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Fermo preventivo, scudo penale e blocco navale: le novità nella bozza del pacchetto sicurezza

Nelle prossime ore il Consiglio dei ministri sarà impegnato sulle nuove misure per migliorare la sicurezza del Paese, allo studio anche a fronte di quanto accaduto negli ultimi giorni

Fermo preventivo, scudo penale e blocco navale: le novità nella bozza del pacchetto sicurezza
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Domani il Consiglio dei ministri lavorerà sulle nuove bozze del pacchetto Sicurezza, alle quali il Corriere della sera ha avuto accesso in anteprima. Si conferma la presenza del cosiddetto “fermo preventivo” che nei fatti sarà un accompagnamento, ossia la possibilità (già esistente) di trattenere un soggetto per un massimo di 12 ore senza che vi sia la convalida di un magistrato. Questo istituto potrà essere adoperato per soggetti con precedenti specifici in caso di manifestazioni e non indiscriminatamente. È stato inoltre inserito il divieto di vendita di coltelli per i minori di 18 anni così come di tutte le armi atte a offendere.

Un punto fondamentale, come viene riportato dal quotidiano di via Solferino, è la presenza del cosiddetto “scudo penale”, ossia una serie di garanzie per gli operatori delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. È però previsto che vengano estese anche ai privati cittadini nel caso di legittima difesa. Gli estensori hanno anche rinnovato l’istituto delle zone rosse con il potenziamento dei daspo urbani, oltre che la possibilità per i prefetti di istituire delle cosiddette “aree a divieto di accesso” laddove si verificano frequentemente reati specifici e frequenti episodi di illegalità ma, soprattutto, il nuovo pacchetto introduce l’illecito penale per i soggetti che fanno resistenza ai controlli di polizia, ignorando e forzando l’alt di un agente di pubblica sicurezza.

Sono presenti anche riforme che richiedono passaggi parlamentari più lunghi e articolati, in particolare per quanto concerne i flussi migratori e, soprattutto, l’introduzione di una specifica forma di “blocco navale”: si tratta di una misura che

prevede l’interdizione dall’attraversamento delle acque territoriali nazionali per un periodo che va dai 30 giorni ai 6 mesi nel caso in cui vengano ravvisate minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale.

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