I pacifisti involontari sostenitori del terrorismo di Al Qaida

I pacifisti involontari sostenitori  del terrorismo di Al Qaida

I recenti attentati di Londra e Sharm el Sheikh hanno riproposto in tutta la sua drammaticità il problema del terrorismo. A partire dall’11 settembre 2001 siamo stati coinvolti in una vera e propria guerra che probabilmente durerà ancora a lungo.
Questa guerra non vede contrapposti i musulmani ai cristiani o gli arabi agli occidentali, ma un gruppo di terroristi fanatici (che si nascondono dietro la religione islamica) alle civiltà libere e democratiche di tutto il mondo. L’obiettivo di Bin Laden è quello di imporre la legge dell’odio e del terrore in tutto il mondo a partire dal Medio-Oriente ed è per questo che i primi a essere colpiti dal terrorismo sono gli Stati arabi moderati. La strategia di queste organizzazioni terroristiche è chiara: colpire nel cuore dell’Occidente per impaurirci, per influenzare le nostre scelte e per spingere i nostri governi ad abbandonare l’impegno profuso in varie parti del mondo a favore della libertà e della democrazia.
Credo che sia un’utopia pensare che potremo vincere questa guerra con il solo lavoro di intelligence dei servizi segreti. La prima cosa da fare per vincere il terrorismo è intervenire su quegli Stati che, direttamente o indirettamente, appoggiano il terrorismo o che sono delle dittature. In alcune situazioni non ci sono altre soluzioni al di fuori di quella dolorosa della guerra. In quale altra maniera avemmo potuto abbattere il regime talebano o quello di Saddam Hussein? D’altra parte in tutti questi anni nessuno è riuscito a dare una soluzione alternativa alla guerra che non fosse quella del totale immobilismo. Credo che tutti quei «pacifisti» e no-global che da tempo chiedono a gran voce il ritiro dall’Irak e che hanno assunto posizioni anti-americane al di fuori di qualsiasi logica, non hanno capito un granché di ciò che sta succedendo.
Forse non capiscono che così si prestano a fare il gioco dei terroristi, che ci stanno solo indebolendo di fronte a gente che non ha nessuno scrupolo e che è nemica di tutti noi. Il pacifismo in questi anni è diventato involontariamente un alleato prezioso di Al Qaida, uno strumento dei terroristi per fare pressione sui nostri liberi governi.