La giornata di guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele si chiude con segnali contraddittori: sul terreno proseguono raid, lanci di missili e nuovi dispiegamenti militari, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano indiscrezioni
su contatti indiretti e possibili colloqui di pace. Al centro resta lo Stretto di Hormuz, snodo decisivo per energia e commerci globali, mentre Donald Trump alterna toni trionfalistici all’apertura verso un accordo con Teheran.Channel 12: "Usa puntano a tregua di un mese per accordo in 15 punti"
L'inviato Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un cessate il fuoco di un mese durante il quale le parti discuteranno l'accordo in 15 punti proposto da Washington, molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Lo rivela l'emittente israeliana Channel 12, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli.
Nyt: Gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti
Gli Stati Uniti hanno inviato all'Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riporta il New York Times sottolineando che il piano è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari iraniani, né se l'Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta.
Media, colpita in attacco Usa-Israele centrale nucleare di Bushehr
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (Aeoi) ha riferito che è stato colpito il terreno della centrale nucleare di Bushehr, durante quelle che ha definito continue azioni ostili da parte delle forze statunitensi e israeliane. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. L'attacco avvenuto questa notte non ha causato perdite finanziarie, tecniche o umane, e non ha provocato danni ai vari settori dell'impianto. L'Aeoi ha affermato che gli attacchi contro impianti nucleari pacifici costituiscono una "chiara violazione delle norme internazionali riguardanti l'immunità di tali centri da azioni militari", avvertendo di "pericolose conseguenze per la sicurezza regionale, in particolare per i paesi che si affacciano sul Golfo Persico".
Ft, Iran concede a 'navi non ostilì di transitare in Stretto Hormuz
L'Iran ha comunicato agli Stati membri dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) che le "navi non ostili" possono transitare nello Stretto di Hormuz a condizione che si coordinino con le autorità iraniane. Lo riporta il Financial Times, che cita una lettera all'Imo.
Media: "Ghalibaf ha preso un volo verso il Pakistan con approvazione Usa e Israele"
Secondo quanto riportato dai media pakistani, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è volato da Teheran a Islamabad con il benestare eccezionale delle autorità statunitensi e di quelle israeliane. Questo insolito coordinamento si inserisce in un contesto di intenso conflitto regionale e segnala un potenziale passaggio verso una diplomazia segreta ad alto livello, scrivono i giornali e i social pakistani. La rotta del volo attraverso uno spazio aereo conteso o monitorato richiede un notevole lavoro di coordinamento, soprattutto alla luce delle operazioni “True Promise-4” e dei continui attacchi aerei segnalati nella regione. Il fatto che un funzionario iraniano di così alto rango abbia potuto viaggiare in sicurezza indica che nazioni mediatrici come il Pakistan, la Turchia e l'Egitto stanno riuscendo a facilitare una “finestra diplomatica”. Si moltiplicano le speculazioni sul fatto che Islamabad possa ospitare già questa settimana un vertice segreto tra rappresentanti statunitensi e funzionari iraniani per discutere di un potenziale cessate il fuoco o della riapertura dello Stretto di Hormuz. L'arrivo di Ghalibaf preluderebbe a colloqui “molto intensi”, che persino Donald Trump ha recentemente ipotizzato possano avere un risultato significativo. Sebbene la leadership iraniana neghi ufficialmente qualsiasi negoziazione diretta con gli Stati Uniti, la realtà logistica di questo volo suggerisce che tutte le parti stiano attualmente dando priorità al passaggio sicuro dei negoziatori chiave. Questo sviluppo segna uno dei segnali di distensione più significativi da quando il conflitto ha raggiunto il punto di ebollizione all'inizio di questo mese. L'"approvazione" da parte israeliana è particolarmente sorprendente, poiché implica che l’Idf e i servizi segreti israeliani abbiano contribuito a garantire la sicurezza del transito della delegazione iraniana. Questo livello di trasparenza tra avversari suggerisce che la pressione per evitare un collasso regionale su vasta scala stia imponendo una cooperazione senza precedenti.
