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"Sono molte le donne in carcere...": il post di Ilaria Salis sul caso Minetti

L’europarlamentare mette in mezzo anche il Dl Sicurezza che prevede il carcere anche per le donne in stato di gravidanza, a determinate condizioni

"Sono molte le donne in carcere...": il post di Ilaria Salis sul caso Minetti
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La legislatura al parlamento europeo di Ilaria Salis verrà probabilmente ricordata per gli interventi non necessari sui social, come l’ultimo dedicato a Nicole Minetti. L’ex consigliere della Regione Lombardia, solo poche settimane fa, ha ottenuto la grazia dal presidente Sergio Mattarella per gravissimi motivi familiari. Già quando era emersa la notizia, si era scatenata la polemica da parte della sinistra, al punto che dovette intervenire il presidente della Repubblica, attraverso i canali del Quirinale, per mettere un freno alle illazioni e spiegare che a centro di quella decisione, per una condanna comunque bassa a 3 anni e 11 mesi da scontare ai servizi sociali, c’erano gli interessi di salute primari di un minore.

Ora, con le nuove presunte rivelazioni de il Fatto Quotidiano, tutte ancora da dimostrare, per le quali sono stati chiesti approfondimenti urgenti, Salis si è buttata a capofitto su questa storia per prendere i soliti like dalla sinistra rancorosa che vorrebbe Minetti a marcire in prigione. “Sono molte le persone – donne e non solo – che si trovano in carcere, o rischiano di finirci, e hanno minori a carico, bisognosi di cura e vicinanza. Auspico che le “motivazioni umanitarie” alla base della grazia concessa a Nicole Minetti possano essere considerate anche per le persone comuni, quelle prive di relazioni influenti, di buoni avvocati e di risorse economiche”, scrive Salis. Evidentemente, l’europarlamentare di Avs non è a conoscenza del fatto che la motivazione per la concessione della grazia a Minetti non sia ad personam e, quindi, applicabile, e applicata, già ad altri soggetti nelle medesime condizioni e con il medesimo status.

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Ma, non paga, Salis mette in mezzo pure il dl Sicurezza: “Incredibile come invece il decreto sicurezza preveda la possibilità di detenere persino le donne incinte”. Incredibile insomma, visto e considerato il contesto in cui si inserisce, ossia quello dei borseggi e delle borseggiatrici che operano spesso in stato di gravidanza forti del fatto che per la legge, nella maggior parte dei casi, non entrano in carcere. Ma questo non si capisce che attinenza possa avere col caso Minetti. “Non so se – come si sta giustamente discutendo in queste ore – i fatti alla base delle motivazioni della grazia concessa alla Minetti fossero fondati o meno: resto garantista, fino a prova contraria.

Il punto che ora vorrei sottolineare è un altro: pur se non potenti come Nicole Minetti, ci sono molte donne e persone sconosciute, soprattutto tra le classi popolari, che meritano la stessa, sacrosanta attenzione e sensibilità umanitaria”, ha concluso. E probabilmente, quelle persone, nel momento in cui la richiesta di grazia, se hanno le stesse prerogative di minetti, o perfino più gravi, ottengono lo stesso risultato. Senza polemiche benaltriste e populiste.

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