I biglietti delle Mille Miglia li paga Fantozzi

Botta e risposta tra il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e la «nuova» Cai-Alitalia, che da lui ha rilevato aerei e attività. Notizie sono trapelate sull’intenzione, da parte di Cai, di «autoridursi» la quota da pagare, che dovrebbe essere di 170 milioni. Fantozzi, che sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito, parla di «scorrettezza». Cai ribatte «con sorpresa», sostenendo che ogni comunicazione è stata inoltrata al commissario «rispettando i termini previsti dal contratto». Gli sviluppi sono attesi per i prossimi giorni: tra Fantozzi e i vertici della nuova compagnia non c’è grande feeling, e qui si tratta di giungere a un accordo, previa trattativa. L’alternativa finale sarebbe l’arbitrato. In gennaio l’offerta di Cai accolta dall’amministrazione straordinaria ammontava a 1.052 milioni, di cui 625 in accollo di debiti legati alla flotta (relativi, cioè, ai ratei degli aerei), 48 relativi al programma Mille Miglia (che Cai si è impegnata a onorare, ma a spese del commissario: chi viaggia con i biglietti premio forse non sa che paga Pantalone), 4 milioni di poste varie. In tutto, il contante da versare ammontava a 375 milioni di cui 100 versati alla sottoscrizione dell’accordo, in gennaio, e i rimamenti 275 in tre parti: una alle società minori commissariate (Volare, Az Express, Az Airport e Az Servizi), e due al commissario di Alitalia, una in questi giorni, una nel 2011. La rata attuale è oggetto di conguagli, in base ai quali Alitalia intende versare meno contanti: perché avrebbe pagato spese di varia natura per conto dell’amministrazione straordinaria. Per 43 giorni «caldi» prima del passaggio di proprietà, Cai anticipò 2 milioni di euro al giorno in conto perdite, delle quali oggi chiede il resoconto.
Ieri il presidente Roberto Colaninno ha lasciato intendere che la fusione con Air One per ora non è prevista.

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