"I cinghiali sono problema sempre più grave e fuori controllo"

L'Ispra ha calcolato danni all'agricoltura pari a circa 120 milioni di euro a causa dei cinghiali

"I cinghiali sono problema sempre più grave e fuori controllo"

"Il problema dei cinghiali nel nostro Paese è sempre più grave e fuori controllo". Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ribadisce la sua posizione, forte anche dei dati presentati dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel corso di un'audizione tenutasi alla commissione Agricoltura della Camera.

"L'Ispra - dice Foti - ritiene necessario, infatti, aumentare significativamente il controllo faunistico mediante tecniche selettive anche al di fuori delle aree protette e ampliare la platea di operatori che possono realizzare tale attività, estendendo la possibilità di impiego anche a figure attualmente non previste dal quadro normativo (es. ditte private o professionisti formati che, nel caso delle catture, potrebbero anche non disporre di licenza di caccia)". Il capogruppo dei meloniani a Montecitorio sfida "coloro che hanno stigmatizzando il contenuto dell'emendamento sui cinghiali di Fratelli d'Italia, a mia firma, a mettere a confronto le misure da me avanzate con quelle suindicate, consigliate dall'Ispra". E chiosa: "Suggerisco di leggerle bene, disponibile a spiegarle se ci fossero ulteriori problemi di comprensione".

Secondo quanto rivela l'Ispra "nel periodo 2015-21 sono stati abbattuti in media circa 300.000 cinghiali all’anno (di cui 257.000 in caccia ordinaria e 42.000 in interventi di controllo faunistico), per un totale di oltre 2 milioni di capi in 7 anni". Solo in Toscana sono stati prelevati oltre 500.000 animali (il 30% del totale dei capi abbattuti) mentre oltre 700.000 animali in Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, Umbria, Liguria e Marche. In Lombardia, invece, sono stati abbattuti solo 50mila capi. Il numero medio dei cinghiali prelevati, in questi ultimi sette anni, è cresciuto del 45% all'anno e il numero medio di cinghiali abbattuti all’anno è triplicato rispetto al 1998.

Segue la caccia di selezione da appostamento, che tuttavia ha visto solo recentemente un suo sempre più consistente utilizzo in Italia, grazie anche alla possibilità di esercitarla tutto l’anno e di notte (quando l’efficienza di prelievo è massimizzata dalla maggior attività di questi animali), e che ha dato risultati interessanti: il 9% dei prelievi è garantito da questa forma di caccia. I danni all’agricoltura oscillano da 14,6 a 18,7 milioni di euro, con una media annuale pari a oltre 17 milioni di euro. La stima complessiva è pari a circa 120 milioni di euro di danni per un totale di oltre 105.000 eventi di danno registrati.

Le regioni più colpite, stando ai dati dell'Ispra sono risultate Abruzzo e Piemonte con, rispettivamente, circa 18 e 17 milioni di euro di danni stimati, mentre ammontano a più di 10 milioni in Toscana, Campania e Lazio. Solo nella Provincia Autonoma di Bolzano non si rilevano danni all’agricoltura.

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