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In aula al funerale di Napolitano, ma non tra gli ex premier: il giallo su Renzi

Il leader di Italia Viva è arrivato a cerimonia iniziata a causa del ritardo dell'aereo che lo riportava a Roma dagli Stati Uniti

In aula al funerale di Napolitano, ma non tra gli ex premier: il giallo su Renzi

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In aula al funerale di Napolitano, ma non tra gli ex premier: il giallo su Renzi

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La politica italiana e internazionale si è riunita alla Camera dei Deputati per l'ultimo saluto a Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica emerito si è spento lo scorso venerdì all'età di 98 anni e i funerali di Stato laici hanno visto la partecipazione delle massime autorità nostrane. Da Prodi a D'Alema, passando per Monti e Letta, tanti gli ex premier presenti in aula, seduti l'uno accanto all'altro in seconda fila, la stessa degli ex presidenti delle Camere. Ma non è passata inosservata un'assenza: quella di Matteo Renzi.

Il leader di Italia Viva è arrivato nell'aula di Montecitorio alle ore 12.35, a cerimonia già iniziata. Secondo quanto reso noto, ha fatto ritardo l'aereo che lo riportava a Roma dagli Stati Uniti. Da qui - evidentemente - la decisione di sedersi in un posto laterale della Camera, a differenza di quanto previsto dal protocollo. Un dettaglio che ha incuriosito molti utenti dei social network, tant'è che qualcuno ha iniziato a parlare di "giallo Renzi".

Il senatore di Rignano è stato uno dei presidenti del Consiglio nominati durante gli anni di Napolitano al Quirinale e il leader di Italia Viva nelle ultime ore ha ricordato alcuni momenti."Il turn-over con Letta un ricordo carico di emozioni incancellabili. Ma anche di dubbi. Oggi tutti raccontano lo 'stai sereno', ma in realtà il passaggio fu tutt'altro che scontato. Napolitano si convinse gradualmente a darmi l'incarico, ma la verità è che non ero la sua scelta in prima battuta. Tuttavia dal giorno dell'incarico il suo sostegno è stato decisivo", le sue parole ai microfoni del Qn.

Soffermandosi sull'impronta lasciata da Napolitano, Renzi ha sottolineato che ha interpretato il suo mandato in modo diverso da Ciampi o anche da quello che poi ha incarnato Mattarella:"Napolitano ha lavorato tutta la vita a un percorso riformatore che non sempre si è concluso positivamente". E non sono mancate le critiche:"Mi ha criticato molte volte, dall'amnistia alle elezioni del 2018. Non le mandava a dire, ed era comunque un piacere confrontarsi con lui anche quando non la si pensava allo stesso modo. Sul referendum lui criticò un eccesso di populismo nella campagna pubblicitaria. Ma era un convinto sostenitore del progetto costituzionale".

Due gli episodi rimasti impressi, il primo quando seguirono fianco a fianco il voto per Mattarella: "Era terrorizzato per il rischio di un nuovo fallimento come quello di Bersani del 2013: vedere Mattarella arrivare al quorum lo rese felice". Poi l'inaugurazione di Expo:"Era stata una scommessa la scelta di andare avanti nonostante le polemiche e alcuni scandali giudiziari. Napolitano mi aveva promesso che sarebbe venuto all'inaugurazione anche se non presidente. Un gesto bellissimo".

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