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Trump: "Guerra finirà tra 2-3 settimane. Ci hanno chiesto cessate il fuoco". E valuta il ritiro dalla Nato. Stanotte discorso alla nazione

Trump alza il tiro sul fronte iraniano: tempi rapidi per la fine delle operazioni, nessuna apertura negoziale e una linea che punta a neutralizzare definitivamente la minaccia nucleare di Teheran

Trump: "Guerra finirà tra 2-3 settimane. Ci hanno chiesto cessate il fuoco". E valuta il ritiro dalla Nato. Stanotte discorso alla nazione
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Il presidente degli Stati Uniti prevede una conclusione del conflitto entro “2-3 settimane”, rilanciando l’obiettivo di chiudere rapidamente la partita militare.

La Casa Bianca prepara un discorso alla nazione per aggiornare sull’andamento delle operazioni, mentre Trump chiarisce che un accordo con l’Iran non è considerato necessario: la priorità resta impedire lo sviluppo dell’arma atomica, anche senza intese diplomatiche. Intanto, gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri paesi loro alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz.

Media, attaccati siti governativi nell'isola di Qeshm

Secondo i media iraniani sono stati segnalati bombardamenti sui siti governativi nell'isola di Qeshm, nell’Iran meridionale, nel Golfo Persico. Lo riporta Al Arabiya.
 

Trump, Usa parlano con presidente parlamento Iran, sappiamo dove vive

Gli Stati Uniti stanno parlando con il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che è abbastanza ragionevole. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Abc registrata martedì, secondo quanto riferito dal giornalista che l'ha condotta su X. Trump - aggiunge Abc - ha poi aggiunto, in tono quasi di minaccia: "sappiamo dove vive". Il riferimento è a tutti i leader del regime iraniano uccisi nei raid.

Un ex ministro degli Esteri iraniano gravemente ferito in un attacco

L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è rimasto gravemente ferito oggi a Teheran in un attacco che ha ucciso anche sua moglie, secondo i media locali. Consigliere del governo, Kharazi aveva rilasciato un'intervista alla Cnn poche settimane prima. Secondo i quotidiani Shargh, Etemad e Ham Mihan, la sua casa a Teheran è stata presa di mira in un attacco condotto da Stati Uniti e Israele. È rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre sua moglie è rimasta uccisa, secondo le stesse fonti. Kharazi, che era stato ambasciatore del suo Paese presso le Nazioni Unite a New York, ha poi ricoperto la carica di ministro degli Esteri dal 1997 al 2005 sotto il presidente riformista Mohammad Khatami.

Pezeshkian, Usa mettono America al primo posto o agiscono per Israele?

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele. "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?", si è chiesto Pezeshkian, senza fare allusioni al cessate il fuoco che, secondo Donald Trump, Teheran ha chiesto agli Usa

Pezeshkian, il mondo a un bivio, proseguire la guerra è costoso e inutile

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha affermato che "il mondo si trova a un bivio", sostenendo nella sua lettera al popolo degli Stati Uniti che proseguire su un percorso di ostilità verso l'Iran è "più costoso e inutile che mai". Pezeshkian ha poi parlato della scelta tra il confronto e il dialogo come "reale e di grande importanza", avvertendo che il suo esito "plasmerà il futuro per le generazioni a venire".

Trump ha richiesto piano per sequestrare l'uranio dell'Iran

Il Pentagono ha presentato a Donald Trump un piano per sequestrare i quasi 500 chilogrammi di uranio altamente arricchito in Iran. Lo riporta il Washington Post, sottolineando che il piano è stato richiesto dal presidente e gli è presentato nell'ultima settimana. L'operazione prevede il trasporto aereo di attrezzature per scavare e la costruzione di una pista di atterraggio per consentire a velivoli cargo di prelevare il materiale radioattivo. A Trump sono stati spiegati i rischi operativi della missione.

