Uno scrosciante applauso ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo ingresso in platea alla Scala per il concerto degli 80 anni dalla riapertura. Il pubblico, che si era poco prima alzato per salutare l'ingresso della senatrice a vita Liliana Segre, lo ha atteso in piedi e in piedi lo ha salutato, sedendosi poi solo al termine dell'esecuzione dell'inno.
Il Capo dello Stato è stato accolto dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala e dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ad attenderlo anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il sovrintendente e direttore artistico della Scala, Fortunato Ortombina. A dirigere il concerto il Maestro Riccardo Chailly, con Orchestra e Coro scaligeri, nella Sinfonia e nei cori '"li arredi festivi" e "Va pensiero" dal Nabucodonosor di Giuseppe Verdi.
Mattarella alla Fondazione Piano
In precedenza il presidente della Repubblica Mattarella ha visitato la Fondazione Renzo Piano, nel Campus Leonardo al Politecnico di Milano, in un dialogo con l'archistar e senatore a vita e un gruppo di studenti. "La bellezza è davvero il parametro della vita. Sono belli i momenti in cui vivete insieme lavorando. La trasparenza degli alberi in questo campus: questa è bellezza, è tutt'altro che frivola. Io vorrei che fosse così", "è quello che la politica dovrebbe fare. Ci sono differenze tra un bel progetto e un brutto progetto. L'obiettivo della politica è quello della bellezza della convivenza".
"Dubbio ingrediente fondamentale per la democrazia"
"Quanto diceva Renzo Piano mi fa venire in mente il valore del dubbio: il dubbio verso ciò che si sta facendo, che sembra certo a prima vista, contro il forte rischio di fossilizzarsi dietro le apparenze. Sottoporsi al beneficio del dubbio aiuta costantemente a trovare la strada migliore a capire i possibili errori. Il dubbio è un beneficio anche per altri aspetti - ha aggiunto Mattarella - impedisce di irrigidirsi, di essere raccolti e cementificati nelle apparenze. Ma è anche uno degli ingredienti fondamentali della democrazia”. Dunque, “sottoporsi a verifica costante consente di avere più fiducia in ciò che si fa".
"Ascoltare è la strada per la pace"
Il Capo dello Stato ha aggiunto che “ascoltare è la strada verso la pace e, anche nella dimensione internazionale, e se ascoltassero un po' di più, ne avremmo un grande vantaggio. Siamo nati per ascoltare, la parola l'abbiamo per farci ascoltare ed è strano che sia sempre stata invece un'arte difficile, incomprensibilmente difficile”.
L'aneddoto sui prof di architettura
Mattarella si è poi rivolto agli studenti: “Devo farvi una confessione, che è anche un riconoscimento: quando insegnavo nella mia facoltà di giurisprudenza avevo frequentemente incontri con le altre facoltà e notavo in alcuni colleghi una sorta di insofferenza per l'atteggiamento dei colleghi di architettura, che sostanzialmente trasmettevano la convenzione che la loro scienza era quella che raccoglie tutto. Raccoglie la convivenza, la condizione di vita, le regole, le esigenze concrete della vita, le prospettive del futuro. In fondo è vero, avete fatto una bella scelta ad architettura perché l'architettura raccoglie tutto.
E questo comporta un sovrappiù di capacità di verificare di vedere luoghi perché questo incide sulla vita quotidiana. E dunque, l'esortazione di vedere luoghi e verificare sempre con scrupolo è una cosa preziosa per tutti, particolarmente per voi”.