Apre Carfagna poi tocca a Tony Blair

L’Africa da aiutare senza pietismi, l’economia che ponga l’uomo al centro, la conoscenza come base, «avvenimento» della politica che consente di scavalcare le ideologie che frenano il mondo. L’edizione 2009 del Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini che parte oggi ha un legame stretto con L’Aquila e il messaggio del G8, con quella straordinaria rivoluzione messa in atto dai potenti del pianeta nella città dell’ultimo grande terremoto, e che tutti hanno riassunto con la parola «speranza» dopo la crisi.
Il pensatoio di Cl «per l’amicizia fra i popoli» festeggia i trent’anni di vita e dunque avrà lo schema del grande evento con un panorama di spettacoli che prevede una serata dedicata alle musiche di Ennio Morricone (domani), il concerto di Enzo Jannacci (il 26 agosto) e un dopocena di festeggiamenti (l’ultima sera, il 28) per i 90 anni di età «e i trent’anni di amicizia» di Giulio Andreotti. Ma il palcoscenico ciellino pare intenzionato soprattutto a mantenere una continuità con il messaggio di Coppito, dal clima, agli aiuti al terzo mondo: più attento al «cuore», per dirla con le parole di Barack Obama. Al Meeting tutto è tentativo di rendere l’etica motore dell’economia, degli aiuti alle Nazioni povere, dell’educazione. Conferma il ministro degli Esteri Franco Frattini, ospite oggi a un dibattito sugli aiuti ai Paesi poveri, «dimenticati»: «All’Aquila sono state gettate basi importanti su cui costruire un futuro migliore per il continente africano». L’onore di aprire la settimana va però a Mara Carfagna, la prima a parlare, alle 15, con una tavola rotonda sul lavoro.
Non solo Africa e welfare, ma anche energia, agricoltura e economia saranno i temi forti della kermesse, con 9 ministri (da Alfano a Zaia, da Calderoli alla Gelmini, a Sacconi e Scajola) e un curioso avvicendamento sul palco di Rimini tra il governatore di Bankitalia Mario Draghi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. I numeri: 116 incontri, 299 relatori, 26 spettacoli e 8 mostre.
Gli ospiti internazionali: Tony Blair, il filosofo Rémi Brague, i premi Nobel per la fisica John Mather e Charles Townes, l’ex governatore della Florida Jeb Bush. Ci sarà anche James Murdoch, il figlio di Rupert. Per l’opposizione si vedranno il candidato segretario del Pd Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. È il consueto tentativo di sintesi del Meeting che quest’anno azzarda alternanze tra nemici (Draghi-Tremonti), punti di contatto tra San Paolo e i teoremi della fisica, un dibattito sull’Aids e una denuncia sui cristiani perseguitati nel mondo, discussioni tra banche e assicurazioni compresa la «rossa» Unipol. Il Papa ha inviato il tradizionale saluto attraverso il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone: nella ricerca di una conoscenza obiettiva, l’ideale - è scritto - non è «il distacco e l’assenza di coinvolgimento», ma «un coinvolgimento adeguato con l’oggetto, atto a far giungere a chi interroga la conoscenza il suo specifico messaggio». La «conoscenza è sempre un avvenimento», è lo slogan di questo Meeting. EFo

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