"Chi è che è capace di tenersi un singolo nel cassetto per quarant'anni?". La domanda è retorica, almeno per Piero Pelù che la formula, perché la risposta è netta come le fiammate di chitarra di Ghigo Renzulli: i Litfiba. La band fiorentina torna in grande spolvero - discograficamente e con un live tour - dopo 12 anni dalla ultima reunion. E ci sono proprio tutti: con Pelù e Renzulli ("Non smettiamo di fare ciò che ci riesce meglio: provare, litigare, rappacificarci e a ogni discussione crescere come singoli e come band"), il tastierista Antonio Aiazzi e il bassista Gianni Maroccolo. L'occasione è speciale: un singolo in uscita domani - che dopo quattro decenni spiega e completa tutto, la partecipazione al prossimo Concerto del Primo Maggio e un tour che celebra un doppio album storico. Un solo titolo, 17 Re. Era il disco che nel 1986 tracciò la strada per il rock italiano degli anni a seguire ed è la title track che mai venne inserita nel progetto. 17 Re come doveva essere viene simbolicamente completato con questo brano che, spiega Pelù, "non piaceva a nessuno di noi, e non fu inserito. Dodici anni fa continuò a non convincerci, mentre oggi è il momento giusto. Sia chiaro, non è un'operazione nostalgia, perché questa canzone nasce dalle ceneri di quella originale: è cambiata nel ritmo, nel groove, nel testo, ha mantenuto solo l'armonia". E se l'album 17 Re era attuale allora - primo titolo della Trilogia del vittime del potere insieme a Desaparecido e Litfiba 3 - oggi lo è ancora di più. Il singolo parla di dovere della memoria e di "verità sodomizzata": c'è rabbia contro i potenti ma è di quella sana, puramente rock. "Siamo in mano ai prepotenti e a una tecnocrazia assassina prosegue Pelù - e ci metto dentro tutti: Trump, Putin, Netanyahu, gli Ayatollah. Noi artisti possiamo solo schierarci anche se ora solo solo Springsteen ha tirato fuori le unghie".
E ora il "Quarant'anni di 17 Re Tour", al via il 27 giugno da Perugia (già venduti 70mila biglietti), con tappe a Milano (Carroponte il 7 luglio), Rock in Roma (16 luglio), Firenze (23 luglio) fino al 15 agosto, Bellaria.