I numeri Oltre 5mila domande Richieste record per le ucraine

Le vedi per strada a braccetto con nonni e nonnine. Camminano piano, sono ben vestite, praticamente tutte bionde. L’aria è un po’ altera, composta, seria. Danno affidamento. Forse è per questo che molti italiani le vogliono nelle loro case. E i numeri snocciolati dal ministero dell’Interno nel pomeriggio della prima giornata del maxi condono per colf e badanti parlano chiaro: le più gettonate sono le ucraine, seguite a ruota dalle moldave. Distaccate le marocchine (ma forse qui sono più uomini, il dato però ancora non si conosce) che si piazzano al terzo posto seguiti dai lavoratori del Bangladesh. Le città che chiedono di sistemare colf e badanti clandestine sono soprattutto Milano, Roma Napoli, Brescia, Bergamo. Firenze, Torino. In coda Genova, Bari e Treviso. E ieri, alle cinque del pomeriggio, il Viminale segnalava questi dati: 12mila i moduli richiesti per la sanatoria, 5.000 le domande inviate e 4.800 le ricevute notificate. Se il trend di domande dovesse rimanere costante sarebbero sanate, in un mese, ben 360mila posizioni di clandestini. Ma è troppo presto per far di conto. Al Viminale si aspettano molto di più. E la parte del leone la faranno i privati che soltanto ieri hanno inoltrato ben 9.000 domande, seguiti dai comuni, associazioni e patronati, consulenti del lavoro. Lo scoglio informatico sembra essere stato digerito, anche se ieri in serata il sito del ministero andava a rilento e non si riuscivano a scaricare i moduli. L’avvio della sanatoria è stato molto soft. Nulla a che vedere con la sanatoria del 2007 quando nei primi dieci minuti si contarono 9.600 connessioni ogni 60 secondi. Allora, però, c’era il clic day e si aggiudicava la sanatoria chi arrivava prima. Ora non è così. La gente è consapevole di avere tempo un mese per regolarizzare il proprio lavoratore domestico irregolare o che lavora in nero.