"Vienimi a prendere. Lo aspetto qui, a Miraflores. Non fare tardi, codardo". Così tuonava Nicolàs Maduro, nei giorni in cui le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela stavano salendo. E il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esaudito la sua richiesta: 150 aerei, un team di Delta Force e gli elicotteri dei Night Stalkers sono andati a bussare alla porta dell'ex dittatore sudamericano, lo hanno prelevato dalla sua camera da letto assieme alla moglie e lo hanno trasportato fuori dal Paese. Una decapitazione da manuale durata una manciata di ore, su cui la Casa Bianca ha deciso di fare una pungente ironia.
Sul profilo ufficiale della sede centrale dell'amministrazione americana, è stato pubblicato un montaggio con le dichiarazioni di Maduro, i video dell'operazione registrati da testimoni oculari e spezzoni della conferenza stampa in cui Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il generale Dan Caine hanno spiegato e commentato quanto accaduto durante la notte, il tutto condito da un assolo di chitarra rock in sottofondo. "Maduro ha avuto la sua chance, finché non la avuta più", recita la didascalia del post.
Uno stile di comunicazione, questo, che si sposa alla perfezione con il messaggio che Trump, con l'operazione "Absolute Resolve", ha voluto mandare al mondo: l'America è tornata. Perché oltre agli obiettivi pratici della mossa in Venezuela, vi è una componente da non sottovalutare, ovvero il ricordare a tutti, nemici di Washington in primis, che gli Stati Uniti dispongono di una potenza militare che non ha rivali.
Nel giro di una notte - come ricordano i tantissimi meme che hanno inondato i social - è riuscito a fare ciò che Vladimir Putin non ha concluso in quasi quattro anni di guerra totale in Ucraina. E ha dimostrato che grossi contingenti delle forze armate americane possono stare schierate e pronte all'azione per mesi, segnale di una rete logistica e di un bacino di fondi illimitato con cui la Cina non può fare i conti.
Dell'asse del male rimangono solo Corea del Nord e Iran, ma date le loro condizioni non possono essere neanche considerati come rivali realmente pericolosi per gli Usa. E ora, rimane da vedere quale sarà il prossimo regime abbattuto su cui la Casa Bianca farà ironia.