Esiste una sinistra in Italia che vive completamente sconnessa dalla realtà, che vorrebbe trasformare il Paese in un enorme centro di accoglienza per migranti, anche irregolari, a scapito degli stessi italiani. Paradossalmente non è la sinistra politica che lo fa per propaganda, perché da quelle parti si sta sperimentando un certo realismo, ma è la sinistra civile a non avere freni in questa deriva, che ha già causato non pochi problemi al tessuto sociale del Paese. Tra le ultime esternazioni improbabili ci sono quelle di Annarita Briganti, giornalista, scrittrice e opinionista che si occupa principalmente di letteratura.
Il contesto è Mattino5, programma di informazione di Canale 5, dove vengono affrontati ogni giorno svariati temi di attualità, compresa l’emergenza sicurezza. Sebbene a sinistra siano ancora convinti che si tratti solo di percezione, i dati dicono inevitabilmente altro: le strade italiane non sono più sicure, esiste un problema di gestione di soggetti allo sbando e, soprattutto, di soggetti arrivati in Italia senza aver il minimo interesse nel rispetto delle regole. Davanti a chi sostiene che sia necessario intervenire, ponendo fine all’accoglienza indiscriminata di soggetti dei quali non si conosce la storia e che rischiano di diventare finanche un problema grave di ordine pubblico, Briganti va controcorrente: “Io sono per l’accoglienza, sono per accogliere tutte le persone. Vorrei ricordare che tante persone di origine straniera aiutano a mandare avanti i locali in cui lo stesso Senaldi andrà a mangiare, curano le nostre persone anziane”.
Per Briganti il discorso punta sul “fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare”. Lo dice esplicitamente, ripetendo un adagio che sa più di retorica che d’altro, anche perché l’Italia è uno tra i Paesi più accoglienti e chiunque arriva qui, in regola e con lavorare, trova le porte spalancate. Ma Briganti ignora il punto e si spinge oltre e arriva a giustificare anche i violenti. “Anche quello che spacca la vetrina della moto vi sembra che stia bene? Gli puoi dire: fai un corso di formazione per diventare chef? Sono persone che hanno bisogno di aiuto medico e di rispondere dei reati che compiono”, ha dichiarato ancora.
E alla domanda del conduttore Francesco Vecchi se possiamo prenderci carico di tutto l’aiuto medico di cui ha bisogno il Nord Africa, la risposta della giornalista è candida: “Sì, investiamo sul tema della salute mentale che è cruciale, è ancora un tabù. Esiste lo Stato”.
Ma lo Stato siamo noi con le nostre tasse e non è sostenibile un sistema aperto in cui entra chiunque, senza documenti e a pagare siano sempre i soliti i quali, a causa di questo sovraccarico, si trovano a fare i conti con un sistema sanitario al collasso. E invece è quello che già succede e che, evidentemente, c’è chi vorrebbe ulteriormente aggravare. “Follia. Parole a dir poco raccapriccianti", è il commento di Matteo Salvini.