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"Cacciamo Meloni, poi governo Albanese". Il piano dei Carc per prendersi l'Italia

Cortei e proteste come piede di porco per indebolire l’esecutivo e "rendere ingestibile il Paese”: spunta il "manifesto" degli anarchici

"Cacciamo Meloni, poi governo Albanese". Il piano dei Carc per prendersi l'Italia
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Il partito dei Carc alza il tiro e in un momento di forti tensioni internazionali cerca di infilarsi e di approfittare dei movimenti sociali per portare a termine il suo piano di sovversione dell’ordine democraticamente costituito. Che il movimento di estrema sinistra voglia “imporre” un governo popolare è cosa nota: lo dichiara da ormai più di anno. Quel che ancora non era emerso è che nel nuovo governo i Carc vorrebbero mettere Francesca Albanese.

Tutto questo è contenuto nel nuovo manifesto che il partito ha rilasciato nelle ultime ore dal titolo “Primavera di riscossa”, dove i Carc sostengono che “per la combinazione di vari elementi, le prossime settimane possono essere decisive ai fini della cacciata del governo Meloni” e fanno l’elenco delle piazze che potrebbero essere utili al loro obiettivo: 5 marzo contro la reintroduzione della leva obbligatoria, manifestazioni per l’8 marzo, sciopero proclamato dai sindacati di base (Usb e Cub) e Cgil – Flc per il 9 marzo, mobilitazione del 14 marzo promossa dall’area politica della Rete dei Comunisti, quindi Potere al Popolo, Usb, Cambiare Rotta, “Per un NO sociale al referendum contro il governo” e quella del 28 marzo “contro i re e le loro guerre” promossa dalla rete “No kings”.

“Una simile combinazione di condizioni favorevoli alla cacciata del governo Meloni”, scrivono, “non c’era mai stata, benché il governo sia debole e traballante fin dalla sua installazione” ma, aggiungono per darsi un tono e spingere ancora di più sulle piazze, "questo non basta per avere la certezza di riuscire a cacciarlo nelle prossime settimane”. Per riuscirci, “tutti coloro che si pongono questo obiettivo devono impegnarsi per raggiungerlo”. Il governo Meloni, si legge ancora, “sarà cacciato se il movimento comunista, il sindacalismo di base e il movimento operaio e popolare si assumono la responsabilità di cacciarlo e si danno i mezzi per farlo”. E questa, dicono, “è la strada anche per impedire che i vertici della Repubblica Pontificia installino al posto del governo Meloni un governo di un altro colore, ma che attua lo stesso programma”.

E per spiegare meglio il proprio concetto, i Carc sottolineano che questo significa, “assumersi la responsabilità di rendere ingestibile il Paese a ogni governo delle Larghe Intese, fino alla costituzione di un governo di emergenza popolare”. Quindi, aggiungono, “che si riesca a cacciare il governo Meloni approfittando della combinazione di condizioni favorevoli delle prossime settimane è possibile, ma non è affatto certo”. E in quest’ottica i Carc stanno già preparando “i nomi dei ministri del governo di emergenza che ha il compito di portare l’Italia fuori dalla Terza guerra mondiale, di fermare lo smantellamento dell’apparato produttivo, di assegnare un lavoro utile e dignitoso a tutti, di cacciare gli agenti sionisti dalle stanze dei bottoni e di togliere l’acqua in cui sguazzano i promotori del razzismo e della guerra fra poveri”.

E a fronte delle proposte ipotetiche che circolano sui media, i Carco sentenziano: “Avete tutti gli elementi per capire se al nostro paese serve un altro governo questurino con a capo Franco Gabrielli o un governo che attua la Costituzione del 1948 con Francesca Albanese”.

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