Pezeshkian agli Usa, azioni hanno conseguenze oltre nostri confini

"L'Iran ha perseguito i negoziati, raggiunto un accordo e rispettato tutti i suoi impegni. La decisione di ritirarsi da tale accordo, di intensificare le ostilità verso lo scontro e di lanciare due atti di aggressione nel bel mezzo dei negoziati sono state scelte distruttive compiute dal governo statunitense, scelte che hanno alimentato le illusioni di un aggressore straniero". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. "Attaccare le infrastrutture vitali dell'Iran, comprese quelle energetiche e industriali, significa colpire direttamente il popolo iraniano", ha spiegato. "Oltre a costituire un crimine di guerra, tali azioni hanno conseguenze che si estendono ben oltre i confini dell'Iran. Generano instabilità, aumentano i costi umani ed economici e perpetuano cicli di tensione, seminando risentimento che persisterà per anni. Non si tratta di una dimostrazione di forza, bensì di un segno di smarrimento strategico e di incapacità di raggiungere una soluzione sostenibile", ha aggiunto.

Il Pentagono raddoppia la flotta di aerei d'attacco A-10 in Medio Oriente

Il Pentagono sta raddoppiando la sua flotta in Medio Oriente di aerei d'attacco A-10, capaci di fornire supporto alle truppe di terra di avanzamento. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali l'aeronautica sta inviando 18 A-10 'Warthog', velivoli che volano a bassa quota e velocità ridotta. Gli aerei potrebbero essere usati a sostegno delle truppe di terra qualora Donald Trump decidesse di conquistare i territorio vicino allo Stretto di Hormuz o l'isola di Kharg.

Pezeshkian, nessuna ostilità verso altre nazioni, compresi gli Usa

"Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso altre nazioni, inclusi gli americani, gli europei o i paesi confinanti. Anche di fronte a ripetuti interventi e pressioni straniere nel corso della loro gloriosa storia, gli iraniani hanno sempre tracciato una netta distinzione tra i governi e i popoli che governano. Questo è un principio profondamente radicato nella cultura e nella coscienza collettiva iraniana, non una posizione politica temporanea". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. "Le recenti aggressioni americane lanciate proprio da queste basi hanno dimostrato quanto minacciosa sia una tale presenza militare. Naturalmente, nessun Paese, di fronte a tali condizioni, rinuncerebbe a rafforzare le proprie capacità difensive. Ciò che l'Iran ha fatto – e continua a fare – è una risposta misurata, fondata sulla legittima autodifesa, e non costituisce in alcun modo l'inizio di una guerra o di un'aggressione", ha spiegato. "Le relazioni tra Iran e Stati Uniti non erano inizialmente ostili, e le prime interazioni tra i popoli iraniano e americano non furono caratterizzate da ostilità o tensione. Il punto di svolta, tuttavia, fu il colpo di stato del 1953, un intervento illegale americano volto a impedire la nazionalizzazione delle risorse iraniane. Quel colpo di stato interruppe il processo democratico iraniano, ristabilì la dittatura e seminò una profonda sfiducia tra gli iraniani nei confronti delle politiche statunitensi", ha aggiunto.

Arrestato per attentato sventato a Banca a Parigi: "E' pro Teheran"

Un 20enne arrestato oggi a Parigi in relazione a un attentato sventato lo scorso fine settimana contro la sede parigina della Bank of America potrebbe essere legato a un gruppo filo iraniano, ha reso noto la procura anti terrorismo. Il sospetto, che avrebbe reclutato adolescenti per depositare un ordigno alla sede della banca, è stato incriminato per associazione a terroristi, fabbricazione, detenzione e trasporto di un ordigno esplosivo, e tentativo di distruzione legato a impresa di terrorismo, dopo essere stato interrogato da un giudice. Sarebbe legato al gruppo "Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya" (Hayi) che ha diffuso il mese scorso video di propaganda in rete e ha rivendicato attacchi contro la comunità ebraica in Belgio, Gran Bretagna e Paesi bassi.

