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Anche la cultura usata per fare cassa

Battaglia in Consiglio sulla delibera che aumenta le tariffe dei musei comunali

Anche la cultura usata per fare cassa
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Dovrà passare l'esame dell'aula la delibera che aumenterà fino a 15 euro le tariffe nei musei civici a partire dall'anno in corso. Si tratta della delibera del 2024, che è già stata discussa in commissione cultura, in sede di bilancio di previsone 2026, e che ieri è approdata in aula per gli emendamenti e il via libera. L'obiettivo è chiaro: portare in cassa 2 milioni di euro in più, anche se l'assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi la definisce «il modo in cui la città sceglie di accompagnare la crescita degli istituti culturali milanesi», ma tant'è. Il bilancio per la cultura rappresenta lo 0,1% dell'intero bilancio comunale da 4 miliardi di euro a dimostrazione «della mancanza di consapevolezza della straordinarietà del patrimonio cittadino» sottoliena Riccardo Truppo, capogruppo di FdI.

Le tariffe previste oscillano da un minimo di 5 a un massimo di 15 euro per gli attuali sei poli a pagamento (Musei del Castello Sforzesco, Museo del Novecento, Museo di Storia naturale, Acquario civico, Gam e Museo archeologico), anche se non specifica le singole tariffe che saranno oggetto di un'ulteriore delibera. La vera «stangata» è l'introduzione del biglietto di ingresso per le istituzioni gratuite come la collezione permanente del Museo delle culture, il Museo del Risorgimento, il museo di Palazzo Morando e Casa Boschi Di Stefano. Rimangono gratuiti lo Studio museo Francesco Messina e la cripta di San Giovanni in Conca.

L'incasso annuale dalla vendita dei biglietti ammonta a 3 milioni di euro e con questo nuovo sistema la previsione è di incrementare gli incassi di 2 milioni all'anno. «I musei civici sono diventati qualcosa di diverso: più frequentati, più curati, più presenti nella vita della città. Il dato più evidente è quello dei visitatori - spiega Sacchi - : nel 2024 abbiamo superato i 3,2 milioni di ingressi tra collezioni permanenti e mostre, e nel 2025 i visitatori dei soli musei sono stati oltre 1,7 milioni (+4% sul 2024)». Non solo, l'assessore rivendica anche la riqualificazione per 24 milioni di euro coplessivi, della Sala delle Asse - di cui a breve sarà visitabile il cantiere - il riallestimento delle collezioni del Novecento, Palazzo Morando e alla GAM, la nascita del CASVA come centro permanente di documentazione visiva. Così l'apertura della Sala della Specie Umana al Museo di Storia Naturale.

Nel 2014 la tariffa era passata da 3 euro a 5 per tutti i musei. Dal 2026 non ci sarà più una tariffa unica ma i ticket, come detto, oscilleranno tra i 5 e 15 euro. Under 18 e disabili con accompagnatori continueranno ad avere diritto a non pagare l'ingresso mentre i visitatori tra i 18 e i 25 anni e gli over 65 avranno il biglietto ridotto al 50% anzichè al 40%. Alla prima domenica del mese, quando rimane confermato l'ingresso libero a tutti i musei, compresi quelli comunali, si aggiunge il secondo martedì del mese con gratuità per tutti i giovani under 26.

Rimane alla stessa tariffa la Milano Musei Card che consente, con 15 euro, l'ingresso illimitato a tutti i civici per un anno e uno sconto del 20% per le mostre di Palazzo Reale, Fabbrica del Vapore e Pac.

Ma la Lega, che annuncia un centinaio di emendamenti, attacca l'ennsimo aumento deille tariffe, trand costante della centrosinistra e chiede uno modulazione dei ticket sulla base dell'Isee delle famiglie, riduzioni per i milanesi residenti e per le famiglie.

Per il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico che rivendica il reinvestimento di queste nuove risorse per finanziare progetti educativi e inclusivi e migliorare l'accessibilità dei musei stessi. All'attacco sulla qualità dell'offerta dei musei civici, l'incapacità di mettere in rete le risorse e la valorizzazione dei tesori cittadini, Truppo (FdI).

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