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Santanchè, sfiducia in calendario la prossima settimana. Bignami in Aula: "Nessuna lezione da chi si inchina alle mafie"

Mattinata di lavoro al ministero, poi lascia l'ufficio. Malan: "Seguirà le indicazioni della premier". Opposizioni all'attacco, tensione alla Camera

Santanchè, sfiducia in calendario la prossima settimana. Bignami in Aula: "Nessuna lezione da chi si inchina alle mafie"
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La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è arrivata al ministero intorno le 10. Incalzata dai cronisti presenti dopo la richiesta di dimissioni per "sensibilità istituzionale" da parte di Palazzo Chigi, non ha risposto alle domande e si è limitata a dire "Buongiorno", scendendo dalla macchina con il telefono all'orecchio. Lo staff conferma tutti gli appuntamenti del giorno, ma la ministra ha lasciato gli uffici intorno alle 15. A quanto si apprende, Santanchè dovrebbe rientrare a breve nella sede del ministero.

Intanto la sinistra non ha perso tempo per attaccarla e ha presentato una mozione di sfiducia a Montecitorio che è stata calendarizzata a partire da lunedì 30 marzo. I cronisti assiepati dalla prima mattina davanti al ministero a via di Villa Ada hanno chiesto alla ministra: "Si farà sfiduciare lunedì?", ma non c'è stata alcuna risposta.

"Come tutti i ministri seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio, ma non prendiamo lezioni da chi ha limitato i diritti degli italiani con Dpcm e per evitare il passaggio parlamentare", ha detto in Aula, al Senato, il capogruppo di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, rivolgendosi alle opposizioni. Dopo le parole di Malan, che ha accusato le minoranze di "menzogne e mistificazioni" durante la campagna per il referendum, in Aula ci sono stati momenti di tensione con urla e accuse incrociate e che il vicepresidente Gian Marco Centinaio ha cercato di contenere minacciando di sospendere l'assemblea. Malan ha poi ricordato che la presidente del Consiglio "è venuta in aula 10 giorni fa" e che "le tre questioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè sono estranee all'attività del governo. Non è una questione politica ma situazioni personali che nulla hanno a che fare con la vita del governo".

Tensione anche quando il capogruppo di FdI ha preso la parola alla Camera. "Non accettiamo lezioni da chi fiancheggia chi prende a martellate i poliziotti o da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito", ha detto Galeazzo Bignami rivolto ai banchi delle opposizioni, "Se voi aveste un po' della moralità che ha dimostrato Giorgia Meloni, un po' della sua schiena dritta forse ci risparmiereste qualche parola" Durante il suo intervento si sono levate urla di protesta da alcuni deputati delle opposizioni, ripresi dal presidente di turno.

"Se Santanchè non si dimette, significa che si sente protetta da qualcuno: è il segno di un'arroganza di potere inaccettabile. A questo punto temo che la maggioranza sarà costretta a votare la mozione di sfiducia dell'opposizione: sarebbe un fatto clamoroso, ma anche un atto di igiene politica di cui il Paese ha bisogno", ha tuonato Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ospite di Inside24 su Rainews24.

"Santanchè è senza vergogna e dignità. Alla mancanza di senso del limite morale si associa la mancanza del senso del limite istituzionale. Non avevamo dubbi", ha scritto su Facebook il leader di Azione, Carlo Calenda.

Lato giudiziario, dovrebbe arrivare entro un paio di mesi, e comunque prima della pausa estiva di agosto, la chiusura dell'inchiesta della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group a carico della ministra del Turismo, invitata alle dimissioni dalla premier Giorgia Meloni, e di altri ex amministratori delle aziende, tra cui l'ex compagno della parlamentare, Canio Mazzaro.

Da quanto si è saputo, infatti, nel giro di un mese, entro fine aprile, è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita in ordine di tempo, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice di FdI rischia un'altra accusa di bancarotta. Poi, la Procura diretta da Marcello Viola, col procuratore aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luigi Luzi e Guido Schininà, riuniranno gli accertamenti del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sui tre filoni del crac del gruppo e dovrebbero arrivare ad un'unica chiusura indagini, in vista di una eventuale richiesta di processo, con le imputazione per tutti gli ex amministratori, tra cui appunto la ministra. Santanchè è già a processo con altri a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato.

Mentre è congelata, in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, l'udienza preliminare per la vicenda della presunta truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid.

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