Pezeshkian, non siamo minaccia e non abbiamo mai iniziato una guerra

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha respinto le rappresentazioni dell’Iran come minaccia alla sicurezza. "L’Iran, con questo stesso nome, carattere e identità, è una delle più antiche civiltà continue nella storia dell’umanità”, ha dichiarato in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV e ripresa da Al Jazeera. “L’Iran non ha mai, nella sua storia moderna, scelto la via dell’aggressione, dell’espansione, del colonialismo o della dominazione. L’Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con determinazione e coraggio chi lo ha attaccato", ha spiegato. "Ritrarre l’Iran come una minaccia non è né coerente con la realtà storica né con i fatti osservabili oggi. Tale percezione è il prodotto dei capricci politici ed economici dei potenti. La necessità di creare un nemico per giustificare la pressione, mantenere il dominio militare, sostenere l’industria bellica e controllare i mercati strategici", ha aggiunto.

Axios, Vance ha detto a Teheran che Usa aperti a cessate il fuoco

Il vicepresidente americano JD Vance ha trasmesso all'Iran, tramite i mediatori, lo stesso messaggio pronunciato pubblicamente da Trump: gli Stati Uniti sono aperti a un cessate il fuoco, a condizione che le loro richieste vengano soddisfatte. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid di Axios. Una delle richieste chiave degli Usa è la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo una fonte a conoscenza dei fatti. Vance ha inoltre recapitato agli iraniani, sempre tramite i mediatori, "un messaggio severo": "il presidente sta perdendo la pazienza e la pressione sulle infrastrutture iraniane aumenterà, a meno che gli iraniani non raggiungano un accordo", ha riferito la fonte.

Trump minacciò stop alle armi a Kiev se Europa fuori da coalizione Hormuz

Donald Trump minacciò di interrompere la fornitura di armi all'Ucraina per esercitare pressioni sugli alleati europei affinché si unissero a una "coalizione dei volenterosi" per riaprire lo Stretto di Hormuz: lo scrive il Financial Times. Il mese scorso il presidente Usa chiese alla Nato di aiutarlo a riaprire lo stretto, ma fu respinto dalle capitali europee. Tre funzionari a conoscenza delle discussioni hanno affermato che Trump rispose minacciando di interrompere le forniture al Purl, l'iniziativa della Nato per l'approvvigionamento di armi all'Ucraina finanziata dai Paesi europei.

Sbarramento di missili e razzi contro Israele prima di inizio Pesach

Le sirene sono risuonate nel centro di Israele nella sera di oggi, poco prima dell'inizio della Pasqua, in seguito al lancio, da parte dell'Iran, di uno sbarramento e, da parte di Hezbollah, di razzi dal Libano. Milioni di persone sono corse nei rifugi. L'Idf aveva anticipato la possibilità di un attacco la sera della cena di Seder. E' quello di oggi uno degli attacchi missilistici più intensi dell'Iran contro Israele dall'inizio della guerra. Un missile con una testata a grappolo è caduto nel centro di Israele, provocando danni a Rosh Haayin e Petah Tikva.

Media, Trump parla con Mbs su possibile cessate il fuoco

Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman sulla guerra contro l'Iran e "lo ha informato sui colloqui per un possibile cessate il fuoco". Lo scrive in un post su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza del colloquio.

Media, la guida suprema Khamenei è in buona salute

Il nuovo leader iraniano, Mojtaba Khamenei, gode di ottima salute e non è apparso in pubblico a causa della guerra in corso. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, secondo quanto riportano diversi media. "Per quanto riguarda la sua salute, se ne è parlato molto ultimamente. Ma vi assicuro che sta bene. Non credo sia sorprendente, in un contesto di operazioni militari, che possa passare un pò di tempo prima che faccia un'apparizione pubblica", ha dichiarato Baghaei in un'intervista all'egiziano Al-Masry al-Youm. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha inoltre sottolineato che, a prescindere dalle circostanze, "il Paese è governato e difeso in modo estremamente efficace".

