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FI unisce l'Italia del Sì. Tajani: "Noi diversi da Gratteri"

Si è conclusa a Roma l’iniziativa di Forza Italia per la campagna referendaria “Le frecce del Sì”: "Questo è un referendum per iniziare a cambiare il nostro Paese"

FI unisce l'Italia del Sì. Tajani: "Noi diversi da Gratteri"
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"Vedo un grande entusiasmo, questa iniziativa sembra un po' unire l'Italia che vuole cambiare, che vuole un Paese più europeo con magistrati che non siano condizionati nella loro carriera dai partiti politici”. Il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani commenta così l’iniziativa degli azzurri ‘Le frecce del Sì', ossia i treni che negli ultimi due giorni hanno portato in giro per l'Italia la campagna per il Sì al referendum.

“È la grande Italia del Sì che vuole cambiare, siamo convinti saranno sempre più cittadini si uniranno e ci sono tante persone di sinistra come Pisapia, Antonio, Di Pietro, Picierno", aggiunge Tajani parlando delle personalità di centrosinistra che si sono espresse a favore di questa riforma. “Questo è un referendum per iniziare a cambiare il nostro Paese", sentenzia il leader di Forza Italia. E ancora: "Il referendum serve per cominciare a cambiare il nostro Paese, non è un referendum sul governo. Sul governo si voterà l'anno prossimo e i cittadini decideranno se abbiamo lavorato bene". Tajani, rispondendo indirettamente al procuratore Nicola Gratteri, dice: "Mi fa schifo la mafia, mi fa schifo la 'ndrangheta, mi fa schifo la camorra, mi fa schifo la Sacra corona unita, e voto Si'". E, poi, aggiunge: "Noi i conti non li vogliamo fare con nessuno, né con chi vince né con chi perde. Questa non è una riforma di destra, né di centro e né di sinistra”. Tajani, infine, chiosa: “La riforma non va contro la magistratura, non serve a fare contare il governo nella magistratura. Noi non vogliamo mettere i pm sotto il governo, è una bugia colossale".

“Questa è una due giorni veramente esaltante che ha avuto un'eco mediatica straordinaria”, gli fa eco il capogruppo dei deputati azzurri Paolo Barelli. Che, poi, aggiunge: "La manifestazione di ieri a Milano è stata un grande successo: da Torino, Aosta, Bologna, Genova e Venezia sono arrivati a Milano, sui vari treni, i nostri segretari regionali, i nostri militanti e i nostri ministri, Gilberto Pichetto e Paolo Zangrillo, e abbiamo dato vita a una manifestazione straordinaria!”. Oggi, invece, sono arrivati alla stazione Tiburtina di Roma treni arrivati da Napoli e da Firenze dove erano presenti vari parlamentari, coordinatori e militanti di Forza Italia. “Siamo orgogliosi di ospitare personalità rilevanti quali Gian Domenico Caiazza, Francesca Scopelliti e Tommaso Cerno, e tanti altri, che spiegheranno le ragioni del Sì per cambiare la giustizia che riguarda tutti noi cittadini, al di là degli schieramenti e dei partiti”, dice Barelli, sempre più convinto che “è nell'interesse esclusivo dei cittadini avere una giustizia giusta che veda un giudice veramente terzo, con una carriera diversa da quella del pubblico ministero, che deve avere un’ equidistanza dal giudice pari a quella dell'avvocato difensore”.

Secondo Barelli, non si tratta di “una presa di posizione di chi è di sinistra, di destra o di una religione piuttosto che un'altra”, ma è “una posizione sostenuta da tanto tempo, da molti anni, da illustri personalità sia della sinistra sia della destra”.

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