Alfano: "La sinistra non ci toglierà mai l'orgoglio di essere berlusconiani"

Il vicepremier Angelino Alfano: "Noi siamo molto responsabili e al tempo stesso molto orgogliosi, non permetteremo che l'orgoglio della nostra storia venga calpestato. Sappia la sinistra che il Pdl e Forza Italia è un monolite a difesa di Silvio Berlusconi"

Alfano: "La sinistra non ci toglierà mai l'orgoglio di essere berlusconiani"

Non ci sono più posti a sedere, all'interno del teatro Biribissi di Sanremo, quando arriva il vice presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Il segretario del Pdl attraversa il la platea tra gli applausi per raggiungere il palco dove viene intervistato dal direttore del Giornale Alessandro Sallusti e dal direttore di Studio Aperto e del Tg4 Giovanni Toti. Tra i molti ospiti illustri in platea anche l'ex ministro Claudio Scajola.

“Io incontro moltissima gente del mio partito e mi rendo conto di una cosa – attacca Alfano -: la sinistra ha sempre la pretesa di aver ragione, ma quando frequento i nostri mi accorgo che noi abbiamo un problema opposto cioè una difficoltà a vincere il nostro complesso di superiorità. Noi siamo gli eredi di chi ha avuto ragione nella storia. Non siamo noi che abbiamo cambiato nome... Quando questi qui che ci danno lezioni io mi chiedo: dove hanno vinto questa cattedra? Sapete perché ce l'hanno ora ancor di più con Berlusconi e in giunta si comportano come alla finale di coppa del mondo? Perché vogliono toglierci l'orgoglio e la fierezza di questi vent'anni. Non ci toglieranno mai l'orgoglio di essere stati azzurri, berlusconiani e di Forza Italia. Noi rivendichiamo la storia di questi anni. Abbiamo scelto due parole chiave: l'Italia e la libertà. La sinistra è quasi triste di aver eliminato, l'Imu, di aver tolto una tassa. Ma come fanno?”

La palla passa al direttore Toti: “Tu sei qua come segretario politico e ministro. Ma c'è un attacco politico al leader del Pdl che non può restare senza risposta. Come se ne esce?”
“Noi siamo molto responsabili e al tempo stesso molto orgogliosi, non permetteremo che l'orgoglio della nostra storia venga calpestato. Sappia la sinistra che il Pdl e Forza Italia sono un monolite a difesa di Silvio Berlusconi. Vedete i sondaggi, vi rendete conto che l'uomo per il quale si discute la decadenza è l'uomo che guida la coalizione che è in vantaggio in tutti i sondaggi. Per questo crediamo che ci sia una grande questione di rappresentanza. Berlusconi sta al Senato non per prendere lo stipendio da senatore ma per rappresentare quei milioni di cittadini che lo hanno votato a febbraio e per quegli altri milioni, ancora di più, che oggi, lo voterebbero”.

Sallusti: “E' possibile che per garantire la stabilità ci siano altri governi dopo questo?”
“Se dovesse esserci un altro governo – risponde Alfano, sarebbe per forza di estrema sinistra. L'Italia credo che non lo voglia un governo con Sel o i grillini”.

Toti: “Se Berlusconi decade il Pdl lascia il governo?”
"Noi non accettiamo altri governi in questa legislatura. Si tolgano dalla testa di trovare transfughi del Pdl disponibili a fare gli stupidi sostenitori di un governo di sinistra. Il Cavaliere mi ha ribadito che la decisione è presa e che a giorni ci sarà l'annuncio ufficiale della rinascita di Forza Italia”.

