Tentativo di distensione tra Usa e Iran, con il primo round di colloqui in Oman.
Secondo fonti di Muscat e Teheran, vi sono stati dei risvolti positivi, con l'individuazione di aree di possibile progresso e un'apertura ad un secondo incontro nei prossimi giorni. Nel frattempo, Washington ha consigliato ai propri cittadini di lasciare via terra la Repubblica islamica o, nel caso in cui questo non fosse possibile, di mantenere un "basso profilo".Nyt: l'Iran ha riparato le strutture per missili attaccate da Usa e Israele
L'Iran avrebbe riparato diverse strutture per missili balistici danneggiate dagli attacchi americani e israeliani dello scorso anno. Lo rivela il New York Times che ha analizzato una serie di immagini satellitari. Le riparazioni riguarderebbero, però, soltanto alcune parti dei siti più importanti e non gli impianti nucleari. Un fatto questo che, secondo il Nyt, fornisce indicazioni sulle priorità militari di Teheran. I lavori di riparazione nei principali siti missilistici sono iniziati, infatti, poco dopo gli attacchi a ritmi serrati, mentre i lavori presso gli impianti nucleari iraniani procedono più lentamente. Se gli Stati Uniti dovessero attaccare di nuovo, l'Iran probabilmente reagirebbe con missili balistici contro Israele e le postazioni Usa nella regione. Gli esperti hanno avvertito che l'entità completa dei danni e dei lavori di riparazione non è chiara, dato che le immagini satellitari offrono solo una visione dall'alto della struttura.
Gli Usa annunciano nuove sanzioni sul petrolio dell'Iran
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro il petrolio dell'Iran e la sua "flotta ombra" nel giorno dei colloqui in Oman. "Il dipartimento di Stato sanziona 15 entità, due individui e 14 navi della flotta ombra coinvolte nel commercio illecito di petrolio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici iranianò", si legge in una nota del protavoce.
Teheran: colloqui con Usa solo sul nucleare
I colloqui avvenuti oggi in Oman fra Iran e Stati Uniti hanno riguardato "esclusivamente il nucleare". Lo ha affermato ai media iraniani il ministro degli Esteri di Teheran, il Abbas Araghchi. "Nell'incontro odierno, abbiamo affermato che i colloqui sul nucleare e la risoluzione delle questioni principali dovrebbero svolgersi in un clima calmo, senza tensioni e senza minacce - ha aggiunto - abbiamo sollevato chiaramente questo punto e ci aspettiamo che venga rispettato affinché i colloqui possano proseguire".
Oman: colloqui tra Usa e Iran molto seri
Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al Busaidi, che ha mediato oggi il negoziato tra Iran e Stati Uniti ha dichiarato che i colloqui di Muscat sono stati "molto seri", aggiungendo che hanno contribuito a chiarire le idee di entrambe le parti e a individuare aree di possibile progresso. "Puntiamo a riunirci nuovamente a tempo debito e i risultati saranno attentamente valutati a Teheran e Washington", ha dichiarato al Busaidi in un messaggio su X, riferisce l'emittente 'Iran International'.
Usa: gli americani in Iran lascino subito il Paese
Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o comunque di "tenere un profilo basso" ed essere "sempre in contatto" con famiglia e amici. "A causa di misure di sicurezza rafforzate, chiusure stradali, interruzioni dei trasporti pubblici e blocchi di internet", si legge in un'allerta sul sito dell'ambasciata virtuale a Teheran. I cittadini americani, se possibile in sicurezza, devono valutare la possibilità di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia "immediatamente". Altrimenti, si avverte "trovate un luogo sicuro, evitate le manifestazioni, mantenete un profilo basso".
Teheran: possibile individuare quadro negoziale con gli Usa
Al termine dell'incontro con la delegazione americana in Oman il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che le parti "stanno lavorando per costruire una fiducia reciproca" e che "se questa tendenza continuerà", sarà possibile "individuare un quadro più chiaro per i negoziati". Lo riportano i media di Teheran. Per quanto riguarda data e luogo di un eventuale prossimo incontro "devono ancora essere decisi", ha aggiunto.
Teheran: i colloqui con gli Usa sono iniziati bene
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti mediati dall'Oman sono iniziati bene. "Nel complesso, è stato un buon inizio, ma il proseguimento dipenderà dalle consultazioni nelle capitali", ha detto Araghchi, che guidava la delegazione iraniana mentre quella degli Usa era formata dall'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. "Oggi si sono svolti diversi cicli di incontri. Le nostre opinioni e preoccupazioni sono state espresse in un'atmosfera molto positiva", ha aggiunto Araghchi, come riferisce l'emittente 'Iran International'.
