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"Clima irrespirabile", "Un regalo alla destra". Nel Pd c'è aria da resa dei conti

I riformisti sono in sofferenza e alzano la voce. Chi vota Sì al referendum viene messo all'angolo. Bufera sulle parole di Boccia: "Velata intimidazione"

"Clima irrespirabile", "Un regalo alla destra". Nel Pd c'è aria da resa dei conti
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Il letargo non è più un'opzione. Né è pensabile continuare a fare l'equilibrista. Elly Schlein è di fronte al bivio: restituire dignità ai riformisti o spaccare definitivamente il Partito democratico. Al Nazareno la tensione non è mai stata così alta. L'ala moderata dem è in sofferenza: si sente ormai ai margini, calpestata da una deriva sempre più schiacciata a favore del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra. E se qualcuno prova ad alzare la voce, scatta immediatamente la reprimenda.

La segretaria del Pd è in enorme difficoltà. È stata chiamata in causa direttamente da Pina Picierno, dopo essere finita nel mirino di Tomaso Montanari per aver osato far notare che esiste una sinistra che vota Sì al referendum sulla separazione delle carriere. "Sono mesi che viviamo un clima irrespirabile: sono mesi che alcuni si arrogano il diritto di schernire, ridicolizzare compagni di partito e invitano 'i riformisti' a lasciare la casa che abbiamo fondato. Non è più accettabile e chiedo alla segretaria Elly Schlein di pronunciare parole di chiarezza", ha denunciato su X la vicepresidente del Parlamento europeo.

Insomma, Elly: se ci sei, batti un colpo e difendi i compagni del tuo partito. Anche se non si riconoscono nella parabola pro-M5S. Ma niente da fare. Eppure i mal di pancia iniziano a palesarsi con una certa insistenza. Per la senatrice del Pd, Simona Malpezzi, il tema di come vengono visti i riformisti dentro al Pd "c'è e non andrebbe derubricato". Le posizioni differenti che portano un contributo costruttivo "vengono bollate come nemiche dell'unità del partito" invece che essere viste come parte di un dibattito plurale.

Anche il senatore Alessandro Alfieri non si nasconde dietro un dito: "Mi sembra che ci siano alcuni commentatori e persone esterne al Pd che potrebbero farsi i fatti propri ma non costruiamo una caricatura. Il Pd è un partito in cui si discute, ci si confronta, ognuno può dire le proprie cose. Abbiamo i nostri difetti. Siamo un partito che si confronta e dice le cose come stanno, e meno male". Il parlamentare Filippo Sensi voterà No al referendum, ma allo stesso tempo aggiunge che chi nel Pd sostiene il Sì "deve avere piena cittadinanza e non deve sentirsi ostracizzato o mal tollerato o addirittura insultato per le sue opinioni".

Durissima la presa di posizione di Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito democratico, che su Fanpage ha scritto che "chi mina l'unità interna del Pd indebolisce l’opposizione nel suo complesso e finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra".

Parole che hanno innescato la reazione di Stefano Lepri, membro della Direzione nazionale Pd ed esponente dell'area cattolico-democratica: "Vorrebbe suonare come un monito, ma appare una velata intimidazione. Servirebbe uno sguardo aperto". Mentre i riformisti restano inascoltati, il Titanic-Pd affonda.

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