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"Ong hanno stessi interessi degli scafisti". Meloni invoca la legalità

Giorgia Meloni ha sottolineato il ruolo delle Ong nel fenomeno migratorio dal nord Africa e rimarcato la necessità di ritrovare la legalità

"Ong hanno stessi interessi degli scafisti". Meloni invoca la legalità

Giorgia Meloni ha deciso di andare dritta per la sua strada per la riorganizzazione della gestione dei migranti e di non lasciarsi intimidire dalle rimostranze della sinistra e dalle minacce della Francia e sia sui migranti che sulle Ong non arretra. In un'intervista rilasciata al Corriere della sera, il presidente del Consiglio ha rimarcato il suo impegno per riportare la legalità nel nostro Paese, cercando di trovare una soluzione al fenomeno migratorio. Una soluzione che non sia bloccare gli arrivi ma le partenze, riprendendo un progetto dell'Unione europea da anni dimenticato.

Nel corso dell'intervista, il premier ha riportato un dato comunicato da Frontex, l'agenzia europea dei migranti, che in diverse occasioni ha denunciato il fattore pull-factor delle Ong in mare per le partenze dal nord Africa. "Non sono io ma l'agenzia europea Frontex a dire che alcune Ong rappresentano un fattore di spinta dei flussi di migranti illegali, con conseguenze sia sugli arrivi che sui morti in mare. Penso che uno Stato serio non possa tollerare questi fenomeni di illegalità", ha dichiarato Giorgia Meloni, ribadendo la natura delle sue azioni fin dal suo insediamento.

Per quanto i migranti che vengono sbarcati in Italia dalle Ong siano una minoranza (tra il 15 e il 18%) di quelli che complessivamente arrivano sulle coste del nostro Paese, resta la necessità di dare una forma di legalità ai loro interventi. Non solo perché un Paese ha il diritto di pretendere il rispetto delle leggi sulla base del principio di sovranità e di democrazia ma anche perché è necessario ridurre i morti in mare e gli ingressi illegali, ora gestiti dalla malavita e dagli scafisti. "L'approccio di alcune Ong, che svolgono una attività prevalentemente ideologica che ha poco a che fare con le norme del diritto internazionale in tema di salvataggio in mare, trova una naturale convergenza con gli interessi degli scafisti", ha spiegato Giorgia Meloni.

Quelle del presidente del Consiglio sono parole molto dure e molto forti, che si basano su quanto emerso da anni. Il caos dell'accoglienza, in Italia e in Europa, rischia di diventare un boomerang non solo per i Paesi che si trovano costretti a far entrare chiunque sul loro territorio, con un evidente rischio per la sicurezza, ma anche per gli stessi migranti che rischiano di non poter accedere al servizio di assistenza, qualora ne avessero diritto. "Con questa gestione del fenomeno si finisce per aiutare non chi ha più bisogno ma chi ha i soldi per pagare i trafficanti. Non vanno poi sottovalutati i numeri: nel 2022 sono sbarcate illegalmente in Italia poco meno di 100 mila persone, che si sommano a quelle registrate ogni anno, da dieci anni a questa parte", ha sottolineato la Meloni, rimarcando una situazione di emergenza che in Italia si protrae da troppi anni.

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