La coalizione di Hormuz punta a piano concreto quando possibile

La coalizione dei Paesi che intendono impegnarsi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz si riuniranno domani per discutere - a quanto si apprende - "un piano concreto" per la riapertura dello Stretto "quando le circostanze lo consentiranno". A coordinare sarà il ministero degli Esteri britannico, che riunirà i Paesi della coalizione, incluso quelli che hanno firmato la dichiarazione (in origine sottoscritta da Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone). A questo primo incontro seguiranno "riunioni tecniche" per definire i dettagli.

Trattative in corso Usa-Iran per cessate il fuoco in cambio apertura Hormuz

Sono in corso trattative fra gli Stati Uniti e l'Iran su un cessate il fuoco in cambio dell'apertura dello Streetto di Hormuz. Lo riporta Axios citando tre fonti americane, secondo le quali non è ancora chiaro se un accordo può essere raggiunto.

Idf, completata vasta ondata di attacchi a Teheran

Le Forze di Difesa Israeliane hanno completato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano a Teheran. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf.

Teheran smentisce Trump, parole su cessate il fuoco false e infondate

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito l'affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla richiesta di un cessate il fuoco da parte di Teheran come "falsa e infondata".

Media, Teheran aperta a mediazione Russia per pace

L'Iran accoglierebbe con favore un ruolo di mediazione da parte della Russia per contribuire a risolvere il conflitto con gli Stati Uniti e Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa statale russa Tass, che cita Kazem Jalali, ambasciatore iraniano a Mosca.

A Teheran mobilitati anche 12enni armati per pattugliare le strade

Adolescenti armati di mitragliatrici a pattugliare le strade di Teheran, anche a 12 anni. La stretta sulla sicurezza imposta dalle autorità iraniane dall'inizio della guerra ha portato alla comparsa di questo fenomeno, causando disagio e preoccupazione tra i residenti. Dalle prime settimane del conflitto, scatenato dall'offensiva israelo-americana del 28 febbraio, i posti di blocco presidiati da veicoli della polizia o militari hanno invaso le strade della capitale. Alcuni sono stati colpiti dai raid aerei e sono scomparsi, altri sono rimasti, mentre adolescenti, persino bambini, stanno ora rinforzando i pattugliamenti. Le autorità iraniane hanno confermato che stanno reclutando anche ragazzini di dodici anni per ingrossare le fila dei Basij, la forza paramilitare responsabile, tra le altre cose, del mantenimento dell'ordine. Il reclutamento di bambini sotto i 15 anni "per scopi militari" costituisce "un crimine di guerra", ha ricordato Human Rights Watch. Una sera, mentre guidavo, "mi sono imbattuta in due posti di blocco nella zona nord di Teheran, presidiati da ragazzi di 13 o 14 anni armati", ricorda una donna di 28 anni che ha chiesto di rimanere anonima per motivi di sicurezza. Uno dei ragazzi ha aperto la portiera del passeggero e si è seduto accanto a lei. "Mi ha chiesto il cellulare e ha controllato tutto, persino le mie foto. È stato estremamente invadente", ha raccontato in un messaggio inviato a un giornalista dell'Afp fuori dall'Iran. Un altro residente di Teheran ha raccontato all'Afp la scorsa settimana di aver attraversato un checkpoint militare e poi, "solo 100 metri più avanti, c'erano diverse auto civili con adolescenti che fermavano i veicoli". "Aprono le portiere senza autorizzazione, aprono il vano portaoggetti, controllano i telefoni", ha raccontato. Il reclutamento di minori, apertamente riconosciuto dalle autorità, rievoca per gli iraniani i ricordi degli anni '80, quando migliaia di bambini e adolescenti combatterono nella guerra Iran-Iraq. Secondo Rahim Nadali, capo di una sezione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (l'esercito ideologico della Repubblica Islamica), le unità Basij sono state sommerse di richieste. "Vista l'età dei candidati, abbiamo abbassato l'età minima a 12 anni, perché i dodicenni e i tredicenni vogliono partecipare" a queste missioni di pattugliamento e raccolta dati, ha dichiarato l'uomo alla tv di stato. Oltre ai posti di blocco, i sostenitori del regime, alcuni dei quali molto giovani, organizzano pattuglie notturne. "Prendono auto equipaggiate con altoparlanti, aggiungono bandiere e sfilano per le strade facendo molto rumore scandendo slogan", ha riferito di recente un altro residente della capitale.

