Guerra in Israele

"È uno str...". Biden furibondo: cosa ha detto a Netanyahu

Il presidente americano avrebbe espresso in privato la sua frustrazione per l'incapacità di convincere Israele a cambiare tattiche militari a Gaza e i continui rifiuti di Netanyahu ad accettare un cessate il fuoco

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I rapporti tra il presidente americano Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono ormai ai ferri corti. Secondo l’emittente statunitense Nbc News, il numero uno della Casa Bianca avrebbe manifestato tutta la sua frustrazione per “incapacità di convincere Israele a cambiare tattiche militari nella Striscia di Gaza”.

Il media statunitense ha citato cinque persone “a contatto diretto con questi commenti”, secondo cui Biden si sarebbe sfogato anche con i donatori della sua campagna. Stando a quanto riferito da tre fonti, il presidente avrebbe anche utilizzato in diverse occasioni parole che hanno spiazzato i suoi interlocutori, definendo Netanyahu “questo tizio” e uno “str…”. Il presidente Usa avrebbe detto di star provando a spingere Israele ad accettare un cessate il fuoco, dopo più di quattro mesi dall’inizio delle operazioni delle Idf nell’exclave palestinese, ma il premier di Tel Aviv gli “sta facendo passare l’inferno”. Interpellato sulle parole attribuite a Biden, un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale ha ribadito che “il presidente è stato chiaro nei punti in disaccordo con il premier Netanyahu, ma questo è un rapporto decennale rispettoso in pubblico e in privato”.

I commenti del leader di Washington sono il segnale della tensione crescente tra gli Usa e lo Stato ebraico. Tra due settimane, dovrebbe iniziare l’avanzata dell’esercito israeliano su Rafah, città a confine con l’Egitto dove più di un milione di palestinesi hanno trovato rifugio dall’inizio delle ostilità. Per Tel Aviv, essa è l’ultima roccaforte di Hamas e non attaccarla equivarrebbe a perdere la guerra. Ufficiali statunitensi hanno espresso la loro opposizione a questo piano d’azione e lo stesso Biden, durante la telefonata con Netanyahu di domenica 11 febbraio, ha affermato che “un'operazione militare a Rafah non dovrebbe procedere senza un piano credibile ed eseguibile” per la protezione dei civili. Secondo un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, i due hanno discusso anche delle trattative sempre più difficili per raggiungere un accordo di tregua in cambio della liberazione degli ostaggi.

Tra gennaio e febbraio, inoltre, Netanyahu ha espresso il suo diniego alla soluzione dei due Stati avanzata da Biden, che a sua volta ha firmato un ordine esecutivo che permette agli Usa di sanzionare i coloni israeliani colpevoli di violenze a danno dei palestinesi in Cisgiordania e ha valutato la riduzione delle consegne di armi a Tel Aviv. Nonostante questi contrasti, fonti informate hanno dichiarato che il presidente non è pronto a effettuare un cambiamento drastico della sua politica nei confronti dello Stato ebraico.

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