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Foto a testa in giù della Meloni e ghigliottina dai No Kings. Il centrodestra: “Spettacolo pro violenza”

Il centrodestra compatto ha condannato le minacce ricevute da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Carlo Nordio durante il corteo di Roma. Biancofiore: "Barbari travestiti da manifestanti"

Foto a testa in giù della Meloni e ghigliottina dai No Kings. Il centrodestra: “Spettacolo pro violenza”
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La violenza verbale, e non solo, del corteo No Kings di Roma si è espressa con le solite manifestazioni contro Giorgia Meloni e i suoi ministri, in particolare Carlo Nordio, e di Ignazio La Russa. Sono state bruciate le loro foto, sono anche state messe a testa in giù per evocare, come accade sempre più spesso quando si parla della destra, una nuova piazzale Loreto. È stata portata in piazza la ghigliottina e sono stati scanditi cori di insulti, e non solo, contro il governo. “Straparlano di pace, urlano contro le guerre e poi si presentano in piazza con osceni cartelli contro le più alte cariche dello Stato. Ancora una volta i presunti pacifisti usano il palcoscenico della manifestazione per mettere in scena il loro spettacolo pro-violenza”, ha dichiarato l’onorevole Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie.

Quelle immagini, ha aggiunto l’onorevole, “rappresentano plasticamente una violenza ideologica di cui si nutrono in maniera spasmodica questi barbari travestiti da manifestanti. Nel totale disinteresse e nell'imbarazzante silenzio di chi marcia insieme a loro”. Nessuna manifestazione di solidarietà, infatti, c’è stata dalla sinistra che era in piazza con i No Kings, politica e sindacale tra gli altri, dando di fatto legittimazione a chi si sente in diritto di poter agire in questo modo. “Come da consolidato copione, l’antagonismo va in piazza non per manifestare ma per insultare, per offendere, per intimidire quando non per scatenare assurda violenza”, ha aggiunto Mara Carfagna di Noi Moderati, esprimendo la solidarietà del partito e sottolineando che quello di oggi in piazza è stato “un attacco indegno, volgare, squallido, di fronte al quale non si può restare in silenzio. Auspichiamo una condanna forte e una presa di distanza netta da parte di tutte le forze politiche”. Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia, ha aggiunto: “Tutto questo è accaduto sotto gli occhi di Bonelli, Fratoianni e Ilaria Salis, che hanno sfilato accanto a questo scempio senza dire una parola. Un attacco volgare che offende la donna e l'Istituzione. Dove sono le femministe? Dove sono i leader della sinistra che tacciono davanti a questo scempio? Il loro silenzio è complicità morale con chi evoca la morte e l'odio. Noi andiamo avanti, loro restano nel fango”.

Anche il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha espresso solidarietà ai ministri e ai rappresentanti dello Stato coinvolti, perché si tratta di “gesti da condannare con fermezza, incompatibili con i principi democratici. Rinnovo il mio appello affinché il confronto pubblico si svolga nel rispetto delle persone, senza generare odio e tensioni”. Per Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, le immagini provenienti dalla piazza “non raccontano un episodio isolato ma sono la fotografia del degrado inaccettabile del dibattito pubblico, non solo politico, in cui siamo scivolati, con complicita' e silenzi spesso inquietanti e imbarazzanti di alcuni. Si può protestare, si può dissentire, si può anche criticare con durezza. Ma trasformare il dissenso in minaccia, la parola in intimidazione, la piazza in un teatro di odio simbolico significa smarrire il senso stesso della democrazia”.

Riccardo Decorato, deputato di Fratelli d’Italia, ha condannato “​​con forza il gesto criminale di quegli attivisti politici che, pur dicendosi pacifisti, si rendono responsabili di atti così aberranti. Ricordo a tal proposito che solo poco tempo fa, durante un altro corteo a Milano, era stata esposta l'immagine di Giorgia Meloni a testa in giù. È ormai quindi evidente come per certi movimenti di sinistra la politica non sia più rappresentata dal normale dibattito democratico ma dall'odio cieco nei confronti dell'avversario”.

Simonetta Matone, deputato della Lega ed ex magistrato, ha voluto far notare che “Come accadde per lo striscione di sostegno alla strage del 7 ottobre, anche questa volta non sentiamo una parola di sdegno e condanna. I voti dei giovani alle elezioni, come il referendum appena concluso, non si cercano così. Anche nel popolo del No c'era tanto odio”.

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