I centri per migranti in Albania sono stati un’intuizione importante del governo di Giorgia Meloni e, nonostante siano stati spesso ostacolati dalle toghe italiane, sono diventati un elemento chiave per l’imprinting delle nuove norme europee in fatto di gestione dei flussi migratori. La maggior parte dei Paesi europei guardano al progetto sperimentale italiano con curiosità e con interesse, perché il governo è riuscito a incardinare il suo funzionamento all’interno delle leggi nazionali ed europee, trasformandolo in un Cpr per le espulsioni e, in futuro, in un centro di gestione degli ingressi. È una soluzione innovativa, come la cercava l’Europa per far fronte a una situazione diversa rispetto al passato, che a breve potrebbe diventare lo standard dell’Unione europea, anche a fronte del nuovo Patto per le migrazioni.
I centri in Albania "sono un progetto innovativo di cui parla tutta Europa, che infatti ha tarato le sue normative sui nostri centri. Quindi non stiamo sprecando soldi. 'Mare Nostrum', peraltro, è costata molto di più, al di là dell'obiettivo nobile", ha spiegato il ministro Matteo Piantedosi alla presentazione del suo libro, scritto con la giornalista Annalisa Chirico, “Dalla parte delle divise”. I soldi per costruire i centri per il rimpatrio in Albania, ha aggiunto il titolare del Viminale, “li prevediamo come investimento per la sicurezza. Quello dell'Albania è un progetto innovativo di cui parla tutta Europa che ha tarato la nuova regola europea sul modello dei centri fatti in Italia in Albania”. La sicurezza è stato da sempre il perno attorno al quale il governo Meloni ha fatto ruotare i suoi provvedimenti, per arginare una deriva iniziata anni fa che ha portato l’Italia a non essere percepito all’estero come un Paese estremamente sicuro. Nulla di diverso dal resto d’Europa, forse anzi l’Italia è in una condizione migliore rispetto ad altri Paesi, ma è innegabile che fin dai primi anni Dieci del Duemila la percezione sia molto cambiata in Italia.
In materia di sicurezza, ha aggiunto il ministro, “non è escluso che entro la fine della legislatura faremo una sorta di testo unico che unisca i provvedimenti che abbiamo adottato sino ad ora”.
Piantedosi su X ha anche fatto il punto, snocciolando qualche dato: “41 persone arrestate, 221 kg di droga sequestrati, 54 migranti irregolari espulsi, 27 trattenuti in Cpr e 10 rimpatriati nel loro Paese d'origine: questo il bilancio dell'attività della Polizia di Stato a Bologna nel mese di aprile. Numeri che confermano l'efficacia delle misure messe in campo per rafforzare il presidio del territorio, con azioni mirate al contrasto dei fenomeni criminali e dell'immigrazione clandestina”.