Inchiesta sullo smog, indagati Penati e il sindaco di Legnano

Dopo Formigoni, Podestà e la Moratti tocca anche all'ex presidende della provincia e al sindaco di Lagnano Vitale essere coinvolti nelle indagini partite da un esposto del Codacons. La Moratti: "La situazione non è più grave di quella di altre città". De Corato replica a Boni e Salvini: " Fu un sindaco leghista a riaprire il centro alle auto"

Anche l’ex presidente della Provincia, Filippo Penati, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sullo smog a Milano che già ha coinvolto il suo successore, Guido Podestà, il sindaco Letizia Moratti, e il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Anche a Penati è contestata l’ipotesi di getto di cose pericolose in luogo pubblico. E alla lista si aggiunge anche il sindaco di Legnano Lorenzo Vitali.

L’indagine aveva preso il via da un esposto della Codacons e in questi giorni il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, che coordina l’inchiesta con il pm Giulio Benedetti, ha acquisito una serie di relazioni dai vari enti locali alle quali oggi si è aggiunto lo studio sulla mortalità a breve termine e i livelli di inquinamento di Paolo Crosignani, a capo dell’unità Registro tumori e epidemiologia dell’Istituto dei tumori.

La Moratti Nessuna emergenza smog, o meglio, non di più di quanto non si stia verficando in altre città italiane. Il sindaco prova a spegnere i riflettori accesi sulla serie negativa di giornate di aria fuorilegge difendendo l’operato dell’amministrazione e la validità dei rimedi strutturali. «Non c’è un’emergenza più di quanto non ce ne sia in altre città italiane», ha detto la Moratti. Il sindaco, a margine della posa della prima pietra del Memoriale della Shoah insiste: «altrove i giorni di sforamento sono stati anche superiori ai nostri. Sarebbe interessante sapere se le altre città hanno preso le stesse misure strutturali che abbiamo preso noi». Il sindaco ha quindi ricordato il lavoro per il potenziamento del trasporto pubblico e per l’utilizzo di fonti energetiche alternative concludendo: «tutto quello che abbiamo fatto va nella direzione giusta».

De Corato Il vice sindaco Riccardo De Corato, respinge le accuse sullo smog in città e sottolinea: «Milano non è la città più inquinata nè d’Italia nè d’Europa». «Ieri a Lecco - sostiene - le concentrazioni sono state superiori che a Milano. Anche in altre città la qualità dell’aria non è migliore: dall’inizio dell’anno a Bologna e Modena i giorni di superamento sono stati 15 e a Rimini 16. E ancora 16 a Venezia e 19 a Padova». «Purtroppo - aggiunge - non possiamo fare confronti con altre grandi città come Napoli e Torino perchè i dati non sono aggiornati, forse perchè le condizioni della qualità dell’aria non sono poi così positive?» «Guardando i dati disponibili di alcune città europee - continua De Corato - si evince che le concentrazioni di PM10 sono di molto superiori che a Milano: a Berlino, ieri, sono state di 112 ?g/m3 e Parigi sono state di 119 ?g/m3. Ma in nessuna di queste città italiane od europee ci sono occupazioni del Consiglio Comunale o polemiche così accanite sui giornali come per la nostra città. Come ricorda anche il Presidente della Provincia Guido Podestà siamo tutti preoccupati per questa condizione che riguarda non solo Milano, ma tante città europee. Milano sta combattendo la sua battaglia contro lo smog con azioni strutturali e mirate. Ma il problema dell’aria non riguarda solo noi, ma un territorio più vasto. Una sola città non può essere nè il capro espiratorio, nè la fonte di tutte le soluzioni».

Polemica con la Lega Chiusura al traffico del centro di Milano per combattere lo smog. Il vicesindaco Riccardo De Corato respinge l’invito formalizzato dall’assessore regionale Davide Boni e dall’europarlamentare della Lega, Matteo Salvini, appellandosi alla storia e ricordando che fu Formentini, sindaco leghista, ad «abolire la chiusira al traffico perchè ritenuta inutile». «Il primo settembre del 1988 - ha ricordato De Corato - il centro di Milano venne chiuso dall’allora Sindaco Pillitteri per cercare di combattere lo smog. Peccato che in pochi anni furono più di 66mila i pass rilasciati per accedervi causando così il pressochè totale annullamento dei benefici del provvedimento. Voglio solo rammentare a Salvini che nel 1993 Formentini, sindaco leghista, abolì la chiusura del centro perchè ritenuta inutile. Salvini a quei tempi era gia consigliere comunale ed era favorevole alla riapertura del centro. Negli anni le opinioni possono cambiare, nessuno dice il contrario, ma vorrei invitare Salvini a mettersi d’accordo con se stesso e capire che linea tenere una volta per tutte». Per quanto riguarda poi le possibili soluzioni, De Corato ha ribadito la contrarietà dell’aministrazione ai «provvedimenti emergenziali di pochi giorni» e la preferenza per «azioni strutturali e durature nel tempo, come Ecopass e il potenziamento del trasporto pubblico». «I provvedimenti emergenziali - ha spiegato - non portano benefici duraturi, ma recano solo disagi a gran parte della popolazione».

Formigoni Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, esprime «solidarietà a Penati per l’avviso di garanzia che implacabile e puntuale - scrive - raggiunge lui come ha raggiunto me, il sindaco Moratti e il presidente Podestà, in una farsa che sembra non aver fine». «Congratulazioni al Codacons - conclude Formigoni - che continua nelle sue sceneggiate».

 

 

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