Mentre John Elkann gestisce la linea di "Repubblica", impegnata in una narrazione di costante opposizione al governo, dai salotti della famiglia spunta un endorsement inaspettato, che forse nemmeno l'erede della famiglia Agnelli pensava di trovare. Matilde Borromeo, sorella di Lavinia e cognata del presidente di Stellantis, ha manifestato su Instagram un sostegno aperto e senza riserve nei confronti di Giorgia Meloni. Sposata con il principe Antonius zu Fürstenberg, la Borromeo non si è limitata a una generica approvazione, ma ha usato parole che ricalcano il sentimento di quella parte di Paese che vede nella Premier una rottura positiva con il passato.
"Abbiamo una fortuna pazzesca ad averla come Presidente che ci ripaga anni di sventure", ha scritto Borromeo commentando un post di Giorgia Meloni. Parole che potrebbero portare Elkann a prendere i sali, vista quella che è la linea tenuta dagli organi di stampa da lui amministrati (forse non ancora per tanto tempo). Da un lato, infatti, c'è Gedi, che attraverso le sue testate descrive un'Italia isolata e in declino sotto la guida del centrodestra ma dall'altro, c'è una figura di spicco della famiglia che riconosce a Meloni il merito di aver invertito una rotta fatta di "sventure". È stato Dagospia il primo a individuare quele parole di Borromeo, che probabilmente hanno scatenato un terremoto in famiglia. Mentre Elkann affronta una fase complessa della sua parabola industriale ed editoriale, il plauso della cognata alla Meloni conferma che il consenso per la Premier si è infiltrato anche in quelle cerchie che si pensavano impermeabili al cambiamento politico del Paese. In un altro messaggio, rivolgendosi agli altri utenti Borromeo scrive: "Criticare senza dare contenuto è una costante, non solo degli elettori di sinistra ma degli stessi politici". E dà dei "pagliacci" agli utenti che hanno attaccato Meloni sulla questione Groenlandia.
Proprio ora che l'editore si trova a gestire una fase di profonda incertezza, con le voci di una possibile cessione di altre testate del gruppo e le tensioni industriali legate a Stellantis, scoprire che il "nemico" politico viene celebrato in famiglia come un salvatore della patria è solo l'ultimo paradosso.
Matilde Borromeo, parte dell’alta nobiltà europea e della finanza che conta, parla un linguaggio che non è quello della contestazione ideologica, ma quello del pragmatismo e della concretezza. Non è mossa da ideologie come spesso accade in quel mondo ma, evidentemente, vede in Meloni una valida guida per questo Paese, con un ragionamento scevro di ogni lettura di principio.