Ha 40 anni, ma non li dimostra: Scienze Politiche è già nel futuro

Per i suoi primi quarant’anni, come ogni bella signora che riesce ad andare d’accordo con il tempo che passa, si è concessa una festa in compagnia degli amici, dove parlare di futuro, progetti, conquiste. Così ieri alla Facoltà di Scienze Politiche, fondata a Genova nel 1970, c’erano in tanti, se non tutti. Quelli di ieri e quelli di oggi, a parlare di un corso di laurea che ha saputo, più di altri, stare al passo con i tempi per lanciare se non garantire i propri laureati verso il mondo del lavoro. Il titolo del convegno «Le Scienze politiche nel mondo contemporaneo» è già emblematico di come la facoltà, che ha Genova conta oggi 1.900 iscritti, non voglia vivere di rendita, ma esplori sempre nuove frontiere. Lo spiega bene la preside di Facoltà Maria Antonietta Falchi, che chiude con il quarantennale il sesto ed ultimo anno di mandato alla guida di un corso di laurea che ha visto nascere, e che ha contribuito a far crescere come molti suoi colleghi. «Finivo di laurearmi in Giurisprudenza quando la facoltà è nata - spiega -, quindi fa parte della mia vita. E ne ho visto di laureati che sono diventati ambasciatori, amministratori a livello internazionale, che oggi vivono e lavorano a Bruxelles, per esempio, senza contare che molti nostri laureati hanno fatto strada nel mondo della comunicazione e sono, per esempio giornalisti». Il filone di studi internazionalistici ha avuto vasto seguito, ma, come spiegano in facoltà, ultimamente l’interesse per il mondo dell’intermediazione culturale, i diritti umanitari e l’universo delle onlus ha catalizzato l’interesse. Ma sono gli ultimi due corsi istituiti che ne confermano l’attenzione all’attualità: il corso di laurea magistrale in Politiche ed Economia del Mediterraneo nasce dalla constatazione di come sia indispensabile che Genova comprenda il ruolo strategico del Mediterraneo. In secondo luogo, il corso di laurea magistrale interfacoltà in Informazione ed Editoria, co-gestito con la facoltà di Lettere e Filosofia, mette gli studenti in contatto con il variegato mondo della comunicazione e con le ultime frontiere della multimedialità. Con i suoi quarant’anni ben portati Scienze Politiche rifiuta di essere considerata la sorella minore di Giurisprudenza: «Non abbiamo paura di questo, siamo a ben più ampio raggio - dice la preside Falchi, che ben conosce il tormentone -, le classifiche degli atenei italiani ci collocano ai primi porti per le attività in campo internazionale in cui sono inseriti i nostri studenti: la nostra è una formazione completa e moderna». Che ha portato molti a diventare noti come Ilaria Cavo, giornalista di Mediaset, Ilario Nizzo che lavora nella redazione di «Ballarò», Pejman Abdolmohammadi - dottore di ricerca in Comunicazione Politica e docente a contratto per Storia dei Paesi islamici, Alessandro Leto, docente dell'università americana di Lugano e adviser del Ministero degli Affari Esteri. E non dimentichiamo i colleghi Diego Pistacchi e Federico Casabella, firme del Giornale.

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