Sull’Iran, secondo Piero Fassino, l’Europa e in particolare la sinistra continuano a muoversi con eccessiva prudenza. Intervenendo a L'Aria che tira su La7, l’ex ministro ha parlato apertamente di “timidezza” nel mettere in campo una mobilitazione forte a sostegno degli iraniani che stanno combattendo nelle strade di Teheran. Una cautela che, a suo giudizio, nasce dal timore politico di fondo: "Si pensa che quanto più si sostengono questi movimenti di lotta e liberazione tanto più si può avallare, qualora avvenisse, un intervento di Trump".
Iran, 12mila persone uccise durante le proteste. Trump: "Aiuti in arrivo, il mio obiettivo è vincere". Ira di MoscaUn ragionamento che Fassino contesta, distinguendo nettamente i piani: "Un conto è giudicare severamente l'azione di intervento di Trump in altri Paesi perché rappresenta una violazione del diritto internazionale, ma questo non può portare a non considerare che ci sono movimenti di lotta in corso in Venezuela come in Iran a cui devi esprimere tutta la solidarietà e il sostegno necessario".
Da qui il riferimento diretto alla segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Fassino ha ricordato che, ospite di In Onda, Schlein si è detta "favorevole" all’ipotesi di "indire" una manifestazione per l’Iran, auspicando però che a questa disponibilità segua rapidamente un’iniziativa concreta. Per l’ex ministro, il tempo delle cautele è finito: senza una presa di posizione visibile, la solidarietà rischia di restare solo una dichiarazione di principio.
