«Indagherò sugli sprechi, voce per voce»

La «finanza creativa» di Filippo Penati gli ha svuotato le casse a suon di consulenze d’oro. E il suo successore a Palazzo Isimbardi, Guido Podestà, non le manda certo a dire a quello che non può essere definito altrimenti che un «presidente sprecone».
Come valuta gli oltre 7,1 milioni di euro in un anno buttati via da Penati in consulenze?
«Sicuramente sono diverse le voci perlomeno discutibili. Troppi soldi sono stati spesi per tematiche lontane dal territorio e dalle esigenze dei cittadini. Una parte di questi sprechi sono stati denunciati in campagna elettorale, per il resto occorrerà indagare voce per voce sulla modalità con cui sono stati spesi i soldi per le consulenze. Lo faremo nelle settimane a venire».
Che cosa farà per non comportarsi come Penati?
«Cercheremo di non prendere cattivi esempi. La polemica sulle consulenze d’oro ci servirà per non ripetere gli stessi errori. Anche se bisogna stare attenti a non generalizzare facendo di tutta l’erba un fascio o lasciandosi andare a facili demagogie».
Che cosa ne pensa dei collaboratori sul turismo a Sesto San Giovanni?
«Ci si chiede perché proprio Sesto San Giovanni e non per esempio Melegnano. Guarda caso, è la città di Penati».
Da mesi l’Unione delle province lombarde chiede più risorse. Ma non si dovrebbe distinguere tra gli enti locali virtuosi e quelli spreconi?
«I minori introiti delle Province dipendono soprattutto dal calo delle entrate legate alla vendita di auto e alle assicurazioni sulla responsabilità civile. Proprio per questo è indispensabile un atteggiamento virtuoso da parte degli amministratori, che devono evitare gli sprechi e utilizzare al meglio le risorse».
Ma la Provincia non ha abbastanza dipendenti, senza dover stipendiare anche dei consulenti?
«Su questo devo ammettere che ci sono situazioni in cui mancano competenze per risolvere i problemi specifici, e dunque diventa necessario ricorrere a collaboratori esterni. Inoltre nel momento in cui la Provincia di Monza si è staccata da Milano, diversi funzionari hanno lasciato Palazzo Isimbardi».
Difficile però non collegare le consulenze al buco da 40 milioni di euro aperto da Penati nelle casse provinciali...
«Ho chiesto ai magistrati della Corte dei conti e ai professori dell’università Bocconi di realizzare una due diligence sui conti provinciali per capire le cause del buco. Dopo aver fotografato la situazione grazie ad autorità indipendenti, darò un giudizio politico su quanto accaduto».

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