Boldrini: "No a Miss Italia è scelta moderna e civile"

Per il presidente della Camera la rinuncia Rai a Miss Italia è una scelta civile. E poi invoca una legge sulla pubblicità

Boldrini: "No a Miss Italia è scelta moderna e civile"

Che sia rivoluzionaria, è innegabile. Da quando è diventata presidente della Camera, Laura Boldrini ha subito puntato sulle dichiarazioni e sulle azioni ad effetto. Dall'annuncio della drastica riduzione del proprio stipendio alla promessa – fatta in diretta televisiva su Ballarò – di rivedere la remunerazione dei dipendenti della Camera, passando per il discorso di insediamento, tutto incentrato sulla rivalutazione della donna, sul ripristino della moralità, sulla lotta al razzismo e al machismo.

Tutto si può dire, meno che l'ex Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati non sia loquace. Peccato che a volte alle parole non siano seguiti i fatti. Solo per fare un esempio, dal famigerato taglio del 30% dello stipendio alla fine si è passati a un taglio reale del 7% circa, senza considerare che le buste paga rimangono segrete, alla faccia della trasparenza. Stessa situazione, se non peggiore, in merito al taglio degli stipendi dei dipendenti della Camera. Al momento è ancora tutto fermo e, come ha rilevato l'Espresso, l'unica proposta in merito prevederebbe tagli complessivi del 3% e pensione anticipata.

Ma la vera rivoluzione la Boldrini la fa con le dichiarazioni alla stampa e con le partecipazioni a convegni. In compenso alla Camera le presenze sono scarse, pari al 28%, più o meno come quelle di Fini e Casini, tanto per mantenere qualche tradizione. A parte questo, l'esponente di Sel è un profluvio di dichiarazioni: femminicidio, ruolo della donna, ius soli, rifugiati, flussi migratori, internet e democrazia. Tutti temi cari alla sinistra radicale di Nichi Vendola. L'ultima uscita riguarda Miss Italia. La Presidente della Camera ha definito “una scelta moderna e civile” quella della Rai di rinunciare a mandare in onda il concorso di bellezza.

Per la Boldrini “solo il 2% in tv esprime pareri, parla. Il resto è muto, a volte svestito, le ragazze italiane debbono poter andare in tv senza sfilare con un numero. Hanno altri talenti”. Da qui, la sua speranza: “Mi auguro che faccia da calamita a tutte le altre tv e network”. Insomma, la rivoluzione boldriniana vuol trasformare la tv da cattiva maestra a “buona talebana”. Anche la pubblicità deve essere trasformata culturalmente “per rappresentare la donna non più in base al solito stereotipo madre o prostituta” perché “in giro per l’Europa non è abituale usare donne seminude per vendere yogurt, televisori, valigie così come all’estero sarebbe difficile vedere in onda uno spot in cui papà e bambini stanno seduti a tavola, mentre la mamma in piedi serve tutti. Da noi è normale che la donna debba servire”.

Prima delle lezioni televisive è stata la volta di quelle sul web (condite da una sfilza di polemiche) esternate in una intervista a Repubblica in cui, a seguito delle offese ricevute su internet, il presidente della Camera ha invocato nuove regole. C'è stata poi quella che probabilmente è la principale mission della Boldrini: la battaglia sui diritti degli immigrati. Una battaglia così accorata e sentita che l'Adnkronos, raccogliendo la sollecitazione del presidente della Camera, si è sentita in dovere di cancellare il termine clandestino. Un giorno sì e l'altro pure la Boldrini non si stanca di ricordare la necessità di cambiare le leggi sull'immigrazione e di difendere lo ius soli. Instancabile, anche per difendere i diritti del mondo omosessuale. Al Gay Pride di Palermo era in prima fila per le vie del centro. Difende i più svantaggiati, la Boldrini. E questo le fa sicuramente onore. Peccato però che, quando sarebbe stato apprezzabile difendere donne appartenenti allo schieramento politico avverso (vedi gli insulti alla Carfagna), il presidente della Camera abbia preferito tacere, scatenando le ire del Pdl. Ma questo rientra nel mantenimento delle tradizioni: due pesi e due misure.

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