Trump, guerra è già vinta tranne per fake news
"Questa guerra è già vinta. Solo le 'fake news' vogliono farla apparire ancora in corso". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Trump, l'Iran ci ha fatto un grande regalo su petrolio e gas
"L'Iran ci ha fatto un grande regalo sul petrolio e il gas". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca sottolineando che Teheran vuole fare "disperatamente" un accordo.
Trump insiste, Nato dovrebbe essere più coinvolta nella guerra all'Iran
"La Nato dovrebbe essere più coinvolta" nella guerra contro l'Iran. Lo ha ribadito Donald Trump in un evento alla Casa Bianca.
Trump, in Iran regime è cambiato ma non mi fido di nessuno
"Abbiamo ucciso tutti i leader dell'Iran, ora c'è un nuovo gruppo. C'è stato un cambio di regime". Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio OVale. Ma, ha aggiunto il presidente, "non mi fido di nessuno".
Trump, stiamo parlando con le persone giuste
"I leader (iraniani, ndr) se ne sono andati tutti. Nessuno sa a chi rivolgersi. Ma in realtà stiamo parlando con le persone giuste, e loro hanno davvero molta voglia di raggiungere un accordo". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la cerimonia di giuramento di Markwayne Mullin come nuovo segretario per la Sicurezza Interna.
Trump, questa non è una guerra ma un'operazione militare
Quella in corso in Iran non è "una guerra", ma "un'operazione militare". Lo ha detto Donald Trump, tracciando una distinzione tra le due espressioni. "La chiamano guerra, ma per me è un'operazione militare", ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale. In precedenza, Trump aveva anche usato il termine "escursione".
Axios: "Usa attendono risposta dell'Iran su un possibile incontro"
Gli Stati Uniti e i mediatori stanno valutando la possibilità di un incontro di alto livello per la pace con l'Iran giovedì ma stanno aspettando una risposta da Teheran. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Media Usa: "La 82a divisione aviotrasportata dispiegata in Medio Oriente con una brigata di fanteria"
Barak Ravid, giornalista di Axios, ha scritto che ufficiali americani avrebbero confermato il dispiegamento della 82a divisione aviotrasportata in Medio Oriente su ordine del Pentagono. Con loro ci sarebbe anche una brigata di fanteria che consiste in migliaia di soldati.
Secondo il Wall Street Journal il dipartimento della guerra sarebbe pronto a schierare 3.000 soldati. Sempre secondo il quotidiano americano l'ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell'82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.
Comandante militare dell'Iran: "Continueremo a rispondere a guerra Usa Israele fino a vittoria completa"
Il comandante delle forze militari regolari iraniane, il generale Ali Abdollahi Aliabadi, asserisce che Teheran continuerà a rispondere alla guerra lanciata da Israele e Stati Uniti "fino alla vittoria completa", pur non precisando a cosa equivalga. Il generale parla degli Stati Uniti come di un Paese "vuoto"che è stato "smascherato di fronte al mondo", con Donald Trump che cerca ora "di scappare dalla guerra" a cui ha dato inizio.
Pechino a Teheran, cogliere ogni opportunità per pace
Nel contesto degli sforzi regionali per rilanciare i colloqui tra Stati Uniti e Iran, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese. "Wang ha esortato tutte le parti a cogliere ogni opportunità e finestra di opportunità per la pace e ad avviare i colloqui di pace il prima possibile", ha detto il portavoce del ministero, Lin Jian.
Media, Gb schiererà nave per sminare Hormuz con Francia e Usa
Il Regno Unito schiererà capacità di sminamento “all'avanguardia a livello mondiale” a fianco di Stati Uniti e Francia. Lo hanno rivelato fonti ufficiali al Times, secondo cui la Royal Navy guiderà gli sforzi della coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Fonti Teheran a Cnn, contattati da Usa attraverso intermediari, aperti a proposte sostenibili
"C'è un contatto tra Stati Uniti e Iran, avviato da Washington negli ultimi giorni, ma niente che abbia raggiunto il livello di negoziati pieni". Così una fonte iraniana descrive alla Cnn il tipo di contatto in corso tra Washington e Teheran, precisando che "messaggi sono ricevuti attraverso diversi intermediari per valutare se un accordo per mettere fine alla guerra possa essere raggiunto". "Le proposte che si stanno valutando sono mirate non solo ad ottenere il cessate il fuoco, ma un accordo concreto che metta fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran" aggiungono le fonti senza entrare nei dettagli e senza rilasciare commenti sulle dichiarazioni fatte da Donald Trump sui negoziati, sottolineando che Teheran è pronto a considerare proposte sostenibili. "L'Iran è pronto a provvedere ogni garanzia necessaria che non svilupperà armi nucleari ma ha il diritto dell'uso di una tecnologia nucleare pacifica", affermano le fonti, ribadendo che ogni proposta deve includere la fine delle sanzioni contro l'Iran.
