto Mosca ha fatto sapere che i colloqui non sono credibili senza la sua presenza.

L'insistenza di Putin nel voler bloccare qualsiasi conquista sul campo di battaglia in un accordo sarebbe una condizione non negoziabile. Il leader ru sso sarebbe però pronto ad accontentarsi del terreno fin qui conquistato e a congelare il conflitto sulle attuali linee del fronte.

"Putin dirà che abbiamo vinto, che la Nato ci ha attaccato e che abbiamo mantenuto la nostra sovranità, che abbiamo un corridoio terrestre verso la Crimea", ha aggiunto una fonte russa. Il congelamento del conflitto auspicato da Mosca lascerebbe la Russia in possesso di parti sostanziali di quattro regioni ucraine, ma senza il pieno controllo di nessuna di esse.

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