Il Partito democratico ci riprova e dopo il fallimento nel chiedere la revoca dell’autorizzazione alla manifestazione (pacifica, a differenza di altre) dei Patrioti europei e della Lega a Milano, ora tenta di impedire che a Bologna si svolga la manifestazione promossa per sabato in piazza Galvani a Bologna dal Comitato “Remigrazione e riconquista”. Si tratta di un presidio che è già stato autorizzato, che forse verrà spostato, ma che comunque non ha al momento ragione di essere bloccato come chiede la sinistra.
Si tratta di un evento che “la nostra città si meriterebbe venisse impedito”, ha dichiarato nell’Aula del Consiglio comunale il consigliere dem Maurizio Gaigher. Il presidio di sabato “non costituisce un fatto isolato ma fa riferimento a una precisa operazione politica, che prova a spostare i confini del dibattito pubblico legittimando parole e concetti che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati inaccettabili”, ha aggiunto, sottolineando che “non stiamo discutendo solo di ordine pubblico o della gestione di un semplice e banale corteo: stiamo discutendo di quale idea di società vogliamo legittimare e qui la politica non può nascondersi”. Se il problema è l’ordine pubblico, allora lo sguardo dev’essere spostato da chi sarà in piazza in presidio per la remigrazione e chi, invece, ha già annunciato che vuole impedirlo, perché la minaccia di disordini provenienti dalla parte antagonista non può ripercuotersi sull’altra, che finora è sempre stata pacifica. I temi trattati possono piacere o meno, possono anche essere considerati immorali, ma il ruolo delle autorità non è quello della polizia morale che legittima o meno “un’idea di società”.
Ma per rafforzare la propria richiesta, il dem si è perfino appellato a FdI e Lega, invitandole a unirsi “ all'appello delle forze democratiche della città, chiediamo insieme che questo corteo non si svolga, perché i suoi contenuti non sono neutri e rischiano di produrre conseguenze molto concrete sul piano della convivenza civile. Non è una questione ideologica, è una questione di responsabilità istituzionale”. Sembra quasi che FdI e Lega vengano tenute fuori dal recinto delle forze democratiche, per come viene presentata, ma da Fratelli d’Italia è arrivato un secco no: “Fratelli d’Italia come forza democratica della città respinge al mittente le richieste avanzate da chi scende in piazza con chi spacca le vetrine, aggredisce le forze dell’ordine e offende le istituzioni con atti di violenza e continue aggressioni. Fratelli d'Italia non rilascia patenti di democrazia. Ricordiamo che le patenti di democrazia, le danno gli elettori. Auspichiamo che quelle forze estremiste, numerose a sinistra, la smettano di inquinare il dibattito pubblico”. Così ha dichiarato Francesco Sassone Coordinatore cittadino Fdi Bologna Città.
Che il clima in città sia rovente per le provocazioni della sinistra radicale è chiaro e lo dimostra anche dalle minacce subite da una studentessa universitaria, che ha denunciato tutto alla questura di Bologna. “Faccio video e milito nella Lega, parlo principalmente di immigrazione e islamizzazione e sono stata definita come fascista solo perché sostengo la remigrazione. E da una ragazza di quello stesso gruppo sono stata minacciata di percosse, mi ha detto frasi come ‘ti ammazzo’ e poco prima che me ne andassi ‘spero che un musulmano ti faccia violenza’.
Ho fatto subito denuncia perché ritengo che atteggiamenti di questo tipo siano inammissibili", ha spiegato Sofia alle tv locali. Il capogruppo della Lega in Consiglio comunale ha chiesto a tutte le forze politiche di esprimersi per dare solidarietà alla studentessa ma, per il momento, ancora nessuno si è esposto.