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"Discontinuità", a sinistra volano stracci tra Sala & C.

Le parole di Capelli, che rappresenta il principale partito di maggioranza e che a luglio aveva siglato un patto di allenza con il sindaco fino a fine mandato, sono andate di traverso a Beppe Sala

"Discontinuità", a sinistra volano stracci tra Sala & C.
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Dopo le parole del segretario lombardo di Azione Francesco Ascioti sulle nostre pagne, che aveva invocato un cambio di passo nell'azione di governo, ieri nell'intervista al Corriere anche il segretario metropolitano del Pd Alessandro Capelli ha spiegato come MIlano per il futuro abbia bisogno di discontinuità, aprendo un terremoto nella maggioranza, con un tutti contro tutti. Dopo aver rivendicato il fatto di aver trasformato la città in 15 anni «in una grande capitale internazionale, attrattiva, capitale dei diritti, con una nuova linea metropolitana e un piano di assunzione dei vigili senza precedenti» spiega Capelli, sostiene come il modello Milano sia esaurito: «Siamo in un mondo nuovo e dobbiamo rispondere a domande nuove». I problemi? «Questione salariale, precarietà, mercato immobiliare sono variabili indipendenti» sostiene. Facile così. Bisognerebbe sentire, per esempio, cos'hanno da dire costruttori e Famiglie sospese che la paralisi dell'edilzia l'hanno subita per errori del Comune come dimostra la sentenza di abbattimento di via Fauchè. O Atm che non trova autiste macchinisti perchè la vita a Milano costa troppo. O ai medici e infermieri che emigrano in Svizzera...

Le parole di Capelli, che rappresenta il principale partito di maggioranza e che a luglio aveva siglato un patto di allenza con il sindaco fino a fine mandato, sono andate di traverso a Beppe Sala che ora si vede tradito a «reti unificate»: «Discontinuità? Quando la destra è al governo non continua ad invocare discontinuità. A sinistra evidentemente siamo più furbi. Molto più furbi» ha replicato Sala piccato.

«Stiamo attenti ai fraintendimenti o ai tentativi di strumentalizzazione: porteremo a termine con convinzione i progetti delle ultime consiliature di Pisapia e Sala, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti - difende la posizione Beatrice Uguccioni, la capogruppo del Pd a Palazzo Marino - a partire dalla crescita senza precedenti e dall'internazionalizzazione della città, e insieme vogliamo affrontare le nuove istanze che emergono dal tempo in cui viviamo per continuare ad innovare Milano».

«Il sindaco Sala ha ragione quando dice che il Pd chiede discontinuità a se stesso - osserva Giulia Pastorella, deputata di Azione e consigliere comunale di maggioranza - Noi abbiamo chiesto un'azione più incisiva affinchè l'ultimo anno di mandato sia in rilancio». «Come si fa a parlare di discontinuità quando si è governato bene per 15 anni?» si chiede il collega di partito Daniele Nahum. Ne approfitta per fare leva sul caos che regna nella maggioranza Forza Italia con il segretario regionale Alessandro Sorte, che continua a tendere una mano ad Azione, nonostante il segretario lombardo Ascioti avesse ribadito qualche giorno fa l'attrazione per il centrosinistra: «Chiedere discontinuità con un'amministrazione che è tutta del Pd non è autocritica, ma un'ammissione di fallimento» sentenzia, ribadendo la necessità di «aprire un dialogo non solo con Azione ma anche con quella parte riformista del centrosinistra che oggi viene sistematicamente demonizzata e ghettizzata».

E così mentre Capelli sostiene «con convinzione» le primarie considerandole una grande opportunità bnel caso in cui non si trovasse un «candidato unico e forte», continuano le autocandidature nel partito con la vicesindaco con delega all'Urbanistica Anna Scavuzzo sul podcast

La Stoccata che ha ribadito la sua ambizione: «Fare il sindaco di Milano è un grande onore e una grande responsabilità, ma anche una soddisfazione», partendo dal concetto di

discontinuità: «Ce n'è bisogno, ma non possiamo immaginare di ripetere il passato né di rinnegare tutto ciò che è stato fatto». E sul rapporto con il sindaco uscente ha precisato: «Non credo serva uccidere il padre per affermarsi».

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