Cnn, Iran disposta ad ascoltare se c'è un piano sostenibile
Fra gli Stati Uniti e l'Iran ci sono stati dei "contatti" e Teheran è disposta ad ascoltare proposte "sostenibili" per mettere fine alla guerra. Lo afferma Cnn citando una fonte iraniana, secondo la quale ad avviare i contatti è stata Washington. "Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra", spiega la fonte a Cnn mettendo in evidenza che l'Iran non chiede incontri o colloqui ma è disposto ad ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile. Qualsiasi proposta, ha aggiunto, deve includere la revoca tutte le sanzioni imposte all'Iran.
Bloomberg: i Paesi arabi valutano di entrare in guerra con Stati Uniti e Israele
Fonti sentite da Bloomberg hanno fatto sapere che diversi Stati del Golfo stanno pensando di unirsi ai raid contro l'Iran. Questa possibile coalizione comprenderebbe due degli stati meglio armati della regione: Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Molti Paesi sono sempre più arrabbiati per i blitz contro porti, impianti energetici e aeroporti. Ma, spiegano ancora le fonti di Bloomberg, entrerebbero in guerra solo se Teheran dessero seguito alle minacce di attaccare le infrastrutture energetiche e soprattutto idriche della regione.
Teheran, attaccati aerei in fase di rifornimento ad aeroporto Ben Gurion
L'esercito iraniano afferma di aver condotto attacchi con droni contro infrastrutture presso l'aeroporto Ben Gurion di Israele e nell'area di Haifa. Al Jazeera riferisce che l'esercito ha affermato di aver attaccato aerei in fase di rifornimento all'aeroporto fin dalle prime ore del mattino utilizzando droni, e ha aggiunto di aver preso di mira anche siti industriali militari e aerospaziali vicino all'aeroporto, nonché ad Haifa.
QatarEnergy dichiara forza maggiore su contratti Gnl, anche con Italia
QatarEnergy ha dichiarato lo stato di forza maggiore sulla sua possibilità di adempiere ad alcuni dei suoi contratti di fornitura di Gnl a lungo termine, in particolare quelli che riguardano Paesi come Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. Lo riporta al-Jazeera, sottolineando che l'azienda qatariota attribuisce la responsabilità di quanto accaduto agli attacchi missilistici iraniani all'impianto di Ras Laffan.
Media, l'Iran chiederà significative concessioni agli Usa in caso di negoziati
La posizione negoziale dell'Iran si è irrigidita nettamente dall'inizio della guerra, con le Guardie Rivoluzionarie che esercitano una crescente influenza sul processo decisionale, e chiederà significative concessioni agli Stati Uniti se gli sforzi di mediazione porteranno a negoziati seri: lo rivelano a Reuters tre fonti di alto livello a Teheran, come riporta sul suo portale. In qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, l'Iran non chiederebbe solo la fine della guerra, ma anche concessioni che probabilmente rappresentano delle linee rosse per il presidente americano Donald Trump: garanzie contro future azioni militari, risarcimenti per le perdite subite in tempo di guerra e il controllo formale dello Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti. L'Iran si rifiuterebbe inoltre di negoziare qualsiasi limitazione al suo programma di missili balistici, hanno affermato le fonti, una questione che era stata una linea rossa per Teheran durante i colloqui in corso quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il loro attacco il mese scorso.
