Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha rinnovato oggi – nel corso di una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – l’invito a portare il negoziato sulla guerra in Ucraina “a livello di leader”, auspicando che i prossimi incontri multilaterali con la Russia diventino veri vertici fra capi di Stato.
La chiamata è avvenuta alla vigilia di una nuova serie di colloqui tecnici con Washington a Ginevra e di un incontro trilaterale atteso per l’inizio di marzo, e riflette l’urgenza di Kiev di imprimere una svolta politica a un conflitto entrato nel quinto anno. Zelensky ha sottolineato che la volontà politica sui temi territoriali è il principale ostacolo alla pace, mentre gli incontri a Ginevra includeranno anche discussioni sulla ricostruzione post-bellica e sugli scambi di prigionieri.
L'incontro trilaterale sulla soluzione ucraina tra i negoziatori di Mosca, Washington e Kiev è stato rinviato all'inizio di marzo e la sede è attualmente in fase di definizione. Lo ha riferito una fonte alla Tass, dopo che la stessa agenzia aveva dato notizia della possibile ripresa dei colloqui.
Tempi maturi per elevare il formato negoziale?
In una dichiarazione diffusa stasera, Zelensky ha ringraziato Trump per il dialogo e ha ribadito che i colloqui bilaterali e trilaterali devono servire da preparazione per un possibile vertice tra capi di Stato. Nel corso della telefonata hanno partecipato anche gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, segno di un coinvolgimento diplomatico ad alto livello nella fase preparatoria dei negoziati.
Secondo Kiev, il prossimo round di colloqui – previsti a Ginevra e successivamente all’inizio di marzo – potrebbe rappresentare un’opportunità per “elevare il formato” delle discussioni fino all’incontro dei leader. Zelensky ha inoltre smentito le accuse russe secondo cui l’Ucraina cercherebbe armi nucleari, derubricandole a pressioni politiche sul processo negoziale.
I temi chiave
In preparazione ai colloqui di Ginevra ucraini e americani si incontreranno per affrontare temi chiave come la ricostruzione economica e gli scambi di prigionieri – elementi che, se risolti, potrebbero creare terreno per un accordo più ampio. Al momento non è previsto, tuttavia, alcun colloquio tra i presidenti Vladimir Putin e Trump, come ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo che si era diffusa la notizia della chiamata in corso tra Trump e Zelensky.
Kiev stima investimenti per centinaia di miliardi di dollari nella ricostruzione, sottolineando l’entità delle sfide post-belliche. Nel frattempo, il G7 ha rinnovato ieri il sostegno all’Ucraina, riaffermando che ogni soluzione dovrà passare per un dialogo diretto tra le parti, e ha espresso appoggio all’idea di portare i colloqui ai livelli più alti.
Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente russo per gli investimenti, dovrebbe intanto arrivare domani a Ginevra. Lo ha riferito una fonte diplomatica all'agenzia Ria Novosti, secondo cui Dmitriev ha in programma un colloquio con Steve Witkoff e Jared Kushner.
Gli sviluppi sul terreno
La richiesta di un incontro tra leader arriva nel contesto del quarto anniversario dell’invasione russa, celebrato ieri da Zelensky con un discorso in cui ha respinto qualsiasi compromesso territoriale e ha ribadito che l’Ucraina non cederà su sovranità e integrità nazionale.
Parallelamente al fronte diplomatico, il conflitto continua: mentre gli sforzi negoziali procedono, Kiev ha effettuato colpi con droni anche in profondità sul territorio russo, e Mosca ha lanciato attacchi con droni ucraini nella regione di Zaporizhzhia, con
vittime civili. Questa doppia dinamica – offensiva sul campo e pressione diplomatica – riflette ormai l’equilibrio precario tra volontà di pace e condizioni sul terreno che ancora rendono difficile un accordo definitivo.