Inter, per la squadra gli onori di Palazzo Marino

Il Comune celebrerà così la prima tripletta di una squadra italiana: Champions league, scudetto e Coppa Italia. "Vogliamo anche onorare - ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri - il primato di Milano che grazie ai nerazzurri diventa la città europea più titolata, superando per 10 a 9 Madrid".

Inter, per la squadra gli onori di Palazzo Marino

L’Inter sarà accolta a Palazzo Marino. Il Comune celebrerà così la prima tripletta di una squadra italiana: Champions league, scudetto e Coppa Italia. «Vogliamo anche onorare - ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri - il primato di Milano che grazie ai nerazzurri diventa la città europea più titolata, superando per 10 a 9 Madrid».
L’abbraccio fra i giocatori e i tifosi è stato celebrato invece in una notte che il vecchio glorioso San Siro non aveva mai visto. Una notte di apoteosi che mai si era registrata dopo un successo sportivo, al punto da far impallidire le notti mundial del 1982 e del 2006. Lo stadio Meazza aperto alle 2.30 di notte era riempito da 35-40, forse 50mila tifosi impazziti. Già, perché l’Inter, partita dall’aeroporto madrileno di Barajas alle 3, è arrivata a Malpensa alle 4.58 (con una bandiera tricolore esposta dalla cabina di pilotaggio). Capitan Zanetti e il vicepresidente Angelo Mario Moratti, figlio di Massimo hanno mostrato la coppa dalle grandi orecchie. Mancavano Massimo Moratti, Marco Tronchetti Provera e Mourinho, arrivati con un successivo volo. All’aeroporto il primo bagno di folla, con 4.000 tifosi osannanti, poi in pullman al Meazza e alle 6.07 l’ingresso trionfante in campo di Zanetti e Moratti jr con in mano la Coppa, seguiti da Materazzi, in un tripudio di fumogeni e striscioni. Doppio giro di campo dei giocatori che si scambiavano la coppa: Stankovic fingeva di lanciarla verso il pubblico, Zanetti portato in trionfo dai compagni, Milito osannato come un dio, Thiago Motta saltava come un matto, Lucio roteava la maglia, Samuel passeggiava nel cerchio del centrocampo tenendo per mano le figlie. Zanetti ha poi ringraziato al microfono i tifosi, che hanno però riservato qualche fischio ai giocatori assenti, ma anche un mare di applausi al ricordo di Peppino Prisco e Giacinto Facchetti. E prima, nelle quasi 3 ore di attesa, i volonterosi speaker avevano fatto provare a ripetizione i cori e fatto cantare i due inni nerazzurri mentre sul tabellone andavano i filmati di Madrid e delle partite precedenti. Dopo trenta minuti di pazzia collettiva, mentre il sole compariva all’orizzonte, il rompete le righe, la festa era finita, al termine di una nottata che nessuno in casa Inter, San Siro compreso, potrà mai dimenticare. Anche i residenti della zona 8 che hanno potuto finalmente dormire.

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