Media: altri colloqui fra Teheran e Usa nei prossimi giorni
Un nuovo round di colloqui fra Usa e Iran, dopo quello andato in scena oggi in Oman, dovrebbe tenersi "nei prossimi giorni". Lo scrive Axios citando una fonte informata.
Media: concluso round negoziati indiretti fra Usa e Teheran
Si è concluso in Oman il primo round di negoziati fra Iran e Stati Uniti. Lo riportano i media di Teheran spiegando che la delegazione iraniana ha fatto ritorno presso il luogo dove alloggia nella capitale omanita
La diaspora iraniana in piazza in Germania, ma sarà divisa
Gli iraniani della diaspora scenderanno in strada nei prossimi giorni in Germania per manifestare per la libertà del loro popolo, a sostegno della rivolta in corso nel Paese, dove il regime degli ayatollah sta eliminando brutalmente migliaia di giovani. Saranno però divisi, inseguendo idee e progetti diversi per il futuro di Teheran. Fra chi è a favore e chi è contro il ritorno del figlio dello Shah Reza Pahlavi. Domani a Berlino è previsto il corteo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Ncri, che annuncia decine di migliaia di partecipanti davanti alla Porta di Brandeburgo. Stando alla polizia tedesca sono attese 20 mila persone, ma gli organizzatori, sostenuti da oltre 300 istituzioni internazionali - anche italiane, secondo quanto affermano nel loro comunicato -, sostengono che per le strade berlinesi potrebbero arrivare fino a 100 mila persone da diversi Paesi europei, compresa una delegazione dagli Usa che non annovera però elementi dell'attuale amministrazione. "No ai Mullah, no allo Shah!", è il motto che lanciano i seguaci di Marjam Rajavi, chiedendo il riconoscimento dall'Ue della loro leader, che vorrebbe lanciare un'assemblea costituente per aprire la strada a libere elezioni. Il 14 febbraio, in occasione della Conferenza di Sicurezza di Monaco, è prevista invece una grande manifestazione, organizzata da "The Munich Circle", per "i diritti umani e la libertà in Iran. Solidarietà internazionale con il popolo iraniano". In questo caso si scende per strada nelle ore in cui il figlio dello Shah, Reza Pahlavi, parteciperà alla conferenza di sicurezza di Monaco. Anche in questo caso gli organizzatori si aspettano 100 mila persone in piazza.
Merz: "Peoccupazione per situazione a Teheran è molto molto forte"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la preoccupazione per l'Iran è "molto, molto forte" tra i leader regionali, invitando Teheran a riprendere i negoziati con gli Stati Uniti e a interrompere il suo programma nucleare. Parlando cad Abu Dhabi dopo l'incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Merz ha affermato che tutti i suoi interlocutori nella regione del Golfo hanno espresso profonda preoccupazione per l'Iran a causa della loro stretta vicinanza geografica. "Sono in corso intensi contatti diplomatici per convincere l'Iran a cessare la violenza contro il proprio popolo, porre fine al suo programma nucleare e tornare al tavolo dei negoziati, dove si negozierà la pace e la stabilità in tutta la regione", ha affermato. Merz ha sottolineato che i leader del Golfo stanno collaborando strettamente con l'amministrazione Trump per facilitare i negoziati diplomatici e perseguire una risoluzione pacifica delle crescenti tensioni in Medioriente. "I miei interlocutori a Riyadh, Doha e qui ad Abu Dhabi oggi stanno tutti lavorando duramente, insieme agli Stati Uniti, per riportare il regime di Teheran alla ragione e, soprattutto, per farlo tornare al tavolo delle trattative. La preoccupazione è molto, molto forte", ha affermato. Merz ha visitato gli Emirati Arabi Uniti, il terzo e ultimo giorno del suo tour nella regione del Golfo, dopo le precedenti visite in Arabia Saudita e Qatar.
Cina: sosteniamo interessi Teheran contro bullismo
La Cina ha affermato il suo sostegno all'Iran nella difesa dei suoi interessi e si oppone al "bullismo unilaterale". Lo si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri cinese. Inoltre, Pechino "sostiene l'Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza, dignità nazionale e legittimi diritti e interessi".
