I pediatri: «Più inquinate le camerette dei bimbi che il parco»

Dentro le nostre case gli agenti tossici risultano essere da 10 a 50 volte superiori rispetto a quelli esterni che troviamo ad esempio in un parco della città. A denunciarlo sono tre pediatri ed l’allarme emerge con certezza dalle conclusioni di un lavoro complesso svolto dalla Usepa (Agenzia statunitense di protezione dell'ambiente) e contrasta con tutti i convincimenti dell'opinione pubblica i quali ritengono che l'aria delle nostre case sia di qualità superiore a quella esterna. A inquinare le stanze dove, soprattutto i bambini, trascorrono la maggior parte del loro tempo ci sono la polvere, le muffe, gli arredi, le vernici, ma anche la miriade di detersivi che si utilizzano giornalmente per lavare i pavimenti o il bucato. E più profumati sono peggio fanno. «Anche se molti effetti di questi inquinanti domestici - spiega uno dei pediatri - sono stati riscontrati solo in seguito a esposizioni di tipo professionale». Tra i maggiori inquinanti casalinghi il tricloroetilene presente nei detersivi e negli smacchiatori, ma anche i cosiddetti Voc (composti organici volatili). I composti attualmente classificati all'interno di questa categoria sono 231 e sono contenuti in colle, vernici, solventi, materiali di costruzione e arredi. Altro che incroci inquinanti. Le crociate antismog bisognerebbe farle tra la cucina e il salotto. Tra un fornello acceso e un mobile antico su cui è stata appena passata la cera anti-polvere, la centralina dell'Arpa andrebbe letteralmente in tilt.