“Delirante figuraccia”: FdI non ha utilizzato mezzi termini per commentare l’ultimo attacco di Andrea Scanzi a Fabio Rampelli. Tutto nasce da un post pubblicato dal giornalista del Fatto Quotidiano su Facebook in cui scrive: "In questa foto, il vicepresidente della camera (non è una battuta) Rampelli, mentre partecipa bello (?) tronfio alla commemorazione di Acca Larentia, tra saluti romani, croci celtiche e “Presenti!” urlati alla ca**o come se fossimo ancora nel ventennio. Daje Itaglia!". Una sparata – capiremo perché – che in poche ore ha riacceso la consueta polemica sui presunti saluti romani durante la commemorazione di Acca Larentia, luogo simbolo segnato dal sangue di tre giovani uccisi.
Dalle parti di Fratelli d’Italia la replica è infatti arrivata puntuale e durissima. Il vicecapogruppo alla Camera Massimo Ruspandini ha liquidato l’affondo di Scanzi come l’ennesimo tentativo di costruire un caso artificiale sfruttando una semplice foto. "Ancora una volta il personaggio in cerca di visibilità e di un pugno di like, Andrea Scanzi, rimedia una delirante figuraccia. Anche nelle ultime ore è stato orchestrato il solito e ammuffito tentativo di trascinare un esponente di Fratelli d'italia - in questo caso il vice presidente della Camera Fabio Rampelli - nella puntuale polemica dei saluti romani durante la commemorazione di Acca Larentia. È bastata una foto di Rampelli di fronte a quella che fu la storica sezione del Msi, drammatico teatro dell'eccidio di tre ragazzi innocenti, per inscenare la solita accusa: peccato per loro che nè Rampelli ne alcun esponente di FDI abbia partecipato alla cerimonia coi saluti romani” la sua precisazione.
Ma non è tutto. Ruspandini ha infatti rincarato la dose poco dopo: “Ogni anno le stesse accuse, ogni anno le stesse smentite. Si mettano l'animo in pace queste comari della comunicazione, pronte a ignorare i violenti pestaggi ai danni dei ragazzi di Gioventù Nazionale, con spranghe e coltelli. Stiano pure appostate dietro al buco della serratura in attesa di qualche passo falso: Fratelli d'Italia continuerà a commemorare i figli d'Italia ammazzati e ancora senza Giustizia, fino a quando esisterà come formazione politica, nei termini consentiti dalla legge". Il nodo della questione, dunque, resta sempre lo stesso: ogni anno, a ridosso della commemorazione, si ripropone la medesima accusa, sistematicamente respinta da FdI. E ogni anno, puntualmente, un’immagine o una presenza istituzionale vengono trasformate nel pretesto per montare un caso politico che puntualmente si sgonfia di fronte ai fatti.
E Rampelli non è rimasto a guardare. Negando la sua partecipazione al raduno serale di Acca Larentia, l'esponente meloniano ha annunciato di voler querelare Scanzi "perché deve essere posto un limite alla diffamazione e alla menzogna": "Non faccio saluti romani perché sto bene nel mio tempo e ho sempre guardato con incredulità e tenerezza chi alza mani aperte, ma anche pugni chiusi. Intendo dire che nessuno mi ha vietato di farli, l’ho scelto e l’ho proposto alla generazione anti conformista che modernizzò la destra, dal MSI passando per AN, la stessa che su questa distanza dal nostalgismo avrebbe fondato con me Fratelli d’Italia nel 2012: la destra vincente di Giorgia Meloni".
Dopo aver ripercorso il programma della commemorazione della strage, Rampelli ha sottolineato che "diamo valore al sangue innocente versato 48 anni fa e questo conta per tutti, anche per le istituzioni che si recano nello stesso posto, più di ogni altra cosa": "Giornalisti seri dovrebbero ricordare che questa strage non ha avuto giustizia, che la mitraglietta Skorpion che sparò fu rinvenuta in un covo delle BR, che un pentito fece i nomi degli assassini, ma uno Stato complice si voltò dall’altra parte e li coprì. Ma a ogni 7 gennaio invece di riaprire inchieste, di indignarsi per l’impunità garantita ai carnefici, il problema siamo noi che conserviamo la memoria di quella guerra civile. È meraviglioso tramandarla con tanta costanza in mezzo secolo, capisco dia fastidio a chi si è dimenticato dei ragazzi di sinistra altrettanto innocenti ammazzati brutalmente dalla strategia della tensione, a noi più cari che ai nostri avversari. Meglio provare a insudiciare e denigrare... La volpe e l’uva".
Una dinamica ormai consueta, che da destra viene letta comprensibilmente come una vera e propria ossessione di certa comunicazione nel tentativo di cogliere anche il più piccolo passo falso.
Ma nell’episodio di quest’anno, come evidenziato da Ruspandini, non ci sarebbe traccia di quella partecipazione ai saluti romani che il giornalista ha subito suggerito ai suoi follower. Fratelli d’Italia, da parte sua, ha rivendicato il diritto a commemorare “i figli d’Italia” caduti, ribadendo che continuerà a farlo “nei termini consentiti dalla legge”.