Bahrein, soldato Emirati ucciso in attacco Teheran
Il ministero della Difesa del Bahrein ha affermato che un soldato emiratino è stato ucciso nel Paese in un attacco iraniano. L'uomo è stato ucciso mentre rispondeva agli attacchi iraniani insieme alle forze bahreinite. Secondo quanto riferito, diversi membri delle forze bahreinite ed emiratine sarebbero rimasti feriti.
Nyt, Mbs pressa Trump, proseguire guerra per ridisegnare definitivamente Mo
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo il presidente americano Donald Trump a proseguire la guerra contro l’Iran, definendola una "opportunità storica" per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari statunitensi informati sui colloqui tra i due leader, secondo cui Riad considera Teheran "una minaccia di lungo periodo che deve essere affrontata in modo risolutivo", anche fino a un possibile rovesciamento del regime. Il principe saudita avrebbe esortato Washington a non fermarsi, sostenendo che un’offensiva incompiuta lascerebbe un Iran più aggressivo e pericoloso per i Paesi del Golfo, e si sarebbe espresso a favore di attacchi contro le infrastrutture energetiche del regime, al fine d'indebolirlo ulteriormente. Gli analisti citati dal quotidiano sottolineano però una differenza di approccio: mentre Israele potrebbe considerare un successo un Iran indebolito e paralizzato da tensioni interne, l’Arabia Saudita vede in un eventuale collasso dello Stato iraniano una minaccia diretta alla propria sicurezza. Riad ha tuttavia smentito ufficialmente questa ricostruzione, ribadendo di sostenere "una soluzione pacifica del conflitto" e sottolineando che la priorità resta "difendere il Paese dagli attacchi iraniani".
Premier Pakistan, pronti a ospitare colloqui di pace
"Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per promuovere il dialogo al fine di porre fine alla guerra in Medioriente, nell'interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre. Previo consenso di Stati Uniti e Iran, il Pakistan si dichiara pronto e onorato di ospitare colloqui significativi e conclusivi per una soluzione globale del conflitto in corso". Lo ha scritto su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
Fonti Pakistan, se colloqui vanno avanti Vance a capo negoziati per Usa
Il vice presidente americano JD Vance guiderebbe i negoziati con l'Iran, qualora i colloqui per mettere fine alla guerra dovessero andare avanti con la mediazione di Pakistan, Egitto ed Arabia Saudita. Lo dicono fonti di Islamabad citate dal "Guardian", dopo le notizie sul ruolo del Pakistan, che potrebbe ospitare i colloqui. E Vance sarebbe il capo negoziatore, sottolineano le fonti, mentre gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno finora gestito altri dossier, farebbero un passo di lato. Secondo lo stesso Donald Trump, il vice presidente "è un po' meno di entusiasta" di lui sulla guerra contro l'Iran.
Wsj, gli incontri fra gli intermediari dietro la retromarcia di Trump sull'Iran
Una serie di incontri a porte chiuse fra i ministri degli esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan a Riad ha aperto la strada al cambio di rotta di Donald Trump sull'Iran. L'intelligence egiziana - riporta il Wall Street Journal - è riuscita ad aprire la scorsa settimana un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie e avanzare una proposta per una sospensione delle ostilità di cinque giorni nel tentativo creare le premesse per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno aperto alla via diplomatica in seguito agli sforzi degli intermediari e Trump ha annunciato che le trattative erano in corso. Nonostante questo, fra i mediatori arabi c'è scetticismo sulla possibilità che un'intesa possa essere raggiunta a breve fra Washington e Teheran visto che le posizioni sono ancora molto distanti. Come condizione per mettere fine alla guerra, l'Iran ha chiesto che Stati Uniti e Israele si impegnino a non sferrare futuri attacchi. Teheran chiede anche un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Nel corso delle trattative dei giorni scorsi, particolare attenzione è stata dedicata alla riapertura dello Stretto di Hormuz con la richiesta che sia supervisionato da un comitato neutrale. L'Iran però ha chiesto di essere pagato per il transito delle navi, così come l'Egitto fa per il Canale di Suez. Un'idea a cui l'Arabia Saudita si è opposta non essendo intenzionata a concedere a Teheran la leva maggiore nelle operazioni nello Stretto.
