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Daniela Santanchè arriva al ministero. I giornalisti le chiedono delle dimissioni, lei risponde: "Buongiorno"

Lo staff conferma tutti gli appuntamenti del giorno. Le opposizioni presentano la mozione di sfiducia: "Lasci subito"

Daniela Santanchè arriva al ministero. I giornalisti le chiedono delle dimissioni, lei risponde: "Buongiorno"
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La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è arrivata al ministero intorno le 10. La ministra, incalzata dai cronisti presenti dopo la richiesta di dimissioni per "sensibilità istituzionale" arrivata ieri tramite una nota di Palazzo Chigi, non ha risposto alle domande e si è limitata a dire "Buongiorno", scendendo dalla macchina con il telefono all'orecchio. Lo staff conferma tutti gli appuntamenti del giorno.

Intanto la sinistra non ha perso tempo per attaccarla e ha presentato una mozione di sfiducia a Montecitorio. "La Camera, premesso che: l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni", recita il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa).

"Se Santanchè non si dimette, significa che si sente protetta da qualcuno: è il segno di un'arroganza di potere inaccettabile. A questo punto temo che la maggioranza sarà costretta a votare la mozione di sfiducia dell'opposizione: sarebbe un fatto clamoroso, ma anche un atto di igiene politica di cui il Paese ha bisogno", ha tuonato Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ospite di Inside24 su Rainews24.

"Santanchè è senza vergogna e dignità. Alla mancanza di senso del limite morale si associa la mancanza del senso del limite istituzionale. Non avevamo dubbi", ha scritto su Facebook il leader di Azione, Carlo Calenda.

Lato giudiziario, dovrebbe arrivare entro un paio di mesi, e comunque prima della pausa estiva di agosto, la chiusura dell'inchiesta della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group a carico della ministra del Turismo, invitata alle dimissioni dalla premier Giorgia Meloni, e di altri ex amministratori delle aziende, tra cui l'ex compagno della parlamentare, Canio Mazzaro.

Da quanto si è saputo, infatti, nel giro di un mese, entro fine aprile, è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita in ordine di tempo, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice di FdI rischia un'altra accusa di bancarotta. Poi, la Procura diretta da Marcello Viola, col procuratore aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luigi Luzi e Guido Schininà, riuniranno gli accertamenti del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sui tre filoni del crac del gruppo e dovrebbero arrivare ad un'unica chiusura indagini, in vista di una eventuale richiesta di processo, con le imputazione per tutti gli ex amministratori, tra cui appunto la ministra. Santanchè è già a processo con altri a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato.

Mentre è congelata, in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, l'udienza preliminare per la vicenda della presunta truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid.

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