Gb riunirà domani la "coalizione per Hormuz"

Si svolgerà domani - secondo i media britannici in formato virtuale - la riunione annunciata oggi dal premier Keir Starmer fra rappresentanti di 35 Paesi, europei e non, aderenti a una sorta di 'Coalizione per Hormuz': Paesi impegnati a contribuire ad assicurare la riapertura dello Stretto di Hormuz e la libera navigazione commerciale nel vitale passaggio chiuso in larga parte dall'Iran al traffico petrolifero e di altri prodotti in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Starmer ha precisato che sarà presieduta dalla ministra degli Esteri del suo governo, Yvette Cooper, per una valutazione condivisa fra alleati e partner di "misure politiche e diplomatiche sostenibili per il ripristino della libertà di navigazione nello stretto e per la ripresa del transito di merci vitali". Non senza ribadire che queste ipotetiche misure potranno entrare in vigore solo dopo "la cessazione delle ostilità" attuali in Medio Oriente. I media d'oltre Manica puntualizzano da parte loro, citando fonti governative, che i Paesi partecipanti - da remoto o in presenza - saranno i 35 firmatari della cosiddetta Dichiarazione di Londra su Hormuz: diffusa nei giorni scorsi da Downing Street e sottoscritta originariamente da sei firmatari (Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone), per poi ottenere l'adesione di una trentina di ulteriori Stati, inclusi alcuni arabi del Golfo.

Pasdaran: "Stretto Hormuz non sarà riaperto da ridicole esibizioni Trumo"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma che la situazione nello Stretto di Hormuz è "saldamente e pienamente" sotto il suo controllo e "non sarà aperta ai nemici di questa nazione dalle ridicole esibizioni del Presidente degli Stati Uniti". Lo riporta Al Jazeera.Poco fa, Trump ha scritto in un post sul social Truth che il presidente iraniano aveva chiesto un cessate il fuoco, aggiungendo che lo prenderà in considerazione "quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro".

Trump: "Nel mio discorso esprimerò disgusto per Nato"

Il presidente americano Donald Trump ha ribadito all'agenzia Reuters di star "assolutamente" valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, e nel suo discorso alla nazione di stanotte, alle 3 italiane, esprimerà il proprio "disgusto" nei confronti dell'Alleanza.

Iran: il 62% americani contrari a invio truppe terra, solo il 14% è favorevole


La stragrande maggioranza degli americani non appoggia un eventuale invio di truppe di terra in Iran, con il 62% che si dichiarano contrari e il 24% che si dicono incerti, mentre solo il 14% che si dichiara favorevole. E' quanto emerge dal sondaggio Economist-You Gov, ripreso oggi dal Washington Post, che cita anche il rilevamento di Ipsos e Ap-Norc secondo il quale un solo americano appoggia l'invio di truppe contro quattro che sono contrari. E' interessante anche notare come anche tra i repubblicani è consistente l'opposizione all'escalation militare di un conflitto che Donald Trump prometteva di poche settimane. Tiepida rispetto ad operazioni di terra è la base più trumpiana, con un 40% di elettori che si definiscono Maga che sostengono l'ipotesi di invio delle truppe, con un 27% che invece si oppone. Ma tra gli elettori repubblicani non Maga l'opposizione alle truppe di terra arriva al 60%, con appena il 30-37% che l'appoggia.

Trump: "Il presidente ci ha appena chiesto cessate fuoco, dipende da Hormuz"

"Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!". Lo ha reso noto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. "Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro - ha detto Trump - Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra!!!".