Prezzo petrolio Brent sale a 101,30 dollari
I prezzi del petrolio sono leggermente aumentati oggi, dopo il forte calo di lunedì, a causa della persistente incertezza sui negoziati tra Iran e Stati Uniti, proposti da Donald Trump per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Intorno alle 12.05, il prezzo del greggio Brent del Mare del Nord, con consegna a maggio, era in rialzo dell'1,36% a 101,30 dollari al barile. Il suo equivalente statunitense, il West Texas Intermediate, con consegna a maggio, ha guadagnato il 2,44% a 90,28 dollari al barile.
Comando militare Teheran, avanti fino a vittoria completa
Il portavoce del comando militare iraniano, generale di divisione Ali Abdollahi Aliabadi del quartier generale centrale di Khatam-al Anbiya, ha dichiarato che le forze armate combatteranno "fino alla vittoria completa". "Le potenti forze armate iraniane sono orgogliose, vittoriose e ferme nella difesa dell'integrità dell'Iran, e questo cammino continuerà fino alla vittoria completa", le sue parole riportate dalla televisione di Stato iraniana. Il generale non ha specificato cosa significherebbe una "vittoria completa", ma sembrava probabile che l'esercito iraniano stesse cercando di mettere in guardia nel fare concessioni in eventuali negoziati con gli Stati Uniti.
Israele, assumiamo controllo della zona di sicurezza nel sud Libano
Israele annuncia che assumerà il "controllo" della cosiddetta "zona di sicurezza" fino al fiume Litani in Libano, circa 30km dal confine. Lo riferisce il Guardian che cita il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "Tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati fatti saltare in aria, e l'Idf controllerà il resto dei ponti e la zona di sicurezza fino al Litani", aveva detto in precedenza Katz, avvertendo che "centinaia di migliaia di residenti" libanesi non potranno tornare a sud del fiume "finché non sarà garantita la sicurezza" nel nord di Israele.
Beirut, via ambasciatore Teheran entro domenica, Libano richiama il suo
Il ministero degli Esteri libanese ha convocato l'incaricato d'affari a Beirut, Tawfiq Samadi Khoshkhou, per notificare la decisione del Libano di revocare le credenziali all'ambasciatore iraniano, Mohammad Reza Sheibani. Lo riferiscono i media libanesi. Dichiarato 'persona non grata', il diplomatico dovrà lasciare il Paese dei Cedri entro domenica. Intanto Beirut ha richiamato per consultazioni l'ambasciatore libanese in Iran, Ahmad Sweidan, denunciando quelle che per il Libano sono "violazioni da parte di Teheran delle norme diplomatiche".
Idf, attacchi contro siti di produzionè nel Paese
L'aeronautica israeliana ha annunciato di aver completato una "vasta" ondata di raid aerei contro "siti di produzione" iraniani a Isfahan e in altre zone dell'Iran. Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato che forniranno ulteriori dettagli sugli attacchi.
Nominato il successore di Larijani, è Zolghadr
Nominato il successore di Ali Lairjani, ucciso una settimana fa in un attacco israeliano. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mehr, secondo cui il nuovo segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano è Mohammad Bagher Zolghadr, finora segretario del Consiglio per il Discernimento, la cui nomina è stata approvata dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei.
Media, "Trump vuole l'accordo con l'Iran, per Israele improbabile"
Donald Trump sembra determinato a raggiungere un accordo con l'Iran volto a porre fine alle ostilità in Medio Oriente ma funzionari israeliani, che hanno parlato a Reuters a condizione di anonimato, hanno affermato di ritenere improbabile che l'Iran accetti le richieste degli Stati Uniti in un eventuale nuovo ciclo di negoziati, interrotti il 28 febbraio con l'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Lo scrive Reuters sul suo sito. È probabile che le richieste statunitensi includano limitazioni ai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran.
Costa, "La guerra degli Usa in Iran ha ignorato la sicurezza europea"
"Non possiamo ignorare che, per la prima volta in assoluto, gli Usa hanno scatenato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza fornire alcuna informazione preventiva ai propri alleati europei né alla Nato. E, di fatto, stanno portando avanti questa azione senza curarsi delle ripercussioni sull'economia globale, sull'economia europea e sulla nostra sicurezza". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa a SciencesPo School of International Affairs. "Stiamo pagando le conseguenze, stiamo subendo un forte shock economico causato da questa guerra", ha aggiunto.
