Addio al Senatùr. Non ci sarebbe bisogno di ricordare Umberto Bossi, scomparso ieri a 84 anni nella sua Varese, con una via, anche se partiranno appelli dal centrodestra già dai prossimi giorni. Via Bellerio è diventata per tutti «la sede della Lega», il Carroccio fondato con quel Roberto Bobo Maroni con cui strinse un lungo sodalizio. Prima Lega Autonomista Lombarda, poi Lega Lombarda e nel 1993 solo Lega Nord. Nato a Cassano Magnago, un comune in provincia di Varese, Bossi fu il simbolo della Milano contro «Roma ladrona», fino all'ultimo si è battuto per l'autonomia del Nord, non facendo sconti anche a Matteo Salvini per aver allontanato il partito dalle sue radici nordiste. Ha portato a Palazzo Marino il primo sindaco leghista, Marco Formentini, il 20 giugno del 1993, che chiudeva l'era socialista e il post Tangentopoli. Sostenne Gabriele Albertini nel primo e secondo mandato, ma non mancarono scontri accesi, nel 2001 lo chiamò «la candidata Albertina» che valse all'ex sindaco il primo Tapiro d'Oro di Striscia la Notizia. Alla Capitale riuscì a strappare, anche se per poco, una parte dei centri di potere: nel 2011 Bossi, all'epoca leader della Lega Nord, inaugurò le sedi distaccate di tre dicasteri: Economia, Riforme e Semplificazione.
«L'Umberto. Il Capo. Questa notizia mi dà un dolore grande e mi riempie di tristezza. La Lombardia non ti dimenticherà mai». È il messaggio del governatore leghista Attilio Fontana. «Ci ha lasciato un uomo - sottolinea - che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d'Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. La voce del Nord». Ha «portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l'identità. Valori che non muoiono con lui, perché restano vivi in chi ha creduto e continua a credere in ciò che ha costruito e sempre creduto». Fontana ricorda anche che un paio di anni fa, quando decise di insignirlo della Rosa Camuna, la massima onorificenza della Regione, «qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia». Il sindaco Beppe Sala su X scrive che «le sue posizioni hanno fatto discutere ma la sua passione per la politica era innegabile. Con la sua Lega Umberto Bossi ha lasciato un segno nella storia del nostro Paese».
Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed ex sindaco, esprime «profondo cordoglio» per la sua scomparsa, «è stato un protagonista di primo piano della storia politica italiana degli ultimi decenni.
Ha rappresentato, con determinazione e visione, le stanze di ampie comunità del Nord Italia, contribuendo a segnare una stagione politica significativa per il nostro Paese. Al di là delle differenze politiche, va riconosciuto il suo impegno e il suo ruolo nel rafforzare il dibattito democratico e istituzionale». La Lega ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per oggi.