Evadere dai domiciliari? Se è per sfuggire alla suocera molesta non è reato

Il gip di Palermo assolve un giovane che si era allontanato da casa, consegnandosi subito dopo alla Polizia, per le continue liti familiari. Il giudice: non c'è dolo, per lui la convivenza era più afflittiva della detenzione

Evadere dai domiciliari? Se è per sfuggire alla suocera molesta non è reato

Evadere dagli arresti domiciliari? Se è per sfuggire alla convivenza forzata con una suocera molesta e a continue liti in famiglia non è reato. E quindi non va punito.

Arriva da Palermo questa sentenza che dà ragione a fidanzati e generi vessati da suocere insopportabili, sempre che siano costretti alla convivenza con loro. Il gip di Palermo Nicola Aiello, su richiesta del pm, ha disposto l'archiviazione per un giovane di 21 anni, Francesco Paolo Forcieri, accusato di evasione per aver lasciato gli arresti domiciliari per sfuggire alle continue liti in famiglia. L'uomo, che stava scontando a casa una condanna per rapina, ha lasciato l'abitazione e si è immediatamente consegnato agli agenti, per sottrarsi, ha spiegato lui stesso, a una convivenza diventata ormai insostenibile. Inevitabile però il processo, vista la violazione. Era stata la stessa procura a chiedere l'archiviazione perché mancava «il coefficiente psicologico doloso necessario per la punibilità alla condotta di evasione», e quindi il reato non sussisteva. E persino la suocera aveva ammesso che la loro vita insieme, a casa, era diventata un inferno per le continue liti tra la figlia e il fidanzato agli arresti domiciliari.

E così l gip ha accolto la richiesta della procura, disponendo l'archiviazione del caso: «L'indagato - ha scritto il giudice nel decreto - non ha voluto sottrarsi al regime degli arresti domiciliari, ma soltanto alla forzata convivenza con la suocera, risultata per lui maggiormente afflittiva della pena inflittagli dal giudice penale».

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