Think tank israeliano: "Ll'Iran possiede ancora circa mille missili"
Secondo un think tank israeliano, l'Iran ha iniziato la guerra con circa 2.500 missili balistici e ora gliene restano circa 1.000. Lo afferma il Centro di ricerca israeliano Alma per il quale dopo la guerra dei 12 giorni, nel giugno dello scorso anno, all'Iran erano rimasti circa 1.500 missili. Nei successivi otto mesi, è stata in grado di produrne altri 1.000, il che suggerisce che Teheran potrebbe agire rapidamente per ricostituire le scorte.
Media Teheran, attacchi su impianti gas a Isfahan e Khorramshahr
Gli attacchi di Stati Uniti e Israele hanno colpito due impianti del gas e un gasdotto in Iran, poche ore dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di un rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, secondo cui “l’edificio dell’amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas a Isfahan sono stati presi di mira”. Le strutture sono state “parzialmente danneggiate”. L’agenzia aggiunge che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese.
Iran: "Se attaccate, le centrali elettriche saranno ricostruite"
Il ministro dell'Energia iraniano, Abbas Aliabadi, ha minimizzato le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a possibili attacchi da parte degli Usa contro le centrali elettriche iraniane, affermando che la Repubblica islamica ha decentralizzato la sua produzione elettrica e pianifica di ricostruire gli stabilimenti se verranno colpiti. "Il popolo non dovrebbe essere per nulla preoccupato; se le centrali elettriche vengono colpite saranno ricostruite e modernizzate in modo rapido", ha detto Aliabadi, come riferisce Al Jazeera. Dopo avere minacciato di volere colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, Trump ieri ha annunciato un rinvio di cinque giorni di "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane", dopo "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran, mentre la Repubblica islamica ha smentito che siano in corso "negoziati" con gli Stati Uniti
Fonte Teheran: "Ricevuto messaggio dagli Usa tramite mediatori"
Dall'Iran affermano di aver ricevuto un 'messaggiò dagli Stati Uniti, tramite i mediatori, nel mezzo delle indiscrezioni su possibili colloqui tra le parti a 25 giorni dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che continua a 'rispondere' ai raid. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News nelle ultime ore un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui.
Raid israeliano a sud di Beirut, 2 morti
È di due morti il bilancio del nuovo raid israeliano a sud di Beirut. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese, secondo cui "il raid del nemico israeliano sulla città di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, in un bilancio preliminare, il martirio di due cittadini e il ferimento di altri cinque". Bshamoun si trova al di fuori delle roccaforti tradizionali di Hezbollah.
Dopo attacchi Iran Israele bombarda Teheran
Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani
Raid Usa contro miliziani filo-Teheran in Iraq, 15 morti
Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad
Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele, colpito un edificio
Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. "L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati", ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che "i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane". I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.
Il petrolio risale, Brent di nuovo sopra i 100 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile, all'indomani di un crollo superiore al 10% in seguito alla decisione di Donald Trump di rinviare nuovi attacchi contro l'Iran, dopo aver definito "ottimi" i colloqui con Teheran. Il Brent è salito del 2,9% a 102,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha registrato un balzo del 3,5% a 91,20 dollari.
Jet israeliani bombardano la periferia sud di Beirut
L’esercito israeliano ha sferrato attacchi contro diversi quartieri della periferia sud di Beirut, affermando di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah. Non sono stati segnalati feriti nell’immediato. Durante gli attacchi si sono uditi jet volare a bassa quota sopra la città. L'esercito aveva precedentemente rinnovato gli avvisi di evacuazione per diversi quartieri, mentre decine di migliaia di residenti avevano già abbandonato la zona. A seguito degli attacchi, si sono visti grandi incendi e colonne di fumo levarsi nei sobborghi meridionali. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno finora causato la morte di oltre 1.000 persone in Libano e lo sfollamento di circa 1 milione di altre.