“Come si può rilanciare Forza Italia con un Berlusconi non agibile?”, chiede il direttore del Giornale.
“Il caso Berlusconi non è ancora chiuso – risponde il ministro -. Lui avrà ancora tanta voce per riaffermare le proprie buone ragioni. In democrazia qualunque sia lo status di una persona non si può zittire la sua voce e sono certissimo che il Presidente, in qualunque modo, riuscirà a fare sentire la sua voce. Noi siamo ancora una volta a un bivio tra una ricetta e l'altra. L'Europa deve rendersi conto – per esempio sull'immigrazione – che il grande fenomeno migratorio non è solo un fatto italiano. E l'Italia non può avere sulle proprie spalle un tale carico. Così come noi non potremo accettare che lo Stato non faccia lo Stato. Pensiamo alla Tav, per esempio. La grande opera non può essere feramata a suon di bombe da delinquenti. Queste sono idee di centro destra. Noi siamo per ridurre la spesa pubblica improduttiva e il debito pubblico per poter diminuire le tasse. In tutti questi anni noi ci abbiamo sempre provato e, in alcuni casi, ci siamo anche riusciti. Se vinceremo ancora una volta gli italiani staranno certi che nessuno avrà in mente di aumentare le tasse”.

Sallusti: “Tra destra e sinistra c'è un terzo incomodo. Cosa pensa dei grillini? Rimarranno un terzo incomodo? Oppure è un fenomeno?”
“Non mi sono accorto di grandi proposte, forse sono stati troppo intenti a raccogliere gli scontrini... Non ho visto un grande slancio riformatore. Credo che continueranno a raccogliere gli scontrini”.

Toti: “L'Iva? La seconda rata dell'Imu?”
“Abbiamo inciso fortemente nell'agenda del governo. Ora dobbiamo evitare l'aumento dell'Iva, è fondamentale. Poi ci sono un sacco di soldi di spesa pubblica improduttiva che si possono tagliare”.

Toti: “Per la seconda volta la storia italiana rischia di avere un cambiamento traumatico e per la seconda volta la politica viene decisa dalla magistratura. Forse la riforma principale è come rendere indipendente la politica da condizionamenti esterni?”
"Noi ci abbiamo provato ma i nostri alleati ci hanno sabotato. Nome e cognome lo conoscete, ora è anche uscito di scena e non voglio quindi parlarne. Noi nel cdm avevamo approvato la riforma costituzionale della giustizia e un pezzo del nostro governo ce l'ha sabotata. In quella riforma c'era l'idea della bilancia della giustizia. Mettendo l'avvocato della accusa e della difesa sui due piatti e il giudice come perno centrale, cioè equidistante dall'una e dall'altra parte”.

Sallusti: “Lei non teme che al di la di qualsiasi intesa venga raggiunta quel giorno in cui Berlusconi decade qualsiasi procuratore della Repubblica può continuare a quello che ha fatto. Che lo può prendere e portare in carcere”.
“Io sono ottimista perché ho una convinzione: che il futuro in Italia è dei moderati. E' evidente che l'ottimismo in materia giudiziaria, nel nostro Paese, è ottimismo mal posto, ma mi rifiuto pensare che si possa privare della libertà un uomo come Berlusconi che ha sempre servito il Paese”.

Toti: “La riforma della giustizia sarà nel prossimo programma?”
“Certo, campeggerà a caratteri cubitali”.

Toti: “Il Pd non si rende conto che togliere l'immunità è stato sbagliato? Il Pd in congresso sarà ancora un interlocutore?”
“Il Pd si rende conto che la giustizia non funziona, ma se ne avvantaggia. Già adesso tante cose strane che fanno a sinistra perché sono sotto congresso. Ma il conto delle loro vicende congressuali non possono farlo pagare al governo”.

Sallusti: “Immagino anche la difficoltà di aver come interlocutori non un partito, ma più partiti. Quanti Pd incontra?”
“Io non incontro nessun Pd. Non ho un grande dialogo. Loro non hanno smesso di considerarci degli avversari politici e, se e mi è permesso, la cosa è reciproca”.

Sallusti: “Un'ultima domanda: quando è che dovremo aspettarci che accada qualcosa che sblocca questa situazione?”
“Noi faremo di tutto perché Berlusconi abbia un grande partito al servizio di un grande Paese e al servizio della causa della libertà di Berlusconi. Dobbiamo fare di tutto per far capire che non c'è in gioco il destino di un uomo né quello di un seggio, ma la fine della seconda Repubblica. Nel 1994 il piano non arrivò a buon esito perché arrivo Berlusconi, proprio quando Occhetto stava per prendere il potere. Vogliono riprovarci e io con la massima serenità dico loro che sono al punto di partenza: nel 94 trovarono Silvio Berlusconi e ora se lo trovano ancora davanti”.