Idf: "Responsabile Hezbollah per sud Libano ucciso in un raid a Beirut"

Il comandante del Fronte Meridionale di Hezbollah, responsabile delle attività militari del gruppo nel Libano meridionale, Hajj Yusuf Ismail Hashem, è stato ucciso ieri in un attacco della Marina israeliana a Beirut. Lo ha annunciato l'Idf, secondo quanto riportato dal Times of Israel. Secondo una fonte della sicurezza libanese e una fonte di Hezbollah, citate dall'Afp, Hashem era "il capo militare del dossier Iraq". Hashem era un "comandante di alto rango con oltre 40 anni di esperienza e una figura centrale nell'organizzazione terroristica", afferma l'esercito israeliano. 

Trump: "Sto seriamente valutando ritiro dalla Nato"

Il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al Telegraph ha detto di stare "seriamente valutando" la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. Il presidente americano ha definito l'Alleanza, una "tigre di carta" e "anche Putin lo sa".

Doha, missile iraniano colpisce petroliera di QatarEnergy

Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che una petroliera noleggiata dalla compagnia QatarEnergy è stata colpita da un missile iraniano nelle acque territoriali del Qatar. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, il Qatar è stato preso di mira da tre missili dall'Iran, due dei quali sono stati intercettati, mentre il terzo ha colpito la petroliera Aqua 1, senza causare vittime. L'imbarcazione, situata a 31 chilometri a nord del polo industriale di Ras Laffan, ha riportato danni al di sopra della linea di galleggiamento, ma non si sono registrati impatti ambientali. 

Messaggio di Mojtaba Khamenei a Hezbollah: "Vi sosteniamo pienamente"

La Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, in un messaggio al segretario generale di Hezbollah libanese Sheikh Naim Qassem, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo appoggiato dall'Iran contro Stati Uniti e Israele. "L'Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza", aggiungeva il messaggio, secondo quanto riportato da Mehr.

Media: "Emirati pronti a intervenire per aprire con la forza Hormuz"

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri paesi loro alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari arabi. Si tratterebbe del primo Paese del Golfo Persico a entrare nel conflitto, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. A tal proposito gli Emirati - viene spiegato - starebbero esercitando pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotti una risoluzione che autorizzi tale azione. I diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Stati Uniti e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire per raggiungere l'obiettivo. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che l'Iran ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l'intera economia globale

Trump: "Accordo non necessario per la fine della guerra"

"No", non è necessario un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro la Repubblica islamica lo scorso 28 febbraio. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando ai giornalisti alla Casa Bianca. "No, non sono obbligati a raggiungere un accordo", ha detto Trump riferendosi agli iraniani. "Quando avremo la sensazione che siano tornati all'età della pietra e non saranno in grado di sviluppare un'arma nucleare, allora ce ne andremo, con o senza accordo", ha affermato Trump dicendo che "ormai è irrilevante".

Casa Bianca, Trump terrà stasera un discorso alla nazione

Il presidente americano Donald Trump terrà stasera "un discorso alla nazione per fornire un importante aggiornamento sull'Iran". Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt con un post su X. Trump terrà il suo discorso alle 21 ora locale, ha precisato Leavitt, le 3 in Italia.

Iran: droni contro aeroporto Kuwait, vasto incendio

Un attacco con droni ha colpito un serbatoio di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un incendio. L'agenzia di stampa statale Kuna ha dichiarato che l'attacco, avvenuto nelle prime ore di mercoledì, ha innescato un "vasto incendio" all'interno dell'aeroporto. Non risultano esserci feriti. L'aeroporto internazionale del Kuwait era già stato attaccato dall'Iran durante la guerra. L'agenzia Kuna ipotizza che l'attacco possa essere stato lanciato da milizie irachene sostenute dall'Iran con il supporto di Teheran.

Trump: "La guerra in Iran finirà in 2-3 settimane"

Donald Trump ha detto di ritenere che l'operazione militare in Iran finirà "in 2-3 settimane". "Finiremo il lavoro", ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto.

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