Oman: Iran e Usa discutono condizioni per ripresa colloqui
Le consultazioni tra Iran e Stati Uniti a Muscat "si sono concentrate sulla creazione di condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici". Lo ha affermato il ministro degli Esteri dell'Oman Badr bin Hamad al Busaidi, dopo il primo giro di colloqui a Muscat tra la delegazione iraniana e statunitense. Secondo quanto riferisce Mehr, Al Busaidi ha incontrato separatamente la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, e quella statunitense guidata da Steve Witkoff, l'inviato speciale degli Usa in Medio Oriente, e da Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump. Il ministro ha ribadito l'impegno dell'Oman a continuare a sostenere il dialogo e la disponibilità del Sultanato a cooperare con diversi partner per contribuire al raggiungimento di soluzioni politiche concordate, in linea con gli obiettivi e le aspettative previsti. Secondo i media iraniani, Araghchi si è recato presso il luogo dei negoziati per iniziare un secondo giro di "colloqui indiretti" con Witkoff.
Oman: colloqui con Teheran e Washington per preparare ripresa negoziati
L'Oman ha riferito di aver mediato i colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. Secondo quanto riportato su X dal ministero degli Esteri, il capo della diplomazia Badr al-Busaidi ha incontrato separatamente il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, poi l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump."Le consultazioni si sono concentrate sulla preparazione delle condizioni appropriate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici, assicurando l'importanza di questi negoziati, alla luce della determinazione delle parti a garantire il successo nel raggiungimento di sicurezza e stabilità sostenibili", si legge nell'annuncio omanita.
Cremlino: accogliamo con favore i colloqui per un accordo in Iran
Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha affermato che "il Cremlino accoglie con favore i colloqui in Oman per un accordo sul nucleare in Iran e ne auspica l'efficacia". "Ci auguriamo che siano produttivi e che contribuiscano ad allentare le tensioni nella regione. Fino a quando ciò non accadrà, vorremmo ovviamente vedere moderazione da parte di tutti gli Stati interessati", ha affermato Peskov, citato dall'agenzia Interfax. Oggi sono iniziati i negoziati sul programma nucleare iraniano sono a Muscat. La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, mentre quella statunitense è sotto la guida dell'inviato speciale della presidenza Usa, Steve Witkoff.
Convoglio Usa lascia sede negoziati in Oman
Un convoglio di veicoli a bordo dei quali si ritiene viaggiassero funzionari americani ha lasciato il luogo dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Muscat, in Oman. Le auto hanno lasciato un palazzo che si trova a circa un'ora e mezza dalla capitale del sultanato. I funzionari statunitensi non hanno rilasciato dichiarazioni. I funzionari iraniani erano già presenti sul posto prima dell'arrivo degli americani.
Media: comandante Centcom Usa ai colloqui in Oman
Il comandante del Centcom, il comando unificato delle forze armate Usa, l'ammiraglio Brad Cooper, prende parte ai colloqui tra Usa e Iran in corso a Muscat, in Oman. Lo riferisce il Wall Street Journal citando un alto funzionario statunitense rimasto anonimo. Stando ai dati di tracciamento dei voli, un aereo dell'Aeronautica Militare statunitense, utilizzato per gli spostamenti di comandanti di alto rango, è atterrato a Muscat questa mattina.
Al via colloqui Iran-Usa in Oman
Sono iniziati a Muscat i negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti, presieduti dal ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e dall'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, con l'Oman in qualità di mediatore. Lo riporta l'agenzia Mehr. Prima dell'inizio dei colloqui, Araghchi ha incontrato in mattinata Badr Al-Busaidy, ministro degli Esteri dell'Oman, con il quale ha parlato dei negoziati con gli Stati Uniti.
Araghchi: "Pronti a difendere nostra sovranità da avventurismi"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, poco prima dell'inizio dei colloqui con gli Usa sul programma nucleare di Teheran a Muscat, in Oman, ha affermato che Teheran è pronta a ricorrere alla diplomazia per tutelare gli interessi nazionali dell'Iran, pur essendo pienamente pronta a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale del Paese da eccessi e avventurismi. Lo riporta l'agenzia Tasnim.
Araghchi in Oman per colloqui con Usa: "Serve rispetto reciproco"
In vista dell'incontro di oggi in Oman tra tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, arrivato di notte insieme a diversi diplomatici iraniani, ha scritto su X che l'Iran entra nella trattativa "con gli occhi aperti e un ricordo fermo dell'anno trascorso"."Gli impegni devono essere onorati", ha scritto. "Parità di diritti, rispetto reciproco e interesse reciproco non sono retorica: sono un dovere e i pilastri di un accordo duraturo".