Solo Forza Italia tutela ancora famiglie e imprese

È l'unico movimento popolare che può battere la sinistra, anche quella di Renzi

Solo Forza Italia tutela ancora famiglie e imprese

Caro direttore, è diventato ormai quasi lo sport nazionale preferito da parte di commentatori e avversari politici dissertare sullo stato di salute di Forza Italia, definito critico o persino comatoso. Approfitto dell'ospitalità che mi offre per alcune considerazioni.

Desidero anzitutto che si sappia che io non mi annovero tra coloro che nel centrodestra - e credo siano numerosissimi, spero tutti - si starebbero chiedendo in questi giorni «perché non le abbiamo fatte noi le cose che sta facendo il governo Renzi». Oltre alle promesse che si aggiungono quotidianamente ad altre promesse, propalate attraverso la tecnica incalzante, tipica dei fuochi d'artificio tesa solo a catturare consensi immediati, l'ex sindaco di Firenze si muove sulla stessa lunghezza d'onda dei precedenti governi di centrosinistra: le tasse prima di tutto. Per averne un'idea concreta, invito a leggere quanto ha scritto l'autorevole Sole24Ore sull'incremento della tassazione delle rendite finanziarie e dei conti correnti che provocherà un prelievo a carico dei cittadini di 750 milioni nel 2014 che diventeranno 1,1 miliardi nel 2015. Renzi dà ad alcuni e toglie a tutti (bella giustizia sociale!): questa è la verità, che bisogna comunicare agli italiani. Non è la prima volta, per citarne uno, che l'illustre notista del Corriere della Sera, Galli della Loggia, critica legittimamente i risultati ottenuti dai governi Berlusconi e più in generale la società italiana di destra, ma mai si era spinto a certi giudizi catastrofici definitivi, che appaiono inverosimili, oltre che ingenerosi, probabilmente legati strumentalmente alla fase preelettorale, quasi che egli volesse contribuire ad affossare elettoralmente la destra berlusconiana e, di contro, favorire l'ascesa di Renzi, salvatore della patria.

Non mi ritrovo nella tesi che la destra non sia stata capace di esprimere personalità politiche di rilievo, mentre è incontestabile che la crisi attraversata dai partiti si rifletta negativamente sulla politica in generale. Non capisco quindi perché si lancino strali solo sui politici di destra. Quelli di sinistra sarebbero, invece, di eccelsa qualità? Quindi senza colpe sullo stato del Paese? Questa tesi non è credibile e va confutata. Riguardo, poi, al presunto fallimento dell'era berlusconiana, mi pare che prevalga un becero luogo comune.

Sostenere che negli ultimi venti anni - dieci dei quali passati alternativamente con la sinistra al governo - Berlusconi non abbia prodotto nulla non è vero. L'avvento del bipolarismo e dei governi «scelti» dagli elettori, aver riavviato e realizzato (come per l'alta velocità ferroviaria) l'infrastrutturazione del Paese, eliminato le tasse sulla prima casa, sulle successioni e donazioni, aumentato le pensioni minime, detassato gli utili reinvestiti delle aziende e gli straordinari dei dipendenti, riformato il mercato del lavoro con la legge Biagi, avviato con successo il recupero dell'evasione fiscale, lottato seriamente la criminalità (vedi il 41bis) e, non ultimo, approvato le riforme costituzionali nel 2005, che prevedevano anche una drastica riduzione dei parlamentari, affossate poi dal referendum voluto dalla sinistra, sono alcuni significativi e concreti risultati che non autorizzano a parlare di fallimento.

Sono certo, a differenza di quanto sostengono non disinteressati predicatori del verbo, che Forza Italia e Silvio Berlusconi siano ancora l'unico baluardo in difesa del ceto medio, delle imprese, delle famiglie, l'unico movimento popolare che può battere la sinistra anche quella che vuole costruire Renzi e lo saranno ancor più se sapranno incentivare la passione per la politica dei migliori professionisti, dei giovani, delle donne, e di esponenti della cultura, senza rottamare le esperienze di chi questa passione non l'ha persa. Nel tempo della demagogia e del populismo ci vorrà più determinazione per spuntarla ma io sono ottimista.

*senatore di Forza Italia, già ministro nei governi Berlusconi

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