Marco Carrai è finito ancora una volta nel mirino della sinistra radicale e nella Giornata della Memoria l'attacco alla sua figura appare ancora più indegno. Console Onorario di Israele per le regioni Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, nonché imprenditore e presidente Toscana Aeroporti, fino a poche settimane fa è stato alla guida della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ma all'inizio del 2026 il suo mandato non è stato rinnovato a seguito di forti pressioni politiche e proteste legate al suo ruolo diplomatico. In queste ore a Sesto Fiorentino è comparso un cartello "wanted" firmato dal (nuovo) Pci, sigla della sinistra radicale che opera quasi in sinergia con il partito dei Carc, che da oltre un anno tiene aggiornata una lista di proscrizione dei cosiddetti "agenti sionisti", che comprende ovviamente anche lo stesso Carrai.
"Agente sionista complice del genocidio", si legge nel manifesto in cui è stata inserita anche la sua data di nascita, una breve biografia e l'etichetta "criminale di guerra". Un gesto inaccettabile che in giorni come questo assume una valenza ancora più forte, che segna il passo di una mancanza totale di rispetto e di umanità da parte di una certa corrente che da mesi ha messo nel mirino chi ha la sola colpa di avere un pensiero divergente. "Un gesto che assume un significato ancora più inquietante per la data in cui è avvenuto e che richiama alla mente pagine della nostra storia che non possono e non devono tornare", hanno dichiarato Daniele Brunori e Federico Bussolin, rispettivamente capogruppo leghista nel Consiglio comunale di Sesto Fiorentino e Federico Bussolin, segretario provinciale Lega Firenze. "Non si tratta di un episodio isolato, ma di un segnale preoccupante di un clima che, specialmente a Sesto, si è progressivamente deteriorato negli ultimi anni. Un clima di ostilità verso Israele e, più in generale, verso il mondo ebraico, che ha trovato espressione in scelte e prese di posizione ideologiche: dai boicottaggi dei farmaci israeliani, fino alle campagne contro un giocatore israeliano della Fiorentina", scrivono ancora.
Se il clima di tensione e l'ostilità ideologica continuano a essere alimentati da sigle radicali che agiscono indisturbate, il rischio è che il passato, con i suoi fantasmi più cupi, cessi di essere un monito per diventare di attualità, con tutte le conseguenze che ne derivano. Trasformare la legittima critica in una caccia all'uomo, alimentando liste di proscrizione che sanno di epurazioni e odio ideologico, è un segnale che non può essere sottovalutato.
Il silenzio o, peggio, la giustificazione di simili atti apre la porta a un imbarbarimento del dibattito pubblico dove avere un pensiero diverso diventa una colpa da punire con la gogna. Nulla di nuovo, tutto già visto e, purtroppo, drammaticamente dimenticato.