I 5 milioni di Ruby: la verità sul Giornale in edicola domani

In un'intervista che sarà pubblicata domani l'avvocato Luca Giuliante smentisce il presunto ricatto della ragazza ai danni del premier: "Dev'essere la proiezione di un desiderio elaborato dalla sua fantasia"

I 5 milioni di Ruby: 
la verità sul Giornale 
in edicola domani

Roma - Una giornata di intercettazioni buttate in pasto ai giornali. E iniziano ad arrivare le prime smentite. Uno dei presunti testi che ha fatto più scalpore è una telefonata tra Ruby, la ragazza marocchina al centro dello scandalo, e la madre del suo fidanzato. Durante la conversazione la ragazza avrebbe raccontato di aver chiesto 5 milioni di euro al premier. Tutto falso, solo la vanteria di una ragazzina secondo il legale di Ruby. "Dev’essere la proiezione di un desiderio elaborato dalla sua fantasia. Anch’io, quando gioco al Superenalotto, mi immagino come sarebbe vincere certe cifre. Ruby, e lo dico in modo benevolo, è una ragazza giovane, senza punti di riferimento, incluso il valore delle parole", lo ha dichiarato Luca Giuliante, l'avvocato che ha seguito le pratiche di affidamento di Ruby, in un'intervista che sarà pubblicata sul Giornale di domani.

"Nessun controllo" "Siamo entrate senza alcun tipo di controllo. E' molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri". E' uno scenario confuso, difficile da ricostruire quello che emerge dalle primissime intercettazioni trapelate dall'invito a comparire della procura di Milano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sono solo dei flash. C'è ben poco di chiaro. Le frasi "rubate" non sono conterstualizzate e mancano di enfasi. I particolari, colti tra le righe da chi ha potuto leggere in anticipo le carte, sono tutt'altro che esaustive. D'altra parte lo scopo è proprio questo: creare mistero attorno alle cene organizzate dal premier.

Le intercettazioni agli atti "Siamo entrati senza alcun tipo di controllo". Inizia così la serata. Sono due ragazze a parlare. Una di queste racconta: "E' molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri". Punto. Vogliono dare l'idea di un porto di mare e spingono alla curiosità. E dentro? Ci pensa un'altra ragazza a descrivere i festini nella casa del Cavaliere. Si parla di "desolazione". "Sì, sì - prosegue - l'ho proprio conosciuto per bene. Mi ha presentato a tutti e mi ha dedicato anche una canzone...". E ancora: "E' allucinante. Non sai. Lo chiamano 'amore', 'tesorino'. Non puoi nemmeno immaginare di quello che avviene lì...". Eppure nessuna chiarisce  cosa accada davvero lì. Di sicuro si cena, si canta e si balla. Il premier racconta qualche barzelletta. Niente di più. Ma T.M. rivela a B.V.: "Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano".

"O sei pronta a tutto o te ne vai" Di intercettazione in intercettazione gli atti sembrano chiarire ben poco della dinamica delle cene organizzate a casa del Cavaliere. Una delle invitate avrebbe avvertito un'altra: "O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai". Anche in questo contesto non si chiarisce per niente a cosa le invitate dovrebbero essere pronte. Nella telefonata questo è taciuto. I puntini di sospensione però creano abilmente il malinteso, genera il sospetto e alimentano i dubbi più piccanti. Questo lo scopo delle intercettazioni volutamente gettate in pasto all'opinione pubblica dalla magistratura. A un amico Carlo Ferrigno, per esempio, parla di una tale Maria "mezzo araba" alla quale avevano fatto fare "la danza del ventre" mentre gli altri stavano "a guardarla". Alla fine, sempre secondo quanto si legge nell’intercettazione, Berlusconi le avrebbe regalato "un anello e un bracciale". Secondo le cronache mondane, Corsaro sarebbe un parrucchiere, ex fidanzato di Ruby.

L'età delle ragazze L'accusa si incentra soprattutto sulla giovanissima età delle ragazze che frequentavano le cene e le feste. Ma non è dato sapere se il Cavaliere fosse a conoscenza dei "dati anagrafici" di queste. Anzi, diverse intercettazioni farebbero pensare il contrario. "Frequento casa sua da quando ho 16 anni, ma ho sempre negato tutto per salvaguardarlo", racconta una certa Ru (probabilmente si tratta proprio di Ruby) a Poiana. "Berlusconi pensava che fossi maggiorenne - racconta la ragazza in una telefonata all'amica - pensava che avessi 24 anni, anche perché non li dimostro". "Poi, dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori di casa" perché, aggiunge la ragazza, "io sto cercando di salvaguardare lui, così a me torna in tasca qualcosa...".

Poi spunta il "bunga bunga" Nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione degli uffici del contabile di Berlusconi, c’è pure una intercettazione di una telefonata tra la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi ed Emilio Fede nella quale si parla anche dell'ormai noto "bunga bunga". "Ma tu stai venendo qui?", chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogo dell’appuntamento non prima delle nove e un quarto di sera. Poi aggiunge: "Ho anche due amiche mie...". "Che palle che sei - risponde la Rossi - quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto...".

Cinque milioni per tacere In una telefonata intercettata e pubblicata nella richiesta dei pm, Ruby avrebbe poi raccontato alla madre di Corsaro che il suo "caso è quello che spaventa tutti" dal momento che "sta superando il caso della D’Addario e della Letizia". "Io ho parlato con Silvio e gli ho detto che ne voglio uscire con qualcosa - ammette al telefono - cinque milioni". E spiega: "Cinque milioni a confronto del macchiamento del mio nome...". A Corsaro, invece, la giovane marocchina avrebbe assicuarto di essere tranquilla: "Non siamo preoccupati per niente perchè Silvio mi chiama di continuo".